Finalità
Nel testo conciliare sulla vita religiosa Perfectae Caritatis viene detto: "Si devono favorire le Conferenze e i Consigli dei Superiori Maggiori eretti dalla Santa Sede, i quali possono molto contribuire a far conseguire meglio il fine proprio dei singoli Istituti, a promuovere una più efficace collaborazione per il bene della Chiesa, a distribuire più razionalmente gli operai del Vangelo in un determinato territorio, nonché a trattare le questioni che i Religiosi hanno in comune, stabilendo una conveniente opera di coordinamento e di collaborazione con le Conferenze Episcopali per quanto riguarda l'esercizio dell'apostolato " (Perfectae Caritatis n. 23, 28 ottobre 1965).
Nel documento Mutuae Relationes della Congregazione dei Religiosi e dei Vescovi si dice, tra l'altro: "Nell'ambito della Vita Religiosa vengono istituiti dalla S. Sede... i Consigli dei Superiori Maggiori... Il loro scopo primario è la promozione della Vita Religiosa inserita nella compagine della missione ecclesiale; la loro attività consiste nell'offrire servizi comuni, iniziative di fraternità, proposte di collaborazione rispettando l'indole propria di ciascun Istituto".
"Le associazioni dei Religiosi e Religiose si dimostrano assai utili (e) vanno incoraggiate:
a) sia come organismi di mutuo collegamento e di promozione e rinnovamento della Vita Religiosa nella fedeltà alle direttive del Magistero ecclesiastico e nel rispetto dell'indole propria di ciascun Istituto;
b) sia come organismi per discutere i problemi misti tra Vescovi e Superiori, nonché per coordinare le attività delle famiglie religiose con l'azione pastorale della diocesi sotto la guida del Vescovo".
Il fondamento della CISM è nel Codice di Diritto Canonico che vi dedica due canoni (can. 708 e 709):
"I Superiori Maggiori possono utilmente associarsi in Conferenze o Consigli per conseguire più agevolmente, nell'unione delle forze, il fine proprio dei singoli istituti, salvi sempre l'autonomia, l'indole e lo spirito proprio di ognuno, sia per trattare affari di comune interesse, sia per instaurare un opportuno coordinamento con le Conferenze Episcopali ed anche con i singoli Vescovi".
