Proiezione di film in parrocchia: restare nella legalità

Le sanzioni previste dalla legge: multa da 2582 a 15493 Euro

Proiettare dvd e altri supporti digitali in parrocchia è soggetto ad alcune norme regolamentate dalla legge italiana. Ciascuno si regola secondo la propria coscienza, ma è bene mettere in chiaro come stanno realmente le cose secondo la legge italiana. 


Abbiamo chiesto maggiori informazioni a don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio di pastorale della comunicazione della diocesi di Padova.

Don Marco, è vero che far vedere un film pubblicamente in parrocchia è illegale?

Esatto, la legge numero 633 del 22 aprile 1941  in materia di diritto d’autore disciplina il diritto sull’opera cinematografica e prevede che in qualsiasi visione pubblica spetti all’autore un equo compenso irrinunciabile. È importante, soprattutto in parrocchia, educarsi ed educare alla legalità, altrimenti è come avvallare pagamenti che evadono l’iva o pratiche simili.

Ma la visione non è a scopo commerciale…

Non è comunque possibile la visione pubblica di supporti destinarti alla visione domestica e ci sono due tipi di diritti da assolvere:

  • quelli cinematografici dovuti ai produttori e
  • quelli musicali dovuti, invece alla Siae (la Società italiana autori ed editori).

Non è consentita la pubblica esecuzione di videocassette e DVD che riproducono opere cinematografiche in commercio destinate alla vendita o al noleggio per uso privato, come indicato nei titoli di testa. Quindi, chi organizza spettacoli pubblici per mezzo di una videoproiezione, deve ottenere il consenso del titolare del diritto di riproduzione e di messa in commercio dell’opera. Deve inoltre utilizzare appositi supporti e regolare – se richiesto – il relativo canone di noleggio. La SIAE – nel rilasciare il permesso/certificato (mod. 116/c) per la regolarizzazione del diritto d’autore sulla colonna sonora inserita nell’opera – non risponde, pertanto, dell’uso illecito di quei supporti.

 

Come si può ovviare per restare nella legalità?

  • Pagando i diritti sia al distributore che alla Siae (spesso si hanno quote minime da pagare che sono sull’ordine delle 2-300 Euro a film… vale la pena solo se si chiede un biglietto di ingresso o si hanno sponsor, vista la cifra di partenza).
  • Diventando circolo affiliato all’Associazione nazionale circoli cinematografici italiani (www.ancci.it) ma conviene solo se si propongono molti fil all’anno
  • Oppure stipulando una volta all’anno la Licenza ombrello che vale sia per le altre strutture collegate alla parrocchia (scuola materna, etc.) che per le attività estive come grest  campiscuola

Cosa sarebbe questa Licenza ombrello?

  • è uno strumento che consente la visione legale, effettuata a titolo gratuito (visione pubblica non commerciale), di film utili alla formazione, all’educazione e alla catechesi assolvendo ai diritti del produttore. È un aiuto per legalizzare una pratica diffusa, quella della visione pubblica di film in parrocchia.

Quindi i diritti musicali dovuti alla Siae non sono compresi nella Licenza?

Esatto, la Siae va comunque pagata separatamente. A questo proposito esiste una specifica convenzione con Acec che prevede un pagamento forfetario di Euro 153.60 oppure ci si può riferire a singoli accordi per titolo singolo stipulati con altre associazioni come, ad esempio, la convenzione Noi-Siae.

Come funziona? Quali film si possono trasmettere secondo la Licenza ombrello?

La Licenza ombrello rappresenta un accordo firmato da Acec (associazione italiana esercenti cinematografici) con Motion Picture Licensing Corporation (Mplc)  la principale concessionaria internazionale di licenze cinematografiche. Le opere riproducibili sono quelle elencate nel listino Mplc che autorizza la proiezione illimitata sia in parrocchia che in organismi che operano al suo interno (patronato, associazioni, campi scuola…) della grande maggioranza delle opere cinematografiche riprodotte su supporti destinati all’uso domestico: Dvd, Blu-ray, Vhs, file ottenuti legalmente. Il listino è pubblicato nel sito www.saledellacomunità.it

Ci sono limitazioni nel proporre i film in parrocchia?

Si, secondo questa Licenza  non è consentito promuovere i titoli dei film sui media diretti al grande pubblico (sito web, Facebook, radio, tv, comunicati stampa, giornali, volantini…) e richiedere il pagamento di un corrispettivo specificatamente inteso per la proiezione.

Cosa è consentito invece, in termini di promozione?

Si possono pubblicare informazioni sulle proiezioni senza esplicitare il titolo dei film, informare parrocchiani e membri di associazioni tramite newsletter, esporre la locandina dei film all’interno dei locali della parrocchia.

Quanto costa questa licenza ombrello?

La tariffa è annuale e prevede due fasce in base alla popolazione di riferimento della parrocchia: 300 euro (+ Iva) fino ai 3.000 abitanti e 450 euro (+ Iva) oltre i 3.000. Tutte le informazioni utili, l’elenco dei film in catalogo Mplc e uno strumento di ricerca dei film per ambito tematico sono disponibili sul sito www.saledellacomunita.it.

Chi controlla e cosa si rischia proiettando senza licenza?
La Guardia di Finanza ed i detentori dei diritti effettuano i controlli. Gli abusi sono puniti civilmente e penalmente (LDA 633/41 art.171-ter). Cfr. sentenza.

 

È punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque a fini di lucro:
a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento;
b) abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati;

 

Fonti:
La difesa del popolo 22/06/2014
www.saledellacomunita.it
www.mplc.it
www.diocesipadova.it