Festa di Santa Giustina vergine e martire

07-10-2026

Festa di Santa Giustina, vergine e martire

Mercoledì 7 ottobre 2026

Padova, Basilica di Santa Giustina

Cara Santa Giustina,
sono contento di essere qui, in questa basilica martiriale, insieme a tanti fratelli e, soprattutto, sorelle della nostra città e della nostra Diocesi.

Siamo venuti a pregare con te e a ringraziare il Signore per il dono che sei stata e continui a essere per la Chiesa di Padova. Da tanti secoli accompagni il cammino del nostro popolo e continui a vegliare su di noi con la tua intercessione. A te sono dedicate molte comunità situate ai confini territoriali, come se in questo modo tu potessi abbracciarci tutti e proteggerci. Veniamo da Pernumia, da Frapiero, da Santa Giustina in Colle…

Molte donne portano il tuo nome. Lo hanno ricevuto dai loro genitori e dai loro nonni quasi come un augurio e una benedizione. Attraverso quel nome è passata anche la memoria della tua storia e della tua fede. E ancora oggi tante persone guardano a te con affetto e riconoscenza.

Anche noi questa sera guardiamo a te.

Anzitutto guardiamo alla tua fede.

In questi anni ho invitato i giovani della nostra Chiesa a non accontentarsi di una fede ricevuta dagli altri, ma ad arrivare a dire personalmente il loro “sì” al Signore Gesù. Alcuni giovani hanno già compiuto il passo di fare pubblicamente la professione di fede e ogni volta è una gioia vedere la loro libertà e il loro coraggio.

Ma tu, Giustina, sei stata la prima tra noi. Hai detto il tuo sì a Gesù fino in fondo. Lo hai confessato con le parole e con la vita. Non hai rinunciato a lui nemmeno davanti alla violenza e alla morte.

Per questo il tuo sangue è diventato seme di nuovi cristiani. Sei stata il chicco di grano di cui parla il Vangelo: caduto in terra, ha portato molto frutto. La Chiesa di Padova è nata anche dal tuo martirio, vertice di ogni professione di fede.

Anche noi questa sera ti chiediamo di aiutarci a credere. Non è facile credere sempre. Ci sono momenti in cui il cuore si riempie di dubbi, di paure e di fatiche. Ci sono momenti in cui il Vangelo sembra troppo esigente o in cui altre voci sembrano più convincenti.

Aiutaci a fidarci di Gesù. Aiutaci a riconoscere che lui continua a camminare con noi e che soltanto lui ha parole di vita eterna.

Guardiamo poi alla tua giovinezza.

Tu eri giovane. E questo ci colpisce. Non perché la giovinezza sia una garanzia, ma perché hai lasciato che il Signore entrasse nella tua vita proprio nel tempo di quelle scelte decisive che spesso vengono rinviate, perché giovani appunto! Non hai aspettato di essere più grande, più sicura o più forte. Hai aperto il cuore a Cristo fin dal momento in cui si è presentato alla tua vita.

Anche oggi i nostri giovani portano dentro desideri grandi: desiderio di felicità, di amicizia, di amore vero, di una vita che abbia significato. Ma tante volte “sostano e indugiano” nella confusione, nella solitudine e in proposte che promettono molto e lasciano poco. Ricordo un insegnamento bello della lettera agli Ebrei, al capitolo 4: “Il nutrimento solido è per gli adulti, per quelli che, mediante l’esperienza, hanno le facoltà esercitate a distinguere il bene dal male”. Come nello sport anche la scelta del bene va esercitata tramite esperienze di donazione!

Ti affidiamo i giovani della nostra Diocesi e aiuta noi adulti a essere compagni di viaggio credibili. Donaci la pazienza di ascoltare, la sapienza di accompagnare e l’umiltà di testimoniare con la vita ciò che diciamo con le parole. Solo se noi adulti siamo in cammino insegniamo a camminare.

Guardiamo infine alla tua femminilità.

Giustina, sei stata una donna libera. Hai vissuto in un tempo nel quale spesso altri decidevano della vita delle donne, eppure nessuno ha potuto toglierti la libertà più profonda: quella di appartenere a Cristo e di amare insieme con lui.

La femminilità è un dono di Dio. È valido non solo in confronto ad altri doni di vita ma in sé. Non perché assomiglia, completa, ricorda… ma perché è un dono, semplicemente. Essere donna è un dono! E allora prega con noi perché tutte le nostre donne siano contente della grazia ricevuta, vengano riconosciute, rispettate ed amate soprattutto nella nostra Chiesa.

La tua forza non veniva dal potere, ma dall’amore. Non veniva dall’imporre la tua voce, ma dalla fedeltà al Signore. Per questo continuiamo a guardarti come donna di speranza per tante donne anche oggi.

Ti affidiamo le bambine e le ragazze, le mamme e le nonne, le spose, le consacrate, le donne che servono la Chiesa e la società con generosità nascosta e quotidiana. Ti affidiamo anche quelle che portano ferite, solitudini, preoccupazioni e sofferenze.

Oggi il nostro pensiero raggiunge anche tutte le popolazioni ferite dalla guerra. Ricorre l’anniversario dell’inizio del conflitto che ha devastato la Terra Santa e segnato profondamente la popolazione di Gaza. Pensiamo anche alle tante guerre che continuano a ferire il Medio Oriente, l’Europa e altre parti del mondo.

Chiedi per tutti il dono della pace. Vogliamo domandarti la grazia che tutte le donne possano diventare operatrici di pace – come spesso hanno saputo fare nella storia – e diffondere parole, sentimenti, azioni di pace.

Cara Santa Giustina, noi questa sera non siamo venuti semplicemente a ricordarti. Siamo venuti a chiederti di accompagnarci a Gesù.

Tu hai creduto in lui, Tu lo hai amato più della tua stessa vita, Tu hai trovato in lui la tua gioia. Aiuta anche noi a fare lo stesso.

+ Claudio Cipolla

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