Messa del Crisma 2026

02-04-2026

Giovedì Santo
Messa del Crisma

Giovedì 2 aprile 2026 – Padova, basilica Cattedrale

Omelia

La nostra assemblea è composta prevalentemente da presbiteri, diaconi, da uomini e donne di particolare consacrazione ma il soggetto celebrante resta il popolo di Dio.

La nostra presenza è simile non ad una categoria o classe sociale ma a quella di una assemblea sinodale, è infatti rappresentativa delle nostre comunità popolari: sono qui, portati dal nostro cuore e dal nostro ministero, i nostri collaboratori pastorali e i tanti uomini e donne ai quali siamo stati inviati dal Signore. Sono i fratelli e le sorelle di Gesù e che Gesù, il Signore, ci chiede di amare e diservire con tutto noi stessi.

Fratelli e sorelle, comunque! Anche se incerti o incostanti nella fede, anche se distaccati o addirittura avversi. Siamo qui con tutte le nostre variegate comunità, con le loro fragilità e i loro entusiasmi. Siamo qui a nome loro, come popolo.

Un popolo regale, un’assemblea santa, una stirpe eletta: questo è il popolo di Dio! Santo perché amato da lui. Di questo popolo noi siamo parte e in questo popolo abbiamo un ministero che parla di Lui e conduce a Lui.

Da Dio e dalla grandezza del suo amore e della sua misericordia, che contempliamo tramite la testimonianza di Gesù, conosciamo noi stessi e conosciamo le nostre comunità nella loro profonda relazione con il Padre.

Con loro, per loro, a loro nome cantiamo al Signore!

In questo canto, eseguito non tanto con la voce quanto con la vitalità del suo Spirito, siamo guidati dal nostro maestro e capo Gesù, il servo perfetto, il figlio prediletto, il figlio della vergine Maria. Lui, nostro unico re, sacerdote e profeta, l’unto preannunciato dai profeti, è sorgente; è colui che, anche stamattina, dà significato ad ogni nostro gesto, ad ogni canto e ad ogni parola!

Anche la benedizione degli oli indica comunione ed unità con il Signore Gesù e tra noi: insieme invochiamo il dono dello Spirito del Signore sul nostro popolo, sulle comunità che lo compongono, sui ministeri e sui carismi che lo arricchiscono: ciascuno di noi è incaricato di portare consolazione a chi soffre, di portare forza ai deboli e a chi è in cammino, di impregnare della vita dello Spirito sacerdoti, re, profeti e martiri.

Tra questi la Santa Chiesa ha scelto alcuni che verranno ordinati presbiteri il 24 maggio (sono Filippo, Tommaso e Marco), mentre don Renzo Pegoraro, già responsabile di un importante ministero per la Chiesa universale, probabilmente il 21 giugno presso l’OPSA, sarà ordinato Vescovo titolare di Gabi.

Grazie quindi per il vostro servizio, per la vostra testimonianza, per la vostra dedizione e per la vostra preghiera.

Grazie perché con il vostro ministero rendete efficace e vivo l’amore del Signore nelle nostre comunità e con esse nel popolo di Dio così assetato di quello Spirito che ha agito in Gesù: andate anche voi in memoria di Gesù e con l’unzione del crisma, di cui siete impregnati, portate il lieto annuncio ai poveri, fasciate le piaghe dei cuori spezzati, proclamate la libertà degli schiavi.

Le vostre comunità siano al servizio di Dio e siano riconosciute come la stirpe benedetta dal Signore per benedire tutti i popoli. Sono le comunità degli unti, dei cristiani!

Le guerre in Iran e nel Medio oriente, con un particolare ricordo per la Palestina e il Libano, la guerra nel territorio dell’Ucraina, le sofferenze del popolo cubano e venezuelano, quelle dei popoli africani, le evidenti ed arroganti iniziative dei potenti della terra ed il crescente impoverimento dei poveri, anche nei paesi occidentali, dicono che il cuore dell’uomo e del mondo è inquieto e cerca, vagando, un luogo dove trovare riposo: che le nostre comunità siano spazio di accoglienza, di ristoro e di pace.

Non possono vincere e non vinceranno gli arroganti, i potenti, i ricchi perché a combatterli non saranno armi o denaro ma il Vangelo del cui Spirito è impregnata la vita dei cristiani.

Lo sanno bene i nostri catecumeni che si stanno affacciando alle nostre comunità per far parte di questo popolo di consacrati e ricordano a tutti noi la freschezza della particolare nostra vocazione che vogliamo ancora una volta rinnovare anche come presbiteri, ma durante questa Pasqua tutti insieme come cristiani.

+ Claudio Cipolla, vescovo

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