{"id":2229,"date":"2012-02-17T16:52:00","date_gmt":"2012-02-17T15:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2012\/02\/17\/riscoprire-il-senso-del-sacrificio\/"},"modified":"2012-02-17T16:52:00","modified_gmt":"2012-02-17T15:52:00","slug":"riscoprire-il-senso-del-sacrificio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/riscoprire-il-senso-del-sacrificio\/","title":{"rendered":"Riscoprire il senso del sacrificio"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>Con il mercoled\u00ec delle Ceneri, il 22 febbraio, entriamo nel Tempo della Quaresima, il cui scopo \u00e8 un ripensamento della nostra vita per prepararci a celebrare degnamente la Pasqua. \u00c8 fortemente avvertito il bisogno di un cambiamento. Nella luce della fede si comprende che Dio stesso ci offre la grazia di un rinnovamento profondo e salutare della nostra vita.<\/div>\n<div>In questo tempo di grave crisi economica sono risuonati frequentemente appelli ed esortazioni ad affrontare dei sacrifici, come necessari per una ripresa. In antecedenza, nell&#8217;era del benessere e del consumismo, si poteva ascoltare chi lamentava: &#8220;<i>Si \u00e8 perso il senso del sacrificio<\/i>&#8221;. \u00c8 un tema che vale la pena di meditare in questo tempo di Quaresima.<\/div>\n<div>La parola &#8216;sacrificio&#8217; \u00e8 tipica del linguaggio religioso. Ma che cosa significa esattamente in tale contesto? E come si rapporta alla sfera profana?<\/div>\n<div>Generalmente si pensa di saperlo, interpretando &#8216;sacrificio&#8217; come equivalente di &#8216;rinuncia-privazione&#8217; di qualche bene, di qualcosa che piace. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec?<\/div>\n<div>Con questa riflessione vorrei dare una risposta a queste domande al fine di trovare il senso genuino di sacrificio, le sue motivazioni ideali e le sue applicazioni.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>1.<\/b> La parola sacrificio vuol dire letteralmente &#8216;<i>sacrum facere<\/i>&#8217;, rendere sacro qualcosa o qualcuno, offrendolo alla divinit\u00e0. \u00c8 da osservare che l&#8217;idea e la pratica del sacrificio si incontra nelle varie religioni, nell&#8217;Induismo, nel Buddismo Zen, nell&#8217;Islam e nelle cosiddette religioni naturali, seppure con accentuazioni e sfumature diverse. Si pu\u00f2 dire che il sacrificio fa parte della storia dell&#8217;umanit\u00e0, a cominciare da Caino e Abele (cfr. <i>Gen<\/i> 4,3-4), tanto che, secondo alcuni studiosi, le societ\u00e0 sono fondate sul sacrificio. Da rilevare, inoltre, che i riti sacrificali rivestivano un carattere istituzionale-pubblico. I cristiani che rifiutavano di sacrificare agli dei, nell&#8217;Impero romano, erano condannati a morte.<\/div>\n<div>Il sacrificio viene inteso, solitamente, come &#8220;<i>immolazione di una vittima<\/i>&#8221;, e questo ha a che vedere con la vita e con la morte. Lo scopo del sacrificio \u00e8, essenzialmente, la comunicazione con il Sacro, con la Divinit\u00e0 per adorarla e ottenere i suoi benefici.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>2.<\/b> Nell&#8217;<b>Antico Testamento <\/b>il sacrificio, collegato con il sacerdozio e il tempio, assume una notevole importanza, ed \u00e8 regolato da una legislazione del culto sacrificale contenuta, specialmente, nei libri del Levitico e Numeri. I sacrifici sono di tipo diverso. L&#8217;&#8220;olocausto&#8221; si ha quando la vittima \u00e8 bruciata totalmente, per cui tutto \u00e8 offerto a Dio. Il sacrificio di &#8220;comunione&#8221; \u00e8 l&#8217;offerta di lode, di devozione, di compimento di un voto a Dio. Vi \u00e8, poi, il sacrificio di &#8220;espiazione&#8221; per i peccati.<\/div>\n<div>\u00c8 da notare che, agli inizi dell&#8217;umanit\u00e0, secondo la Bibbia, vigeva un regime vegetariano e il sacrificio consisteva in un&#8217;offerta di vegetali. Il passaggio ai sacrifici cruenti di animali viene interpretato dal fatto che l&#8217;umanit\u00e0 post-diluviana non era guarita dalla violenza, per cui l&#8217;abbattimento di animali le viene consentito, ma con la proibizione di consumo del sangue.<\/div>\n<div>La Bibbia conosce la pratica dei sacrifici umani (cfr. <i>Sal<\/i> 106,37s.), ma essa \u00e8 severamente proibita come pratica idolatrica. \u00c8 questo il senso del &#8220;sacrificio di Abramo&#8221; (cfr. <i>Gen<\/i> 22,1-13): al posto del figlio Isacco, in obbedienza a Dio, egli sacrifica un ariete.<\/div>\n<div>Dio, per mezzo di Mos\u00e8, prescrive al popolo di Israele:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia<\/i>\u00bb (<i>Dt<\/i> 18,9s.).<\/div>\n<div>Importanza tutta particolare \u00e8 il <b>sacrificio pasquale <\/b>dell&#8217;agnello immolato, per mezzo del quale il popolo di Israele \u00e8 stato liberato dalla schiavit\u00f9, ha fatto l&#8217;alleanza con Dio ed \u00e8 entrato nella Terra promessa. In questo sacrificio c&#8217;\u00e8 l&#8217;unione del rito cruento (agnello immolato) e dell&#8217;offerta vegetale (pane e vino). Esso \u00e8 un &#8216;memoriale&#8217; da essere celebrato ogni anno.<\/div>\n<div>Nello stesso tempo, i Profeti hanno elaborato una <b>interpretazione personalizzata<\/b> <b>e spirituale<\/b> del sacrificio mettendo in luce quello che doveva<sup>\u00a0<\/sup>essere il suo valore profondo di obbedienza a Dio e di amore al prossimo. Samuele dice a Saul:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Il <\/i><i>Signore<\/i><i>gradisce<\/i><i>forse<\/i><i>gli<\/i><i>olocausti<\/i><i> e i sacrifici quanto l&#39;obbedienza alla voce del <\/i><i>Signore<\/i><i>? Ecco, obbedire \u00e8 me<\/i><i>gli<\/i><i>o del sacrificio<\/i>\u00bb (1<i>Sam <\/i>15,22).<\/div>\n<div>Il profeta Osea, con la stessa ispirazione, enuncia questa intenzione di Dio che sar\u00e0 riproposta da Ges\u00f9 stesso:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Voglio l&#39;amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio pi\u00f9 degli olocausti<\/i>\u00bb (<i>Os<\/i> 6,6; cfr. <i>Mt<\/i> 9,13; 12,7).<\/div>\n<div>Osea propone, anche, il &#8220;sacrificio di lode&#8221;:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: &#8220;Togli ogni iniquit\u00e0, accetta ci\u00f2 che \u00e8 bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbra&#8221;<\/i>\u00bb (<i>Os<\/i> 14,3).<\/div>\n<div>Questo senso del sacrificio viene espresso nei salmi:<\/div>\n<div>\u00ab<i>La mia preghiera stia davanti a te come incenso, le mie mani alzate come sacrificio della sera<\/i>\u00bb (<i>Sal<\/i> 141,2).<\/div>\n<div>In questa stessa linea, \u00e8 sacrificio davanti a Dio &#8220;il cuore contrito&#8221; nella confessione dei propri peccati:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Tu non gradisci il sacrificio; se offro olocausti, tu non li accetti.<\/i><\/div>\n<div><i>Uno spirito contrito \u00e8 sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi<\/i>\u00bb (<i>Sal<\/i> 51,18-19).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>3. Il sacrificio di Cristo e dell&#8217;Eucaristia<\/b><\/div>\n<div>\u00c8 familiare al cristiano la figura di Ges\u00f9 che sulla croce offre la sua vita come un sacrificio di redenzione. \u00c8 l&#8217;&#8220;<i>Agnello immolato<\/i>&#8221; della Pasqua che porta a compimento e sostituisce la figura dell&#8217;agnello dell&#8217;antica alleanza. Viene crocifisso nell&#8217;ora in cui, nel tempio di Gerusalemme, si offrivano i sacrifici. Occorre che comprendiamo bene il senso genuino del sacrificio di Cristo sulla croce, che ha posto fine a tutti gli altri sacrifici.<\/div>\n<div>Il sacrificio di Cristo consiste, essenzialmente e primariamente, nell&#8217;<b>offerta di se stesso<\/b> e della sua vita in obbedienza e amore a Dio Padre e a noi per la nostra salvezza. Con l&#8217;oblazione di se stesso, Ges\u00f9 opera il passaggio dal sacrificio di cose esteriori a un&#8217;oblazione di s\u00e9 esistenziale, che prende il centro della vita per donarlo a Dio e ai fratelli. Il sacrificio di Cristo \u00e8 il dono totale di s\u00e9, della sua persona fino alla morte, dono ispirato da un amore senza misura, che va \u00ab<i>fino all&#8217;estremo<\/i>\u00bb (<i>Gv<\/i> 13,1).<\/div>\n<div>In conseguenza della sua obbedienza a Dio e del suo amore, della sua solidariet\u00e0 con noi peccatori, Cristo ha sub\u00ecto e accettato la croce. Quindi, Cristo non ha scelto la sofferenza e la croce, &#8211; nel Getsemani ha pregato il Padre di allontanargli questo calice (cfr. <i>Mt<\/i> 26,39) &#8211; ma l&#8217;ha accettata come espressione di obbedienza e di amore. Il sacrificio di Cristo sulla croce, che ripara il rifiuto di Adamo e stabilisce la piena comunione con Dio e tra gli uomini, \u00e8 avvenuto una volta per tutte e per tutti. Non ha senso che sia ripetuto. Il sacrificio della Santa Messa non \u00e8 la ripetizione, ma la ripresentazione nel tempo e nello spazio, dell&#8217;unico sacrificio di Cristo.<\/div>\n<div>Nella celebrazione dell&#8217;Eucaristia, che rende presente e attuale l&#8217;immolazione di Cristo sulla croce, la parola sacrificio ritorna con frequenza riferita a Cristo ma, anche, ai partecipanti:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Questo \u00e8 il mio corpo offerto in sacrificio per voi.<\/i><\/div>\n<div><i>&#8230; Questo \u00e8 il mio sangue versato per voi<\/i>\u00bb.<\/div>\n<div>E dopo la consacrazione, il celebrante prega:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Egli faccia di noi un sacrificio perenne a Te gradito<\/i>\u00bb.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>4. Il culto della vita<\/b>: amore, obbedienza, carit\u00e0, preghiera.<\/div>\n<div>In virt\u00f9 dei sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana e, soprattutto, partecipando all&#8217;Eucarestia, riceviamo la grazia di far passare nel nostro vissuto esistenziale l&#8217;atteggiamento di donazione di Ges\u00f9 Cristo.<\/div>\n<div>Le indicazioni del Nuovo Testamento vanno nella direzione, gi\u00e0 indicata dai profeti, di una <b>interiorizzazione<\/b> del senso essenziale del sacrificio, da tradursi in atteggiamenti vitali verso Dio e verso il prossimo. Viene, quindi, proposto di rendere la vita una espressione liturgica, la <b>liturgia della vita<\/b>. Qui si vede una re-interpretazione della separazione tra sacro e profano. San Pietro cos\u00ec si esprime:<\/div>\n<div>\u00ab<i>Quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Ges\u00f9 Cristo<\/i>\u00bb (1<i>Pt <\/i>2,5).<\/div>\n<div>Sacrificio spirituale \u00e8 la <b>preghiera<\/b>, &#8220;sacrificio di lode&#8221;.<\/div>\n<div>San Paolo propone analogamente un &#8220;culto spirituale&#8221; consistente nel &#8220;sacrificio vivente&#8221; che \u00e8 l&#8217;offerta del proprio vissuto espresso dal <b>corpo<\/b>.<\/div>\n<div>\u00ab<i>Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e <\/i><i>gradito<\/i><i> a Dio; \u00e8 questo il vostro <\/i><i>culto<\/i><i>spirituale<\/i>\u00bb (<i>Rm<\/i> 12,1).<\/div>\n<div>Parte integrante del &#8220;sacrificio spirituale&#8221; \u00e8 l&#8217;esercizio della <b>carit\u00e0<\/b>.<\/div>\n<div>\u00c8 interessante, in questa ottica, rilevare come san Paolo qualifichi la colletta delle comunit\u00e0 cristiane greche, a favore della Chiesa di Gerusalemme, come &#8220;<i>attivit\u00e0 liturgica<\/i>&#8221;, come &#8216;<i>Eucaristia<\/i>&#8217; (cfr. 2<i>Cor <\/i>9,12).<\/div>\n<div>Similmente egli denomina come &#8216;<i>azione liturgica<\/i>&#8217; l&#8217;assistenza che gli ha prestato Epafrodito (cfr. <i>Fil<\/i> 2,25. Per significare l&#8217;assistenza si usa il termine &#8220;leiturgon&#8221;).<\/div>\n<div>Sant&#8217;Agostino, in riferimento polemico con i sacrifici pagani, ha espresso con la sua acutezza il senso cristiano del sacrificio.<\/div>\n<div>\u00ab<i>Vero sacrificio<\/i> &#8211; scrive &#8211; <i>\u00e8 ogni azione compiuta per unirsi a Dio in santa comunione, ossia riferita a quel sommo bene che ci pu\u00f2 rendere veramente beati<\/i>\u00bb (cfr. <i>De civitate Dei<\/i>, LX,6).<\/div>\n<div>\u00c8 l&#8217;<b>uomo stesso<\/b>, in quanto vive consacrato a Dio, ad essere un sacrificio vivente. Riferendosi al testo di <i>Rm<\/i> 12,1, che abbiamo citato, Agostino scrive che \u00e8 un sacrificio la <b>temperanza<\/b> con cui trattiamo il nostro corpo. Sacrificio \u00e8 soprattutto l&#8217;<b>amore<\/b>. Ancor pi\u00f9 \u00ab<i>la stessa anima diviene un sacrificio quando si rivolge a Dio per essere accesa dal fuoco del suo amore<\/i>\u00bb (<i>Ivi<\/i>).<\/div>\n<div>Con grande profondit\u00e0, poi, Agostino considera come vero sacrificio le \u00ab<i>opere di misericordia, sia verso noi stessi sia verso il prossimo, fatte in riferimento a Dio<\/i>\u00bb (<i>Ivi<\/i>). Ne consegue &#8211; egli scrive &#8211; che \u00ab<i>tutta la citt\u00e0 redenta, cio\u00e8 l&#8217;assemblea e la societ\u00e0 dei Santi, viene offerta a Dio come sacrificio universale<\/i>\u00bb (<i>Ivi<\/i>).<\/div>\n<div>Agostino esprime qui la grandiosa visione del &#8220;Cristo totale&#8221; che unisce Capo e membra in un unico corpo e rende, quindi, i cristiani partecipi dello stesso sacrificio di Cristo: \u00ab<i>Questo \u00e8 il sacrificio dei cristiani<\/i>\u00bb (<i>Ivi<\/i>).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>5. Educare allo spirito del sacrificio<\/b><\/div>\n<div>Sulla base delle considerazioni che abbiamo espresso, \u00e8 possibile e importante recuperare il senso e il valore del sacrificio, anche se non \u00e8 facile cambiare mentalit\u00e0. Anche noi cristiani non sempre l&#8217;abbiamo compreso e proposto nel suo genuino significato. Notiamo, anzitutto, che l&#8217;evoluzione socio-culturale ha condotto, con il processo di secolarizzazione, a una visione della vita di tipo &#8220;profano&#8221; che astrae dalla religione e dal sacro. In questa ottica, il sacrificio, nel senso religioso sacrale, non appare pi\u00f9 significante. Nella concezione secolarizzata il termine viene assunto come impegno e rinuncia a qualcosa e, persino, alla vita stessa per una &#8220;nobile causa&#8221;: la Patria, lo Stato, per ottenere uno status sociale etc. Quanto alla concezione cristiana del sacrificio, come s&#8217;\u00e8 detto, essa lo ha interpretato in chiave personalistica spirituale ed etica, ma in riferimento, anzitutto, a Dio.<\/div>\n<div>Il sacrificio, interpretato alla luce dei profeti e di Ges\u00f9, significa, essenzialmente, l&#8217;offerta, il dono di se stessi, della propria persona a Dio e al prossimo. Possiamo dire che \u00e8 l&#8217;applicazione del 1\u00b0 comandamento: \u00ab<i>Io sono il Signore tuo Dio<\/i>, [&#8230;] <i>non avrai altri dei di fronte a me<\/i>\u00bb (<i>Es<\/i> 20,2s.; <i>Dt<\/i> 5,6s.), oppure, come l&#8217;esprime il Vangelo: \u00ab..<i>adorare il Padre in spirito e verit\u00e0<\/i>\u00bb (<i>Gv<\/i> 4,23).<\/div>\n<div>Dare il primato a Dio significa riconoscere la Sorgente della vita e dei valori, rende liberi dalla schiavit\u00f9 degli idoli, che sono falsi assoluti, infonde luce di sapienza per valutare rettamente la realt\u00e0.<\/div>\n<div>Il senso genuino, l&#8217;ispirazione e l&#8217;anima del sacrificio \u00e8 l&#8217;amore, il dono di s\u00e9 che, in un mondo caratterizzato dalla menzogna, dall&#8217;egoismo, dalla violenza, comporta rinuncia e sofferenze, anche dolorose.<\/div>\n<div>Il cristianesimo propone una concezione della persona che si realizza pienamente nel dono di s\u00e9 (cfr. <span>Concilio Vaticano II, <i>GS<\/i>, 24), sacrifica se stessa per gli altri, non sacrifica gli altri per il proprio benessere. Una conseguente affermazione della fede cristiana, consona alla verit\u00e0 che \u00ab<i>Dio \u00e8 amore<\/i>\u00bb (<i>1Gv<\/i> 4,8), \u00e8 che \u00ab<i>la legge fondamentale della umana perfezione, e perci\u00f2 anche della trasformazione del mondo, \u00e8 il nuovo comandamento dell&#8217;amore<\/i>\u00bb (<i>GS<\/i>, 38).<\/span><\/div>\n<div>Il Papa Benedetto XVI, nell&#8217;Enciclica &#8220;<i>Caritas in veritate<\/i>&#8221;, ha proposto, nella sfera economica e dello sviluppo, il significato e il valore del dono valorizzando la categoria della fraternit\u00e0.<\/div>\n<div>Queste considerazioni portano a chiedersi: in che cosa consiste il vero progresso sociale? Pu\u00f2 essere computato solo in termini di Pil, di economia e di tecnologia? La nostra societ\u00e0 ha realmente progredito, in termini di valori, in questi anni?<\/div>\n<div>Questa considerazione porta, anche, ad interrogarsi sul tema educativo che, oggi, attraversa una fase critica, al punto che i Vescovi italiani hanno proposto un decennio (2010-2020) per affrontare l&#8217;esigenza educativa. Come educare o ri-educare allo spirito di sacrificio?<\/div>\n<div>\u00c8 chiaro che, se sacrificio viene inteso primariamente o solo come rinuncia-privazione, appare una proposta non percorribile.<\/div>\n<div>Il problema \u00e8 quello di un&#8217;antropologia, esplicita o implicita, secondo cui il movente ultimo della realt\u00e0 sarebbe il principio del piacere, inteso in senso riduttivo psico-fisico, avulso dalla dimensione spirituale, relazionale e comunitaria della persona. Gi\u00e0 sant&#8217;Agostino aveva compreso che noi, nel nostro agire, siamo determinati, pi\u00f9 che dalle idee, da quello che ci procura diletto; ma egli intendeva il diletto in senso integrale, quello, cio\u00e8, che d\u00e0 un senso di realizzazione piena all&#8217;esistenza.<\/div>\n<div>In realt\u00e0, quello che procura diletto \u00e8 la percezione che ci\u00f2 che scegliamo e facciamo, anche se faticoso, ha un senso. La crisi pi\u00f9 grave, personale e sociale, che affligge la persona, \u00e8 il <b>vuoto interiore, l&#8217;oscuramento e lo smarrimento del senso della vita<\/b>; \u00e8 questa la <b>frustrazione<\/b> pi\u00f9 deleteria che si manifesta, anche, in una malattia diffusa: la depressione.<\/div>\n<div>Ad essere frustrate vuote e depresse non sono le persone che si sacrificano per l&#8217;amore di Dio e per gli altri spinti da un ideale di servizio, ma quanti, pur avendo ricchezze e piaceri, non hanno uno scopo per cui vivere e donare se stessi.<\/div>\n<div>Il nocciolo del problema educativo sta qui. Il resto appartiene ai metodi e alla didattica.<\/div>\n<div>La nostra societ\u00e0, veneta in particolare, che ha sperimentato nell&#8217;ultimo ventennio una &#8220;grande trasformazione&#8221; (cfr. D. Marini, <i>La grande trasformazione, <\/i><span>Padova, 2012) in aspetti fondamentali, non solo demografici e di stili di vita ma, anche, di visione e di senso della vita, appare, oggi, piuttosto incerta e smarrita. Certamente il vivere \u00e8 diventato pi\u00f9 complesso e faticoso. La visione secolarizzata della vita si rivela insufficiente e incapace di rispondere ai desideri pi\u00f9 profondi della persona e al senso pieno della vita. Per questo, la domanda di senso e di spiritualit\u00e0 \u00e8 diventata una esigenza pi\u00f9 acuta. <\/span><\/div>\n<div>In questa situazione, le comunit\u00e0 cristiane sono chiamate e sfidate a proporre e a testimoniare esperienze di &#8220;<i>vita nuova secondo lo Spirito<\/i>&#8221;, in una rinnovata evangelizzazione.<\/div>\n<div>La crisi economica incombente rappresenta una prova molto seria. Il governo attuale persegue l&#8217;obiettivo dell&#8217;equit\u00e0. E, in verit\u00e0, \u00e8 necessario correggere situazioni di grave sperequazione e ingiustizie sociali, di ricchezze nascoste, di favoritismi, di evasioni fiscali. In questo caso, non si tratta tanto di &#8216;sacrifici&#8217;, quanto, piuttosto, di giustizia e di giusta riparazione. Dovrebbe essere chiaro che attivit\u00e0 economica ed etica non sono separabili.<\/div>\n<div>Una questione molto seria si pone riguardo all&#8217;obiettivo della crescita. La crescita economica non dovrebbe essere disgiunta dalla crescita di autentici valori che ispirano una &#8220;vita buona&#8221;.<\/div>\n<div>Abbiamo visto che la storia registra il fatto di sacrifici umani offerti agli idoli; e questo fa pensare all&#8217;uomo moderno di aver superato questa fase di sacro selvaggio dell&#8217;umanit\u00e0.<\/div>\n<div>Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? A ben considerare non si compiono forse, oggi, dei sacrifici di vittime umane a qualche idolo? Pensiamo all&#8217;idolo della razza e all&#8217;antisemitismo che hanno indotto genocidi, pulizia etnica e Shoa, pensiamo al terrorismo e alla violenza perpetuata in nome di una falsa concezione di Dio o di interessi politici, economici, etc.<\/div>\n<div>Pensiamo, anche, all&#8217;aborto volontario. Non \u00e8, forse, una vita umana innocente sacrificata all&#8217;idolo dell&#8217;egoismo, del benessere e del tornaconto personale?<\/div>\n<div>Qui si pone una questione di enorme rilevanza. Se accettiamo il male giustificandolo con argomenti che riteniamo ragionevoli, si pone la domanda: ci pu\u00f2 mai essere vero progresso dell&#8217;umanit\u00e0? E se al male non c&#8217;\u00e8 soluzione, non \u00e8 questa una visione di radicale pessimismo? A questi inquietanti interrogativi \u00e8 proprio il Sacrificio di Cristo sulla Croce che d\u00e0 la risposta, sacrificio che ha conseguito la Risurrezione.<\/div>\n<div>Ges\u00f9 Cristo, accettando di essere immolato sulla Croce come vittima innocente, sar\u00e0 sempre dalla parte delle vittime della menzogna, della violenza, dell&#8217;ingiustizia, capace di ridare quella vita che \u00e8 stata loro tolta.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>6. Attingere dall&#8217;Eucaristia, dalla purificazione del cuore e dalla preghiera lo spirito del sacrificio<\/b><\/div>\n<div>La Quaresima \u00e8 il tempo propizio e di grazia, offerto da Dio, per ritrovare le sorgenti pi\u00f9 rinnovatrici della nostra vita. \u00c8 l&#8217;invito, anzitutto, a riscoprire la grandezza del Sacrificio di Cristo, che \u00e8 il suo infinito amore misericordioso per noi peccatori. Il sacrificio di Cristo lo incontriamo vivo e attuale nell&#8217;Eucaristia.<\/div>\n<div>Prendervi parte con una fede viva vuol dire ricevere da questa inesauribile sorgente divina la capacit\u00e0 di vivere lo spirito del sacrificio, di fare, cio\u00e8, della nostra vita e della nostra attivit\u00e0 un dono che non pu\u00f2 essere distrutto dalla morte e, neppure, dalla violenza e dall&#8217;ingiustizia, perch\u00e9 il Crocifisso, apparentemente sconfitto, \u00e8 Risorto ed \u00e8, dunque, il vero Vincitore.<\/div>\n<div>Nella celebrazione dell&#8217;Eucaristia viene assunto e offerto a Dio il <b>lavoro<\/b><span>. Nel pane e nel vino il celebrante presenta a Dio il &#8220;<i>frutto della terra e del lavoro dell&#8217;uomo<\/i>&#8221;. Ecco il senso grande del lavoro: \u00ab<i>nel lavoro umano il cristiano ritrova una piccola parte della croce di Cristo e l&#8217;accetta nello stesso spirito di redenzione nel quale Cristo ha accettato per noi la croce<\/i>\u00bb (Giovanni Paolo II, Enciclica <i>Laborem exercens<\/i>, 27). Partecipando all&#8217;Eucaristia preghiamo, anche, perch\u00e9 tutti possano avere un lavoro onesto e dignitoso. <\/span><\/div>\n<div>C&#8217;\u00e8 un altro aspetto del &#8220;sacrificio eucaristico&#8221; che \u00e8 importante considerare e interiorizzare.<\/div>\n<div>All&#8217;offerta del pane e del vino, collocata sull&#8217;altare affinch\u00e9 divengano <span>corpo di Cristo, la Chiesa chiede che si uniscano le <b>offerte per i poveri<\/b>, che rappresentano anch&#8217;essi il corpo di Cristo e sono da collocare nel cuore della Chiesa, custoditi e venerati con la carit\u00e0. \u00c8 importante far comprendere e vivere questo atteggiamento, come scrive Benedetto XVI: \u00ab<i>La frazione del pane eucaristico deve proseguire nello &#8220;spezzare il pane&#8221; della vita quotidiana, nella disponibilit\u00e0 a condividere quanto si possiede, a donare e cos\u00ec vivere. \u00c8 semplicemente l&#8217;amore in tutta la sua immensit\u00e0 che si manifesta in questo gesto, e con esso il nuovo concetto cristiano di culto e di cura per il prossimo<\/i>\u00bb (Prefazione al libro diJ.P. Cordes,<i>L&#8217;aiuto non cade dal Cielo<\/i>, Cantagalli, 2012).<\/span><\/div>\n<div>In questa prospettiva raccomando le proposte della &#8220;Quaresima di fraternit\u00e0&#8221; della Diocesi.<\/div>\n<div>\u00c8 un vero peccato che la Domenica, Giorno del Signore, sia ormai praticamente considerata giorno di mercato, al pari degli altri. La ritengo una scelta profondamente sbagliata, non un guadagno ma una perdita non solo per la fede cristiana ma, anche, per dare senso alla vita e all&#8217;attivit\u00e0 umana. Ritengo, inoltre, ingiusto che si privino tante persone del loro diritto di santificare la domenica partecipando alla Santa Messa e godendo della gioia delle relazioni familiari. Considero contraddittorio difendere il crocifisso come oggetto ma non il Crocifisso Risorto dell&#8217;Eucaristia domenicale; la Realt\u00e0 vale infinitamente pi\u00f9 del segno.<\/div>\n<div>In questa Quaresima c&#8217;\u00e8 un sacrificio che tutti siamo chiamati a compiere: \u00e8 il sacrificio del \u00ab<i>cuore contrito e umiliato<\/i>\u00bb (<i>Sal<\/i> 51,19) per i nostri peccati. Questo \u00e8 davvero sacrificio gradito a Dio.<\/div>\n<div>La Sacra Scrittura considera la &#8220;durezza del cuore&#8221; come particolarmente grave, in quanto denota insensibilit\u00e0 e indifferenza verso Dio e verso il prossimo. Ascoltiamo la voce di Dio che ci chiama alla conversione in questo tempo di Quaresima. Lo fa con i richiami della sua Parola, lo fa, anche, con quel senso di tristezza, di vuoto e di frustrazione che proviamo nel nostro intimo quando la nostra vita non \u00e8 orientata a Dio e non lo accogliamo. \u00c8 un richiamo alla conversione di modelli e stili di vita anche l&#8217;attuale crisi. Incoraggio, inoltre, a riscoprire il senso profondo del digiuno per liberare la nostra vita da tante cose inutili e vane che ci appesantiscono.<\/div>\n<div>E poi vorrei esortare a offrire a Dio il &#8220;<i>sacrificio della lode<\/i>&#8221;, della preghiera.<\/div>\n<div>Dio non ne ha bisogno, ma gradisce la preghiera per riversare sulla nostra vita il suo amore, la sua luce, la sua forza divina.<\/div>\n<div>Cerchiamo, in questa Quaresima, di dedicare pi\u00f9 tempo a rientrare in noi stessi e a riscoprire la sorgente viva della preghiera.<\/div>\n<div>La Quaresima \u00e8 un cammino di fede che conduce, sulle orme di Cristo, alla Pasqua di Risurrezione. Intraprendiamola con fiducia e ne trarremo un rinnovato senso di vita e di speranza.<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\"><span>Antonio Mattiazzo<\/span><\/div>\n<div align=\"right\">Vescovo di Padova<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\"><sup>\u00a0<\/sup><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCon il mercoled\u00ec delle Ceneri, il 22 febbraio, entriamo nel Tempo della Quaresima, il cui scopo \u00e8 un ripensamento della nostra vita per prepararci a celebrare degnamente la Pasqua. \u00c8 fortemente avvertito il bisogno di un cambiamento. 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