La vocazione e l'impegno

Donne chiamate alla profezia della gioia evangelica in questo tempo, le vergini consacrate riflettono con la loro vita la bellezza dell’armonia e dell’amore di Cristo immerse nella realtà secolare, condividendo gioie e dolori del mondo.

La vergine consacrata è innanzitutto una donna. Prima della vergine consacrata quindi, c’è una donna che accoglie e vive la propria femminilità alla luce del Battesimo e del Vangelo. In questa connotazione umana e spirituale, una donna può sperimentare – per un puro dono della grazia – un’attrazione per Cristo che è paragonabile a quella che si vive nell’innamoramento umano.

Nello stupore che nasce nel cuore di chi riceve un dono così grande, è fondamentale lasciarsi accompagnare nel discernimento, che è un tempo di verifica necessario per poter rispondere a questa chiamata, e in particolare per comprendere che la rinuncia al matrimonio e al dono dei figli è possibile solo per un amore più grande che apre alla vita e alla fecondità.

Il discernimento non si compie solo con l’accompagnare spirituale, ma soprattutto con il Vescovo. La donna che sente questa chiamata, infatti, accoglie il dono dell’amore per Cristo senza cambiare contesto di vita quotidiana e di lavoro: la sua vocazione è figlia della Chiesa diocesana e in essa è nutrita e cresce. Non è prevista la vita comunitaria con le altre vergini consacrate della diocesi; ciò non toglie che esse possano vivere insieme, se lo desiderano, con il consenso del Vescovo.

Attraverso il dialogo con il Vescovo, la donna in discernimento comprende come mettere a disposizione i propri doni per la Chiesa e per il mondo. Infatti, il rito di consacrazione non esplicita nessun mandato specifico oltre a quello della preghiera, ma la naturale conseguenza dell’amore è il dono di sé nei contesti ecclesiali e di vita a cui appartiene.

Le donne che ricevono la consacrazione all’Ordine delle Vergini sono quindi radicate nella diocesi in cui vivono. È in questa porzione del popolo di Dio che mettono a frutto i propri doni, spirituali e professionali, con la guida del vescovo.

La vita delle consacrate, pur senza segni esterni, se non l’anello consegnato durante il rito di consacrazione, come segno dell’alleanza sponsale con Cristo, esprime l’amore e la fedeltà con cui Dio ama il suo popolo. Immerse nella storia, le consacrate accettano di portarne le difficoltà e di vivere in una rete di legami, nello stile della prossimità e condivisone.

Attente a cogliere gli appelli che vengono dal contesto in cui vivono, le vergini condividono, secondo le proprie possibilità, la predilezione della Chiesa per i poveri, i sofferenti, gli emarginati. Si sostengono economicamente col proprio lavoro e lo vivono come testimonianza di collaborazione all’opera creatrice e redentrice di Dio.

Si dedicano al servizio nella Chiesa e nella comunità attraverso la loro professione, il volontariato o altre forme di impegno.

La comunione tra le consacrate della diocesi si esprime mediante gli incontri di formazione e le esperienze spirituali ed apostoliche, con la possibilità di associarsi o di fare vita comune.