Marcia diocesana per la pace 2026

18-01-2026

Domenica 18 gennaio 2026

Stanghella

MARCIA DIOCESANA PER LA PACE

Omelia

“LA PACE SIA CON VOI, VERSO UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE”

È sempre una gioia vedere con quanta passione e creatività le nostre comunità sanno esprimere i valori e le esperienze della pace!

Desidero esprimere subito il mio ringraziamento alle comunità cristiane per la vostra generosità e laboriosità interpretando ed esprimendo ciò che tutta la Chiesa diocesana vive, rinnovando ogni anno l’impegno ad educarci alla cultura della pace: per i discepoli di Gesù non c’è un’alternativa.

Lo facciamo ascoltando le parole di operatori di pace e ascoltando la Parola, che è il messaggio di pace a cui noi cristiani attingiamo per vivere la fraternità evangelica.

Quanto accade nel mondo e le crescenti tensioni che pervadono anche le relazioni quotidiane non possono lasciarci indifferenti né imprigionarci in sensi di impotenza.

Trovarci insieme così numerosi, grandi e piccini, provenienti da diversi posti ci aiuta a rafforzare il nostro desiderio di pace, ci incoraggia a testimoniare, anche contro corrente, che la pace è l’unica vittoria e che è possibile solo se si crede nel rispetto della dignità di ogni persona e di ogni popolo e nel pieno rispetto della giustizia e del diritto.

Il primo campo di battaglia è il nostro cuore dove il bene e il male si contendono i nostri pensieri e i nostri sentimenti, e ci spingono verso azioni buone o cattive. Spesso siamo così confusi dalle diverse informazioni e notizie che fatichiamo a scegliere il bene anche se lo desideriamo.

Ecco che la Parola di Dio e l’insegnamento della Chiesa ci vengono in aiuto per affinare la nostra coscienza e darle gli strumenti per discernere la verità e agire il bene.

Anche Gesù non è vissuto in tempi di pace e il suo popolo era schiacciato dalla dominazione romana eppure ci ha dato testimonianza di come solo con il bene si sconfigge il male.

«Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!» questa frase che abbiamo letto nel Vangelo di oggi ci dice chi è Gesù. Gesù s’identifica con un agnello, non con un emblema di forza, ma con un simbolo di mitezza e di donazione totale.

Proprio la potenza della sua umiltà e la grandezza della sua mitezza sconfiggono la radice del nostro peccato. La mitezza e l’umiltà sono le potenti armi che sconfiggono il male.

Gesù, l’agnello di Dio, che ci dona la libertà dal male ci invita ad imparare da lui che è mite ed umile di cuore, questo è il segreto che ci permette di stare nella gioia e di costruire comunione. Fare la comunione con il segno del pane esprime la nostra adesione a lui: al suo stile, alle sue scelte, ai suoi sentimenti. 

Quanto ha promesso a Isaia – lo abbiamo sentito nella prima lettura – Dio lo fa anche con noi e ci rende «luce delle nazioni per portare la salvezza fino all’estremità della terra». Questo è il compito di noi cristiani: annunciare la pace di Cristo!

Come abbiamo sentito dalle testimonianze all’inizio della marcia sono enormi gli sforzi da compiere per portare la pace nel mondo e conforta conoscere l’instancabile lavoro di organizzazioni umanitarie, che portano soccorso e di organizzazioni pacifiste, che resistono scegliendo la testimonianza della nonviolenza.

A tutti gli operatori di pace va il nostro ringraziamento e la nostra solidarietà.

Anche da qui possiamo fare la differenza attingendo a notizie veritiere, approfondendo quanto accade nei vari Paesi, informandoci sulle scelte politiche dei governanti, scegliendo quali prodotti acquistare, quali servizi usare, quali investimenti preferire; possiamo fare la differenza esercitando concretamente l’ospitalità e l’accoglienza delle persone e delle famiglie costrette a migrare, aiutando chi si trova nella povertà e nella solitudine e inviando aiuti alle popolazioni provate dalla guerra. Possiamo, come oggi, scomodarci e mobilitarci per la pace. Possiamo e dobbiamo pregare instancabilmente per chiedere la conversione dei potenti e la fine di ogni conflitto.

In questa celebrazione eucaristica ricordiamo tutte le persone che hanno perso la vita a causa delle guerre in corso, preghiamo per le persone ferite, ammalate, prive del necessario per vivere, in fuga…

Attraverso il racconto del fratello sudanese abbiamo conosciuto un conflitto enorme e per lo più sconosciuto. Sono tante le guerre dimenticate di cui non si dà notizia; eppure sono conflitti che spesso portiamo in tasca, o in auto, in casa, in azienda… perché sono causati dalla contesa e dall’accaparramento di metalli preziosi, necessari per la costruzione della tecnologia che usiamo, come pure di fonti fossili che servono per produrre energia.

La scelta della nonviolenza passa anche attraverso la sobrietà dei nostri stili di vita e nell’orientarci con determinazione e costanza verso un’economia sostenibile ed equa.

Auguro a tutti voi di portare nel cuore il ricordo di questa giornata e di trasformare quanto abbiamo ascoltato, detto, fatto in un impegno quotidiano per diventare esperti artigiani di pace nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro… sempre e ovunque, con tutti: il poco che possiamo fare abbiamo il dovere di compierlo: unito ad altre gocce può diventare un fiume; unito ad altri granelli può diventare un pane e comunque la nostra coscienza potrà avere pace!

Grazie per la vostra bella partecipazione.

Ringrazio i sindaci di Stanghella e di Vescovana per la preziosa collaborazione e ringrazio tutti i sindaci presenti. Vi auguro di saper collaborare – tutti insieme – per il bene di questi territori, che hanno bisogno di amministratori appassionati, totalmente dediti al bene comune e capaci di tirar fuori tutte le potenzialità nascoste dalla sfiducia. Siate ingegneri di pace attraverso politiche di inclusione sociale, di contrasto alle povertà, di promozione del lavoro e della cultura, di servizi alle famiglie, agli anziani e alle giovani generazioni!

Carissime comunità della Collaborazione pastorale Adriatica e quanti provenite da altre parti: possano le persone che vi incontrano sperimentare la misericordia del Padre e attraverso la vostra amorevolezza sentirsi accolte come in una famiglia.

Maria regina della pace vegli su tutti noi e ci insegni l’arte di amare.

+ Claudio Cipolla

condividi su