Finalità
La pastorale della salute, pur mantenendo la sua espressione privilegiata e forte accanto al malato e a chi se ne prende cura, è chiamata sempre più ad andare oltre determinati luoghi specifici e ad esprimere la sua caratteristica sanante attraverso un creativo agire multiforme che non solo incida sulla prevenzione delle malattie e sulla cura del malato, ma divenga promozione di una salute che, per essere veramente umana, non può che essere integrale.
Il servizio ai malati e ai sofferenti è, per la Chiesa, parte integrante e irrinunciabile della sua missione ed è compito di chi lavora nella pastorale della salute rendere visibile questa realtà richiamando a tutta la comunità cristiana un doveroso impegno accanto al malato e nel complesso mondo sanitario.
Si può parlare quindi di una pastorale della salute come di un agire della comunità cristiana nel mondo della salute, ma anche come di un agire sanante nel mondo di oggi, fragile e in cerca di guarigione.
L’impegno nella pastorale della salute (nella quale l’attenzione è passata dalla cura dell’anima del malato ad un prendersi cura, in prospettiva salvifica, della salute integrale della persona) può aiutare la Chiesa tutta a riflettere sulla salute della pastorale, del suo andare ancora oggi al largo per (ri-)stabilire relazioni con le tante persone che, nei momenti fragili della vita, rischiano di perdersi e cercano qualcuno che accetti le provocazioni del loro domandare (Cf. Sandrin L., Fragile vita, Edizioni Camilliane, Torino 2005).
