La vocazione e l'impegno

Per alcune donne vedove la morte del marito, vissuta come prova nella fede, col tempo, e per grazia, si può rivelare anche in modo inaspettato come una chiamata a vivere la propria condizione come una vera e propria vocazione ad appartenere a Dio senza condizioni e senza riserve.

Da questa vocazione nasce il proposito di vivere la propria vedovanza in castità perpetua, segno del Regno di Dio. La vedova consacrata sente che la grazia ricevuta dal sacramento del matrimonio continua a produrre i suoi effetti anche in questa nuova situazione di vita. Si dona a Cristo per vivere con Lui per il Padre nello Spirito Santo, in gioiosa attesa dei tempi ultimi e facendo offerta di sé in uno stile di vita sobrio e di preghiera in obbedienza al proprio vescovo.

La Chiesa, nella persona del vescovo, è chiamata a riconoscere e accogliere pubblicamente come un dono questa particolare vocazione delle vedove, presentandole ai fedeli come segno profetico.

Il cammino di consacrazione vedovile, così antico e così nuovo, è segno di un amore eterno ed escatologico, cioè proiettato verso i Beni ultimi, ed ha un profondo valore ecclesiale.

Questi gli aspetti fondamentali della vocazione nell’Ordo Viduarum:

  1. LA PREGHIERA - La vedova consacrata fa della preghiera l’impegno primo della sua vita attraverso la Liturgia delle Ore, la Santa Messa, i momenti di adorazione e ogni altra occasione di preghiera, unita in quotidiana comunione con tutta la Chiesa;
  2. IL SERVIZIO - In modo particolare la vedova esprime la sua vocazione alla consacrazione nella “diaconia della carità” ponendosi al servizio degli ultimi e dei più bisognosi. Le sarà proprio il ministero della consolazione, in virtù di quanto già da lei sperimentato, dimostrando attenta vicinanza alle persone sofferenti, accompagnandole a cercare, alla luce della fede, un segno di speranza ed una risposta al dolore. La vedova consacrata si pone al servizio della chiesa diocesana mettendosi a disposizione all’interno delle comunità parrocchiali o della Diocesi stessa;
  3. L’ANNUNCIO - La vedova, per grazia nella fede, testimonia la vitalità del matrimonio, pur nell’assenza del coniuge, cui continua a rimanere fedele anche oltre la morte. Essa vive nella fede la forza della risurrezione già in questa vita e, come Maria Maddalena, anche se ancora nel buio del mattino della risurrezione, si sente inviata dal Cristo ad annunciare la Sua morte e risurrezione. La vedova potrà comunicare i valori legati all’amore fedele di Dio nella bellezza del sacramento del matrimonio ai giovani, alle coppie, a chi ha avuto un lutto, ad altre vedove, ai sacerdoti stessi.

 

La vedova consacrata non deve rinunciare a vivere la sua vocazione iniziale di sposa, madre e nonna nel contesto quotidiano di sempre. Anzi, la sua risposta a questo desiderio di consacrazione al Signore, si esprime proprio nel migliore e più attento servizio declinato:

  1. nella cura della famiglia in cui essa continua ad essere attiva nella fedeltà alla vocazione coniugale;
  2. in parrocchia come utile collaboratrice, motivata sul piano della preghiera e del servizio, e visibile esempio di una consacrazione nel proprio stato di vita;
  3. in diocesi dove si renderà disponibile a collaborare alle iniziative che il vescovo vorrà proporre.

Pur non essendo prevista alcuna forma di vita comunitaria, l’appartenenza ad uno stesso Ordo crea un vincolo stabile di comunione tra le vedove consacrate della diocesi e il loro vescovo. In uno stile sinodale e di corresponsabilità le vedove dell’Ordo sono chiamate a condividere il cammino di dialogo e condivisione riguardo la dimensione spirituale e la formazione secondo le indicazioni del vescovo e accompagnate dal suo presbitero incaricato. La verifica costante della loro vocazione e la condivisione della preghiera le aiuta a confermarsi nei propositi evangelici di castità, sobrietà ed obbedienza di cui sono testimoni.

Non va trascurato nemmeno l’impegno a vivere la corrispondenza con gli altri Ordo Viduarum con i quali, soprattutto negli ultimi anni, si è attivato un Collegamento Nazionale su invito della CEI che ha nominato un vescovo referente. Un servizio di comunione che favorisce la conoscenza reciproca tra le vedove consacrate d’Italia e il confronto arricchente sugli aspetti istituzionali e formativi.