Domande frequenti e risposte veloci su
Ministeri Battesimali e Collaborazioni Pastorali
FAQ MINISTERI BATTESIMALI
I ministeri battesimali sono servizi pastorali di coordinamento e di promozione degli ambiti essenziali della vita della comunità parrocchiale e della sua missione: l’annuncio, la liturgia; la carità; la gestione amministrativa; il collegamento interno alla parrocchia e con le altre vicine.
I ministeri battesimali sono esercitati in équipe, comportano una certa responsabilità pastorale, hanno una durata limitata e sono affidati con un mandato.
I ministeri battesimali sono espressione della corresponsabilità dei battezzati e della valorizzazione dei carismi presenti nel popolo di Dio.
I ministeri istituiti - lettorato, accolitato e catechista - sono servizi riconosciuti dalla Chiesa universale e vengono affidati ai fedeli – uomini e donne – attraverso un rito liturgico di istituzione, presieduto dal Vescovo. A differenza dei ministeri battesimali che hanno un mandato a tempo determinato, i ministeri istituiti sono stabili, conferiti una sola volta e con funzioni più ampie. Il mandato canonico dei ministeri battesimali è a tempo, per esempio quinquennale.
La CEI ha accolto e valorizzato per la Chiesa Italiana le disposizioni del Santo Padre sui tre ministeri istituiti attuali: lettorato, accolitato, catechista.
In Diocesi di Padova non ci sono ancora ministeri istituiti, che verranno pensati al servizio dell’intera Collaborazione Pastorale con il mandato di sostenere e accompagnare i ministeri battesimali delle singole parrocchie.
I ministeri battesimali sono individuati a partire dai cinque ambiti pastorali indicati dal Sinodo diocesano e sui quali svolgono una azione pastorale in équipe:
- evangelizzazione, annuncio e catechesi, percorsi di Iniziazione cristiana;
- spiritualità, preghiera e liturgia;
- fraternità, carità, fragilità e prossimità;
- gestione amministrativa ed economica;
- comunione, coordinamento pastorale, relazioni con la comunità e i ministeri.
L’équipe ministeriale è composta dagli operatori pastorali ai quali viene affidato un ministero battesimale da svolgere nell’ambito della propria parrocchia. È avviata a partire da un minimo di tre membri con una responsabilità effettiva, plurale e condivisa. Si caratterizza per un lavoro unitario sugli ambiti della pastorale parrocchiale agendo in continuità con gli obiettivi e gli orientamenti pastorali elaborati dagli Organismi di comunione parrocchiali (CPP e CPGE).
Le persone a cui viene affidato un ministero battesimale sono chiamate ad avere una visione globale sulla pastorale, a promuovere la vita della comunità parrocchiale, ricercando il contributo di tutti e valorizzando la vocazione battesimale di ciascuno. Questo servizio pastorale si adopererà per intercettare le domande concrete degli uomini e delle donne del nostro tempo e per innestarvi l’annuncio del Vangelo (Lettera post sinodale, p. 60)
Il mandato ministeriale ha la durata di cinque anni e può essere rinnovato una volta solo. Il mandato viene conferito dal Vescovo alla équipe ministeriale nel suo insieme. Nel caso di avvicendamenti dei singoli membri, il mandato per ciascuno termina con la scadenza di quello dell’équipe.
Un tempo determinato garantisce la possibilità di verifica e di ricambio, evitando il rischio dell’accentramento e di forme di “potere”.
Si tratta di un servizio che scaturisce dalla vocazione battesimale come naturale predisposizione a mettersi a servizio della missione della propria comunità. L’azione è limitata alla propria parrocchia e non a tempo pieno.
Il parroco è riferimento stabile dell’équipe ministeriale, ne verifica l’attività e vi partecipa personalmente o tramite un delegato scelto all’interno dell’équipe stessa.
L’équipe ministeriale non si sostituisce all’attività degli operatori nei vari ambiti della pastorale. Le équipe coordinano l’operatività, sostengono e promuovono le iniziative, sollecitano altri al servizio. I membri dell’équipe possono essere i referenti parrocchiali dei singoli ambiti.
Le commissioni ministeriali di ambito, al momento non ancora operanti, sono composte dai componenti delle équipe ministeriali all’interno della Collaborazione Pastorale. Le Commissioni si incontrano periodicamente per confrontarsi e per assumere uno stile condiviso tra parrocchie vicine. Un loro rappresentante – referente – parteciperà al Coordinamento della Collaborazione Pastorale.
FAQ COLLABORAZIONI PASTORALI
È un livello organizzativo territoriale delle parrocchie della Diocesi, coordinata da un parroco e da un laico/a che la presiedono e convocano il Coordinamento della Collaborazione Pastorale.
- La lettura del territorio con le sue domande e tipologie particolari;
- L’assunzione di uno stile e di scelte pastorali condivise;
- La formazione unitaria degli operatori pastorali;
- Il confronto e lo scambio in ordine agli ambiti pastorali.
La Collaborazione Pastorale favorisce la vita di ogni singola parrocchia, per evitare forme di centralizzazione.
È l’organismo di confronto fra le diverse parrocchie, in particolare sulla formazione degli operatori pastorali e dei ministeri battesimali, la lettura dei problemi comuni legati al territorio, la condivisione di uno stile pastorale unitario.
Il Coordinamento della Collaborazione pastorale è composta da:
- i presbiteri e i diaconi permanenti in effettivo servizio pastorale;
- i rappresentanti delle comunità di vita consacrata;
- i vicepresidenti del consiglio pastorale parrocchiale di ciascuna parrocchia
- i tre referenti degli ambiti Annuncio, Liturgia, Carità
- un referente dei Consigli Parrocchiali per la Gestione Economica.
Si suggeriscono 3-4 incontri all’anno da valutare in base alle esigenze di ogni Collaborazione Pastorale.
Convocare e guidare gli incontri della Collaborazione Pastorale, predisponendo ordine del giorno, strumenti e metodo di lavoro.
- Partecipano di diritto al coordinamento della Collaborazione Pastorale.
- Programmano i percorsi di formazione unitaria per gli operatori pastorali del proprio ambito confrontandosi con l’Ufficio diocesano di riferimento.
- Mantengono i contatti con i referenti parrocchiali, convocandoli secondo le opportunità e le esigenze riscontrate nella Collaborazione Pastorale.
- Per necessità o richiesta incontrano le parrocchie della Collaborazione Pastorale e partecipano agli incontri di ambito.
- Mantengono i contatti con i parroci per quanto riguarda il proprio ambito pastorale.
- Mantengono i contatti con l’ufficio diocesano di riferimento, per consolidare uno stile e un pensiero diocesano.
- Favoriscono la costituzione dell’ambito pastorale.
• Partecipare al coordinamento della Collaborazione Pastorale.
• Accompagnare le parrocchie nel discernimento su scelte inerenti i beni temporali, ponendosi a disposizione dei parroci per consigli e informazioni; si confronta periodicamente con i vice-amministratori delle parrocchie; su richiesta o invito può partecipare agli incontri dei Cpge.
• Promuovere percorsi di informazione e formazione.
• facilitare i rapporti con il Servizio amministrativo diocesano
I singoli cinque referenti di ambito della Collaborazione Pastorale si incontrano con i membri delle équipe ministeriali parrocchiali suddivisi per ambito, almeno due volte l’anno, per una verifica sull’attività pastorale svolta in quell’ambito e per una visione prospettica sul futuro e le attività della Collaborazione Pastorale.
È il luogo per la realizzazione di percorsi formativi di largo spettro, offerte dagli Uffici e Servizi diocesani, per rendere le proposte più vicine alle comunità e favorire la decentralizzazione.
Il vicariato inoltre ha come finalità principale la cura della vita e della formazione pastorale, culturale e spirituale dei presbiteri.
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