Il racconto della torre di Babele è spesso interpretato come una storia di divisione, confusione e fallimento. Ma se in quella frattura si nascondesse invece una possibilità? Un percorso che invita a rileggere il limite non come punizione, ma come apertura: la diversità delle lingue, delle culture e delle visioni può diventare uno spazio fecondo, capace di generare incontro anziché separazione. Nel cuore del desiderio umano di costruire, elevarsi e superare ogni confine, il limite emerge come ciò che ridimensiona, ma anche come ciò che protegge e orienta. Forse è proprio lì, dove il progetto si incrina, che nasce la possibilità di una relazione autentica. Mentre l’umanità sembra scegliere il “recinto” (la torre) che raccoglie le persone in maniera uniforme mettendo insieme le similitudini ed escludendo le diversità, la “torre di babele” indica il progetto di Dio che riconosce nella “composizione delle diversità” la normalità di una società-comunità che sa superare il limite della conformazione per far crescere la capacità di dialogo.
Se ne parlerà venerdì 15 maggio 2026 alle ore 21.00 nel Duomo di Piove di Sacco con il teologo Riccardo Perez.
Informazioni: https://www.festivalbiblico.it/edizione/festival-biblico/2026/
