La carità nel tempo della fragilità

Presentazione

«L’esperienza della fragilità, della paura, della malattia ha condizionato i nostri percorsi di questi ultimi mesi e ha condizionato le nostre scelte: abbiamo sospeso e annullato tutto, perfino le celebrazioni della Pasqua, l’accompagnamento degli ammalati, la visita pastorale, la formazione dei più giovani, i funerali: tutto! Quest’esperienza si è presentata come male, malattia, morte, lockdown, ma guidati dallo Spirito, l’abbiamo affrontata e abbiamo tentato di ricavarne il bene. Vincere il male con il bene è un’indicazione evangelica (cf Rm 12,21), così come cercare di vedere il bene anche in mezzo al male: noi, cultori del bene per vocazione, ci siamo sentiti mandati in questa missione che però non è terminata, anzi».

Inizia con queste parole del vescovo Claudio Cipolla, il fascicolo “La carità nel tempo della fragilità. #congentilezzaefiducia” che contiene dei suggerimenti, degli orizzonti, delle proposte rivolte alle parrocchie della Diocesi di Padova per questo tempo così particolare condizionato e trasformato dalla pandemia vissuta. Una proposta, che si apre come cammino per l’anno pastorale 2020-2021 e che è stata presentata prima dell’estate e viene ulteriormente approfondita negli incontri zonali di ottobre 2020.

Le comunità cristiane sono chiamate a «un nuovo passo da compiere»: «dare una risposta alle persone fragili, quelle che sono già in difficoltà e quelle che prevediamo cadranno vittime delle conseguenze del coronavirus sul piano economico e sociale». Un’urgenza che non possiamo non vedere, sottolinea il vescovo Claudio.

L’invito è perciò a essere pienamente comunità cristiana, che accoglie, che ascolta, che sostiene: «tutti coloro che busseranno alle porte delle nostre comunità devono trovare un fratello e una sorella che sa stare accanto a loro, che li ascolti, li incoraggi e li sostenga… con il cuore innanzitutto, cioè con amore, con l’Amore, con il “pane buono”»; pane buono che è «il pane che unisce ascolto e azione e va ben oltre quanto possiamo trovare presso gli sportelli dell’assistenza pubblica o privata e dei servizi sociali. È pane di fraternità, di cammino condiviso, di giustizia cercata insieme».

C’è il desiderio che l’intera parrocchia assuma lo stile comunitario dell’ascolto, della comprensione, della tenerezza, uno stile spirituale e collettivo. Attraverso strumenti concreti (il sostegno sociale parrocchiale e la prassi del buon vicinato), ma anche con l’esercizio della carità nel quotidiano.

In questo “spazio” virtuale vengono raccolti gli strumenti e le proposte per accompagnare questo impegno.