{"id":8863,"date":"2019-09-08T09:19:23","date_gmt":"2019-09-08T07:19:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2019\/09\/08\/beati-i-poveri-lannuncio-di-speranza-per-i-marginali\/"},"modified":"2019-09-08T09:19:23","modified_gmt":"2019-09-08T07:19:23","slug":"beati-i-poveri-lannuncio-di-speranza-per-i-marginali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/beati-i-poveri-lannuncio-di-speranza-per-i-marginali\/","title":{"rendered":"Beati i poveri&#8230; L&#8217;annuncio di speranza per i marginali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il convegno annuale del mondo della scuola, dedicato in questa edizione al tema <span style=\"color: #800000;\"><strong><em>&#8220;Le marginalit\u00e0 al centro. Tra sfide e opportunit\u00e0&#8221;<\/em><\/strong><\/span>, e organizzato dall&#8217;Ufficio di Pastorale dell&#8217;Educazione e della Scuola in stretta collaborazione con Fism Padova, ha visto un&#8217;amplissima partecipazione di pubblico di insegnanti. In 900 si sono ritrovati all&#8217;Opera della Provvidenza Sant&#8217;Antonio per una giornata, sabato 7 settembre, in cui si \u00e8 cercato di mappare e fotografare dal punto di vista sociologico e pedagogico (grazie agli interventi di <strong>Giulio Cederna<\/strong> di Save The Children e del pedagogista <strong>Diego Di Mas<\/strong>i), l&#8217;universo della povert\u00e0 educativa per affrontare poi alcune tematiche specifiche:\u00a0l&#8217;autrice e sceneggiatrice <strong>Carlotta Ercolino <\/strong>\u00e8\u00a0entrata nelle dinamiche che sottendono il mondo della televisione, delle fiction con i conseguenti risvolti sulle giovani generazioni. Ha completato la giornata una carrellata di interventi che hanno portato evidenze di concreta e possibile emancipazione da situazioni di disagio. Sotto il cappello &#8220;metamorfosi delle povert\u00e0&#8221; sono state presentate le esperienze del <em>Mercato Sonato<\/em> di Bologna con\u00a0<strong>Clizia Cavallotti<\/strong> e\u00a0<strong>Giovanni Pedrazzoli<\/strong>; della <em>Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio<\/em> con <strong>Evelina Martelli<\/strong>; dei <em>Doposcuola parrocchiali<\/em> seguiti dai volontari di Caritas a Padova con <strong>Daniele Salmaso<\/strong>; dell&#8217;associazione <em>Artur<\/em> (Adulti responsabili per un territorio unito contro il rischio) con <strong>Maria Luisa Iavarone. <\/strong>La\u00a0giornata si \u00e8 conclusa con gli interventi di <strong>Simona Rotondi<\/strong> (<em>Con i bambini &#8211; Impresa sociale onlus)<\/em> per fare il punto sull&#8217;importanza di investire in progetti educativi e di <strong>Cinzia Canali<\/strong> della Fondazione Emanuela Zancan onlus per aprire gli orizzonti di intervento<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattinata, dopo i saluti introduttivi, \u00e8 stata aperta dall&#8217;intervento del vescovo di Padova, <strong>mons. Claudio Cipolla<\/strong>, sul tema\u00a0<strong><em>Beati i poveri\u2026 l\u2019annuncio di speranza per i marginali<\/em><\/strong>, che ha collocato l&#8217;intera giornata dal punto di vista biblico e dell&#8217;impegno del cristiano chiamato a essere seme e presenza concreta e coerente nella storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito l&#8217;intervento integrale del vescovo Claudio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000; font-size: 14pt;\"><strong><em>Beati i poveri\u2026 l\u2019annuncio di speranza per i marginali<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>INTRODUZIONE<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio per aver scelto questo tema per il Convegno che apre il nuovo Anno scolastico: scelta non scontata e anche rischiosa, come \u00e8 stato detto nel saluto introduttivo; scelta opportuna per il clima culturale e sociale che stiamo vivendo in quanto i cristiani stessi, nonostante la profetica e bella testimonianza di Papa Francesco, vivono momenti di confusione e incertezza nel loro rapporto con i marginali e gli emarginati. Ed esprimo vivo compiacimento per le collaborazioni che si sono attivate attorno a questo tema, indice di un\u2019attenzione comune e dell\u2019impegno condiviso nel creare sempre nuove alleanze educative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, mi rendo conto che a questa mia introduzione, il cui titolo prende spunto dalla parola dirompente del Vangelo contenuta nella prima delle beatitudini, \u00e8 chiesto molto, forse troppo! Ma sono contento che sia stato chiesto a me, come Vescovo, di provare a comprendere e a dire perch\u00e9 la nostra societ\u00e0 e la scuola <em>in primis<\/em> non possano non riportare al centro chi \u00e8 ai margini, chi vive situazioni di povert\u00e0 esistenziale, materiale, culturale. La domanda che sento rivolta a me stamattina \u00e8: di fronte alla condizione del povero, a quali risposte il Vangelo di Ges\u00f9 ci provoca? Quali sono le strade dei cristiani e della Chiesa se vogliono essere testimoni del Vangelo?<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Non posso che partire dalla sua Parola, lasciandomi anzitutto stupire dal fatto che Dio abbia scelto per s\u00e9 la condizione di povero: \u00abda ricco che era si \u00e8 fatto povero per arricchirci con la sua povert\u00e0\u00bb (cfr. 2Cor 8,9). Il Dio cristiano ha scelto di uscire dal suo centro, la divinit\u00e0, per abitare la marginalit\u00e0 della creatura, l\u2019umanit\u00e0, e cos\u00ec riportarla al centro della storia che Dio vuole costruire con l\u2019uomo: \u201cGes\u00f9 Cristo pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l&#8217;essere come Dio, ma svuot\u00f2 se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini\u201d (Fil 2,6-7). Per realizzare questo progetto, Dio ha scelto un popolo marginale in un pianeta marginale dell\u2019universo e ha scelto personaggi marginali per renderli fautori di riscatto e di libert\u00e0: pensiamo ad Abramo, il vecchio, a Mos\u00e8, pastore e fuggiasco, a Davide il pi\u00f9 piccolo della famiglia, a Tamar, la prostituta, a Rut, la straniera, fino ad arrivare a se stesso nell\u2019incarnazione dentro una famiglia marginale, in una terra marginale. Dio sceglie di abitare la marginalit\u00e0: \u201cQuello che \u00e8 stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che \u00e8 debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che \u00e8 ignobile e disprezzato per il mondo, quello che \u00e8 nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono\u201d (1 Cor 1, 27-28). Questa sua scelta diventa piano di salvezza, metodo per ricentrare tutto: \u00e8 la proposta di una pedagogia!<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco da dove scaturisce l\u2019ardita esclamazione di Ges\u00f9 \u201cBeati i poveri\u201d, che fa da portale alla paradossale architettura delle beatitudini. Non credo sia questa la sede per tentare un approfondimento esegetico: del resto penso che ai pi\u00f9 sia noto il duplice testo delle beatitudini nella versione di Matteo e in quella di Luca. Entrambi gli evangelisti inseriscono le beatitudini in una cornice pi\u00f9 ampia e solenne di un discorso, rivolto ai discepoli, che ha valore fondativo per il nuovo Israele: un programma di vita e di missione per Ges\u00f9 e per i suoi; i Padri della Chiesa fino agli esegeti contemporanei hanno scavato in profondit\u00e0 dentro a queste parole di Ges\u00f9, che suonano quasi come un ossimoro: \u00abbeati &#8211; poveri\u00bb. Mi sembra che questa sia l\u2019ispirazione di fondo del magistero di Papa Francesco e che da questa convinzione di fondo scaturiscano non solo le sue parole ma anche e soprattutto i suoi gesti, i suoi viaggi, la scelta dei vescovi e dei cardinali, cio\u00e8 tutta la sua attivit\u00e0 pastorale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Ma chi sono i poveri nella Bibbia? Con questo termine nell\u2019A.T. vengono indicati tutti coloro che sono sotto la diretta tutela divina, lo straniero, l\u2019orfano, la vedova, l\u2019affamato, il senzatetto. Sarebbero innumerevoli le citazioni dai Salmi e dai Profeti. Possiamo sinteticamente affermare che i poveri dell\u2019A.T. non sono semplicemente poveri, ma sono i \u201cpoveri di Dio\u201d. Nella beatitudine sia in Luca sia in Matteo il termine greco usato \u00e8 <em>ptocoi<\/em>, da cui il nostro \u201cpitocchi\u201d: sono coloro che si trovano in una condizione tale di indigenza da essere messi ai margini, impossibilitati da soli a rialzarsi e liberarsi e pertanto non possono che attendere l\u2019aiuto di un altro e questo altro \u00e8 Dio stesso e chi \u00e8 chiamato a proseguirne e testimoniarne l\u2019azione di salvezza, quel Dio che in Ges\u00f9 promette ai pitocchi non solo la liberazione ma il Regno, cio\u00e8 di essere al centro della sua attenzione. Da qui discende quella che dal Vaticano II in poi abbiamo chiamato la \u201cscelta preferenziale dei poveri\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li>Per comprendere questa espressione, ricorro ad un profeta di casa nostra Don Giovanni Nervo che cos\u00ec scriveva:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Per \u201cpoveri\u201d qui intendiamo tutte le persone, le famiglie, i gruppi che hanno difficolt\u00e0 a vedere riconosciuti i loro diritti fondamentali e sono esclusi, lasciati o messi ai margini della societ\u00e0 dei consumi, del benessere, della partecipazione sociale, o in rischio di esserlo. La scelta preferenziale dei poveri \u00e8 un\u2019esigenza squisitamente evangelica: \u00e8 la strada che ci ha insegnato il Signore Ges\u00f9 con le sue scelte personali, con l\u2019insegnamento, con l\u2019esempio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con la sua straordinaria abilit\u00e0 a mettere insieme Vangelo e Costituzione continuava:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>La scelta preferenziale dei poveri non vale solo per chi vuole essere fedele al vangelo, ma \u00e8 essenziale anche per chi vuole essere fedele alla Costituzione che, in termini laici, cos\u00ec si esprime: \u201cLa Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell\u2019uomo e richiede l\u2019adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale\u201d (art.2). \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale [\u2026] (art. 3). Poich\u00e9 i padri costituenti sapevano che non \u00e8 vero, aggiunsero il secondo capoverso: \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque spiegato l\u2019aggettivo preferenziale: \u00ab<em>Perch\u00e9 sia rispettata la pari dignit\u00e0 sociale di tutti i cittadini, bisogna partire dagli ultimi, bisogna provvedere per primi a loro, bisogna dare pi\u00f9 opportunit\u00e0, pi\u00f9 attenzioni, pi\u00f9 risorse a chi ha meno<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E rimanda all\u2019altro grande gigante dell\u2019educazione Don Lorenzo Milani che sintetizza cos\u00ec questa esigenza: \u00ab<em>Una suddivisione uguale di risorse fra eguali \u00e8 giustizia, fra disuguali \u00e8 somma ingiustizia. A chi ha di meno bisogna dare di pi\u00f9<\/em>\u00bb. Dice anche: <em>Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dir\u00f2 che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall\u2019altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Nervo ci mette per\u00f2 in guardia da un equivoco: sposare la \u201cscelta preferenziale dei poveri\u201d non significa che si amano alcuni di pi\u00f9 e altri di meno, non \u00e8 una questione di ampiezza del mio amore ma di bisogno dell\u2019altro: \u00ab<em>la mamma concentra attenzioni sul figlio malato non perch\u00e9 ama meno gli altri, ma perch\u00e9 lui ha pi\u00f9 bisogno<\/em>\u00bb. Nessuno \u00e8 escluso dall\u2019amore e dall\u2019attenzione di Dio, quindi anche della Chiesa, chiamata ad essere \u201cfamiglia di Dio\u201d: \u00ab<em>La logica della famiglia \u00e8 l\u2019amore e nella logica dell\u2019amore le attenzioni maggiori vanno ai membri pi\u00f9 deboli: il bambino piccolo, la sorella che ha un esame pesante da fare, la mamma che \u00e8 ricoverata in ospedale. I pi\u00f9 deboli hanno diritto a maggiori attenzioni perch\u00e9 ne hanno pi\u00f9 bisogno<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro a queste semplici immagini traspare tutta la sapienza del magistero sociale della Chiesa, come anche l\u2019esperienza di tanti santi della carit\u00e0 che con le loro scelte controcorrente hanno scritto pagine di storia non solo della Chiesa ma del nostro Paese e della nostra Citt\u00e0, anche nell\u2019ambito dell\u2019educazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo si riesca a cogliere immediatamente quali ricadute abbiano queste considerazioni proprio sul piano educativo, anche se, troppo spesso si tenta di depotenziarne la carica rivoluzionaria (come rivoluzionario \u00e8 lo spirito delle beatitudini), finendo per ridurle ad una etichetta come: \u201cpiano per l\u2019inclusione\u201d. Riportare al centro chi abita la marginalit\u00e0, nella scuola come nella societ\u00e0, (questa \u00e8 la scelta preferenziale) \u2013 \u00e8 ancora Nervo a ricordarcelo &#8211; \u00ab<em>prima di una lista di cose da fare \u00e8 una scelta interiore, personale, che nasce da una esigenza intrinseca al vangelo della carit\u00e0. Gli atteggiamenti interiori e le parole che li esprimono devono tradursi in comportamenti e scelte concrete, perch\u00e9 senza i fatti, la scelta preferenziale per i poveri rischia di rimanere retorica<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li>Dunque, l\u2019attenzione agli ultimi, ai marginali, \u00e8 una delle nostre ricchezza. Non \u00e8 un contributo secondario, facoltativo ma una ricchezza che ha valore e spessore culturale e che il cristianesimo offre al mondo perch\u00e9 resti umano. \u00c8 parte dell\u2019identit\u00e0 del cristiano e riguarda non soltanto la vita privata e personale ma la prospettiva di un ordine nuovo della societ\u00e0. Rallenta il passo del \u201cprogresso ad ogni costo\u201d, pone regole diverse, sceglie priorit\u00e0 nuove per il cammino. La presenza e l\u2019attenzione a chi vive la marginalit\u00e0 costringe a pensarci uniti gli uni agli altri, forma una solidariet\u00e0 nuova e ci costituisce come popolo. Un popolo in cammino, non fermo ma che sa camminare aspettando tutti e rispettando tutti. Il margine ci conserva persone, perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 consapevole di abitare qualche margine.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la beatitudine di Ges\u00f9 che, in questo contesto, mi piace tradurre cos\u00ec \u00ab<em>Coraggio voi che state ai margini, perch\u00e9 vostro \u00e8 il centro<\/em>\u00bb, o anche \u201cConfide, surge, vocat te\u201d, dalle \u201cpietre di scarto\u201d, dagli scarti sale un incessante grido di giustizia verso tutta la societ\u00e0 nelle sue varie componenti: \u00e8 la sete di giustizia per tutti gli uomini e le donne e per tutti i popoli del mondo perch\u00e9 tutti sono uguali davanti a Dio e per tutti sono i beni materiali e spirituali della terra. E\u2019 una vitalit\u00e0 spirituale, un sentimento di carit\u00e0 che si traduce in richiesta di giustizia che i cristiani e la Chiesa amplificano perch\u00e9 \u00e8 la loro vocazione e la loro missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progresso di una citt\u00e0 o di una nazione non dipende tanto dalla sua capacit\u00e0 di creare eccellenze: sta invece nella sua capacit\u00e0 di non emarginare nessuno. La cura per l\u2019ammalato, per l\u2019anziano, per il bambino, per chi vive la disabilit\u00e0, insomma per chiunque attraversi condizioni di fragilit\u00e0 e di marginalit\u00e0 dice la vera qualit\u00e0 di una societ\u00e0. Ed oggi abbiamo pi\u00f9 strumenti di un tempo per dare qualit\u00e0 umana alle nostre citt\u00e0. Se Questo \u00e8 un criterio di verifica della nostra azione politica ed amministrativa, della nostra azione educativa e culturale possiamo chiederci: come sta andando il nostro mondo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come discepoli di Ges\u00f9, insieme ai fratelli di altre religioni e culture che condividono comunque i valori sostanziali del Vangelo, abbiamo il dovere di continuare a offrire al nostro tempo e ai territori che abitiamo questo appello a mettere al centro l\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Convegno ecclesiale di Firenze del 2015 la Chiesa italiana, raccogliendo l\u2019appello del Santo Padre espresso nella sua prima enciclica <em>Evangelii Gaudium<\/em>, si \u00e8 impegnata a promuovere un \u201cnuovo umanesimo\u201d a partire dal suo fondamento, il Vangelo. Effettivamente il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, la fede in lui, vero uomo e vero Dio, nell\u2019autorevolezza della sua parola e del suo insegnamento, hanno da sempre fornito un contributo di umanizzazione, di visione della persona, di lettura della storia: i discepoli del vangelo devono essere esperti di umanit\u00e0 \u2013 come ebbe a dire Paolo VI \u2013 e non hanno esaurito il loro compito oggi.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li>Il nostro tempo vede in atto il tentativo di una esculturazione dei contenuti del Vangelo: lo denuncia insieme con altri teologi e pensatori il teologo Theobald in un suo recente studio intitolato <em>Urgenze pastorali<\/em>, indicando con questa parola \u201cesculturazione\u201d da un lato l\u2019estromissione del cristianesimo dalla cultura dominante e, al contempo, l\u2019appropriazione da parte del \u201csecolo\u201d di quanto insegnato dal Vangelo, deprivato per\u00f2 dei suoi significati originari. Sono convinto che questo comporti un impoverimento di umanit\u00e0 per la nostra societ\u00e0 e finir\u00e0 per renderla pi\u00f9 facilmente connotata da una tecnologia sempre pi\u00f9 sofisticata ma fredda, da una scienza ingegnosa ma capace anche di fare male, da una visione dell\u2019economia fondata su una finanza virtuale, in cui tutto cammina verso la massimizzazione, a prezzo per\u00f2 della felicit\u00e0 e della pace interiore e complessiva della persona umana.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tentativi di questo tipo abbiamo dovuto assistere anche in quest\u2019ultimo periodo in cui certe prese di posizione in campo sociale, amministrativo e politico non possono non aver creato imbarazzo, ma oserei dire indignazione, in chi si professa cristiano e si sente erede di una tradizione, molto radicata nel Veneto e in Padova, che ha riconosciuto nel rispetto della persona, di ogni persona, e del bene della Comunit\u00e0 i principi guida del proprio agire; principi che alimentati dal Vangelo hanno trovato espressione anche nella nostra Carta costituzionale. La cultura dello scarto che alimenta la globalizzazione dell\u2019indifferenza, pi\u00f9 volte richiamate da Francesco, non ci appartengono. Gli inviti alla violenza, l\u2019indifferenza nei confronti degli altri soprattutto nei confronti di chi \u00e8 in difficolt\u00e0, lo spregio per i diritti fondamentali dell\u2019uomo; le chiusure verso i migranti e i profughi, le discriminazioni di culture e religioni diverse dalla nostra; la denigrazione nei confronti di chi si occupa di chi \u00e8 in difficolt\u00e0, anche se sostenuti da consensi popolari o populisti, ottenuti speculando sulle paure e sulle insicurezze che si pensa di vincere costruendo muri e facilitando l\u2019accesso alle armi, tutto questo non pu\u00f2 che alimentare la barbarie, la disumanizzazione della societ\u00e0, e non \u00e8 compatibile con il richiamo allo stile di Ges\u00f9 e alla pedagogia di Dio.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li>Ges\u00f9 di Nazaret infatti ha speso la sua vita per riportare al centro i marginali: gli ammalati, i poveri, i lebbrosi; coloro che erano considerati pietre di scarto. Ges\u00f9 riabilita e restituisce dignit\u00e0 all\u2019interno della societ\u00e0 agli indemoniati, agli adulteri, agli emarginati appunto\u2026 in termini di promozione e non di assistenzialismo. L\u2019episodio pi\u00f9 emblematico per me resta la guarigione dell\u2019uomo dalla mano inaridita di sabato nella sinagoga di Cafarnao (Mc 3,1-6; Lc 6, 6-11): Ges\u00f9 lo pone al centro, richiamando su quell\u2019uomo lo sguardo sprezzante dei presenti. Veramente significativo anche l\u2019episodio della guarigione dell\u2019indemoniato di Gerasa che Ges\u00f9 guarisce e manda dai suoi, dalla sua gente, guarendo in questo modo anche la citt\u00e0 dalla sua tentazione di escludere. Quello di Ges\u00f9 \u00e8 invece uno sguardo di predilezione, non di piet\u00e0, e attraverso la guarigione sa restituire la capacit\u00e0 di stringere relazioni e di lavorare per procurarsi il pane.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stile del Maestro \u00e8 ci\u00f2 che deve caratterizzare scelte e azioni del discepolo: \u00e8 la \u201cdifferenza cristiana\u201d di cui parla Enzo Bianchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 le scelte dei cristiani e delle comunit\u00e0 da loro formate si basano, come su una roccia, sulla testimonianza che viene dal Vangelo. \u00c8 il rapporto con il Vangelo che determina la qualit\u00e0 cristiana della vita; diventa il primo criterio di verifica profondo, serio. Il Vangelo proclama la centralit\u00e0 della persona marginale, dell\u2019uomo e della donna che attendono il sostegno della comunit\u00e0 per poter essere se stessi. Dal Vangelo si eleva per loro un annuncio di speranza e di liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ha trascurato la sua identit\u00e0 di comunit\u00e0 credente, assoggettata solo al giudizio del Vangelo, la chiesa ha tradito il Vangelo stesso e ha tradito Ges\u00f9, non soltanto i poveri. E ha anche abbandonato la sua missione di rendere migliore il mondo. Questi tradimenti della chiesa sono nati quando essa ha smesso di essere \u201caltro\u201d rispetto alla societ\u00e0 e alla cultura dominanti. Quando ha assunto come proprio il pensiero di tutti, della maggioranza, o dei potenti o dei primi del mondo rinunciando al suo posto di \u201csentinella\u201d (a cui costantemente richiamava Giuseppe Dossetti), al suo posto di \u201cguardia\u201d (come dice Hetty Hillesum), quando ha rinunciato al suo mandato profetico come chiede il Concilio Vaticano II e come Papa Francesco ci testimonia.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"7\">\n<li>Dal tempo in cui Ges\u00f9 si \u00e8 fatto marginale, povero, piccolo (straordinario il messaggio del Natale!), umiliato e disprezzato, assumendo la nostra condizione umana, anche il concetto di povert\u00e0 si \u00e8 modificato, potremmo anzi dire che si \u00e8 ampliato: la povert\u00e0 e la marginalit\u00e0 stanno assumendo volti nuovi. Tra questi sempre pi\u00f9 consistente \u00e8 la marginalit\u00e0 sul piano culturale ed educativo. E lo sguardo, il nostro sguardo si allarga: vede la famiglia, vede la citt\u00e0, l\u2019Italia, l\u2019Europa: ogni livello della nostra societ\u00e0 ha i suoi margini e le sue emarginazioni. Devono quindi cambiare anche le risposte e gli interventi per debellare le nuove forme di povert\u00e0 in un mondo cos\u00ec interconnesso e globalizzato.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo chiamati a indossare vestiti nuovi, linguaggi diversi, strategie diverse con il cambiare del tempo, dei luoghi e della comunicazione. Anzi, mi vien da dire che dobbiamo diventare noi stessi stilisti capaci di scegliere stoffe e tagli adatti ai tempi, poeti capaci di creare parole e narrazioni inedite per dialogare con tutti gli altri che come noi vivono l\u2019arte dell\u2019educazione, per permettere ad ogni persona di ritrovare la sua dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che non dobbiamo cambiare \u00e8 la scelta di fondo, ispirata al Vangelo: essa potr\u00e0 assumere volti diversi ma dovr\u00e0 rimanere coerente con gli insegnamenti di Ges\u00f9. Le scelte e le azioni conseguenti alla fedelt\u00e0 al Vangelo dovranno continuamente evolversi per rispondere ai veri bisogni dell\u2019uomo, in dialogo con le culture che si incontrano. Il restare sempre uguali \u00e8 una delle possibili forme di tradimento. Questo ci permette di vivere nel mondo dando il nostro contributo con leggerezza, senza pretendere di possedere la verit\u00e0 ma rispettosamente ed umilmente permeando del nostro spirito politica, cultura, scienza, organizzazioni sociali ed educative, cio\u00e8 la vita. La cultura, intesa come sapienza nel guardare alle cose della vita, come profondit\u00e0 interiore e patrimonio storico di umanit\u00e0, ha caratterizzato tante iniziative di carit\u00e0 della nostra Chiesa locale: le cucine economiche popolari con i loro migliaia (15.000) pasti mensili e i loro cento anni di vita, questa Casa della Provvidenza che ci ospita, le case di accoglienza per gli anziani, gli ospedali, le missioni nei paesi poveri, le scuole cattoliche nate per educare e dare istruzione ai pi\u00f9 marginali\u2026 l\u2019oggi ci spinge a domandarci se abbiamo raggiunti i nostri obiettivi di riportare al centro i marginali e gli emarginati, se abbiamo formato alla scuola del Vangelo e alla pedagogia di Dio i cuori e le menti, i sentimenti e le intelligenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo domandarci se le nostre risposte sono sufficiente per far rimbalzare il grido che sale dalle \u201cpietre di scarto\u201d della societ\u00e0 contemporanea. C\u2019\u00e8 spazio ancora per la creativit\u00e0 anche all\u2019interno della Comunit\u00e0 ecclesiale per riportare al centro i nuovi marginali facendoci loro prossimo: sfida e opportunit\u00e0, come dice il sottotitolo di questo Convegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>CONCLUSIONE<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scusate se ho parlato delle marginalit\u00e0 in generale e poco delle povert\u00e0 educative, tema che sar\u00e0 adeguatamente approfondito dai relatori che seguono. Ho preferito allargare i riferimenti, perch\u00e9 vorrei che la scuola si sentisse non un\u2019isola e tanto meno fosse relegata ad esserlo; l\u2019educazione infatti avviene con il concorso di tutti, in tutti i momenti della giornata e in tutti i contesti della vita. La scuola da sola non educa. La scuola con la famiglia, con il quartiere, con la citt\u00e0 contribuisce ad educare uomini e donne che hanno il cuore pieno di sogni e di ideali di bene, di giustizia, di pace. \u00c8 questo il messaggio che vorrei consegnare oggi a voi che operate nel mondo della scuola, ringraziandovi per il vostro impegno a trasformare le povert\u00e0 educative in occasioni di crescita per tutti, mettendo al centro chi, nelle vostre classi \u00e8 o si sente marginale. E con ancora maggiore incisivit\u00e0 lo rivolgo, come vescovo, agli insegnanti di religione che devono fare del Vangelo il loro statuto di vita e di servizio e alle scuole cattoliche che sono chiamate a sforzarsi ad essere luoghi dove la solidariet\u00e0 e l\u2019attenzione verso chi \u00e8 nella povert\u00e0, intesa in senso lato, sono di casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">+ Claudio Cipolla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>BIBLIOGRAFIA<\/u><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Bello, <em>Pietre di scarto<\/em>, La Meridiana, Molfetta 1993.<\/li>\n<li>Bello, <em>Sui sentieri di Isaia<\/em>, La Meridiana, Molfetta 1989.<\/li>\n<li>Bianchi, <em>La differenza cristiana<\/em>, Einaudi, Torino 2006.<\/li>\n<li>Giaccardi \u2013 M. Magatti, <em>La scommessa cattolica<\/em>, Il Mulino, Bologna 2019<\/li>\n<li>M. Martini, <em>Le beatitudini<\/em>, In Dialogo, Milano 2000.<\/li>\n<li>Nervo, <em>Una scelta cristiana e civile: partire dagli ultimi<\/em>, Messaggero, Padova 2012.<\/li>\n<li>Nervo, <em>Il racconto di una vita<\/em>, EDB, Bologna 2017.<\/li>\n<li>Quaglia, <em>Testimoni di umanit\u00e0 nella condizione postmoderna<\/em>, EDB, Bologna 2014.<\/li>\n<li>Ravasi \u2013 A. Sofri, <em>Beati i poveri in spirito<\/em>, Lindau, Torino 2012.<\/li>\n<li>Theobald, <em>Urgenze pastorali<\/em>, EDB, Bologna 2019.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il convegno annuale del mondo della scuola, dedicato in questa edizione al tema &#8220;Le marginalit\u00e0 al centro. Tra sfide e opportunit\u00e0&#8221;, e organizzato dall&#8217;Ufficio di Pastorale dell&#8217;Educazione e della Scuola in stretta collaborazione con Fism Padova, ha visto un&#8217;amplissima partecipazione di pubblico di insegnanti. 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