Vita monastica

La presenza del monachesimo benedettino nel territorio della Diocesi di Padova è una presenza molto antica.

Le prime notizie storiche certe riguardano il monastero suburbano di Santa Giustina affidato ad una comunità monastica sotto la Regola di San Benedetto dal vescovo Gauslino nel 971. È invece dell’inizio del secolo XII la fondazione dell’altro importante monastero di Praglia nella zona dei Colli Euganei.

Lungo i secoli quasi tutte le principali congregazioni monastiche hanno fondato monasteri sia in città che in altre località del territorio diocesano.

Presenza monastica maschile in città:

  • il monastero di San Giovanni da Verdara;
  • il monastero di San Benedetto dei “monaci albi” fondati da Giordano Forzatè;
  • il monastero di Santa Maria in Vanzo.

Fuori delle mura cittadine invece, ricordiamo:

  • il monastero olivetano di San Giovanni Battista sul Monte Venda oggi ridotto a ruderi;
  • il monastero di San Salvaro in Urbana;
  • il monastero di Santo Stefano a Due Carrare;
  • il monastero camaldolese di Carceri;
  • il priorato cluniacense della Santa Croce in Campese di Bassano del Grappa.

La presenza monastica femminile invece era ben rappresentata nelle seguenti realtà:

  • in città a Padova i monasteri di San Pietro, che è il più antico della Diocesi, e quello di San Prosdocimo, dove visse la Beata Lucrezia Bellini Eustochio;
  • fuori città vanno menzionati il monastero del Monte Gemola, legato alla vita della Beata Beatrice d’Este, e l’attuale monastero di San Daniele in Monte sui Colli Euganei.

Con la loro discreta presenza fatta di preghiera e lavoro anche oggi i monaci e le monache offrono una testimonianza di vita fraterna sia all’interno dei loro monasteri sia verso i fratelli nel mondo tramite la partecipazione alla preghiera liturgica quotidiana, all’assistenza spirituale, alla fruizione del patrimonio librario delle loro biblioteche e allo scambio dei prodotti realizzati dal loro lavoro.

Molto significativa è la presenza degli Eremiti Camaldolesi della Congregazione di Monte Corona che vivono la loro rigorosa ascesi nell’Eremo di Monte Rua sui Colli Euganei.

In diocesi inoltre si trovano esperienze monastiche femminili non benedettine come le monache della Visitazione e le Carmelitane, le cui rispettive comunità ora hanno trovato ospitalità presso l’Opera della Provvidenza Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano, e le monache Clarisse nel convento cittadino di San Bonaventura e in quello di San Francesco a Montagnana.