{"id":2206,"date":"2012-02-06T18:24:00","date_gmt":"2012-02-06T17:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2012\/02\/06\/incontro-congiunto\/"},"modified":"2012-02-06T18:24:00","modified_gmt":"2012-02-06T17:24:00","slug":"incontro-congiunto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/incontro-congiunto\/","title":{"rendered":"Incontro congiunto"},"content":{"rendered":"<div>In occasione dell&#39;Incontro congiunto di sabato 4 febbraio 2012, svoltosi nell&#39;auditorium Civitas Vitae dell&#39;Oic della Mandria, \u00e8 stata presentata la nuova proposta diocesana di Iniziazione cristiana per fanciulli e ragazzi che costituisce una novit\u00e0 e un impianto nuovo del percorso.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Di seguito il discorso del vescovo\u00a0Antonio Mattiazzo e in allegato il materiale comprensivo del discorso e dei termini della proposta della\u00a0Chiesa di\u00a0Padova.<\/div>\n<div>In <strong>calce alla pagina \u00e8 pubblicato il video sul percorso pastorale <\/strong>della Chiesa di Padova.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/ftp1.diocesipadova.it\/sanavio\/op2011\/camminopastorale.zip\">Clicca qui\u00a0per scaricare il video (impiegher\u00e0 alcuni minuti con adsl)\u00a0>><\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: small\"><strong><span style=\"color: #800000\">IL DISCORSO DEL VESCOVO ANTONIO MATTIAZZO<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div>\n<div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div>\n<div><b>1. L&#8217;esigenza ineludibile della nuova evangelizzazione<\/b><\/div>\n<div>La revisione dell&#8217;impianto dell&#8217;Iniziazione cristiana tocca un pilastro fondamentale della formazione dell&#8217;essere cristiano e della Comunit\u00e0 cristiana. \u00c8 perci\u00f2 in gioco la missione essenziale della Chiesa; la sua stessa ragione di essere che consiste nell&#8217;annunciare Ges\u00f9 Cristo, unico Salvatore, renderlo presente e introdurre le persone all&#8217;incontro salvifico con Lui per vivere un&#8217;esistenza rinnovata di fede &#8211; speranza &#8211; carit\u00e0 e avere la vita eterna. Nella Chiesa, d&#8217;altra parte, si accede per la porta della fede e si diventa membra vive con i sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana, per cui, con l&#8217;Iniziazione cristiana, la Chiesa rigenera se stessa. Questa riflessione fa comprendere che l&#8217;Iniziazione cristiana non \u00e8 un aspetto secondario e marginale, ma centrale e prioritario della vita e della missione della Chiesa. Pertanto, la Chiesa ha sempre praticato l&#8217;Iniziazione cristiana, per la chiara ragione che \u00ab<i>cristiani non si nasce, si diventa<\/i>\u00bb (Tertulliano, <i>Apol<\/i>. 18,4).<\/div>\n<div>Tuttavia, il modello, il processo di Iniziazione cristiana, \u00e8 avvenuto in forme e modalit\u00e0 diverse nel corso della storia. Gli storici hanno distinto varie epoche, delineandone i caratteri precipui.<\/div>\n<div>Noi siamo chiamati, oggi, a re-impostare la modalit\u00e0 di Iniziazione cristiana adottata dalla Chiesa in Occidente nei secoli passati e che, certamente, ha dato ottimi frutti. Sorge, allora, la domanda: &#8220;<i>Perch\u00e9 mettere in discussione e rivedere il modello che \u00e8 stato adottato e ha funzionato per secoli?<\/i>&#8221;.<\/div>\n<div>La risposta \u00e8 che quel modello, adottato nel passato, non appare pi\u00f9, oggi, funzionale all&#8217;obiettivo che si propone, e pu\u00f2 essere migliorato per diverse ragioni.<\/div>\n<div>Si deve tenere in conto un aspetto essenziale della vita della Chiesa: la storicit\u00e0. La Chiesa \u00e8 un organismo vivo che si sviluppa dentro il tempo; non perde la propria identit\u00e0 essenziale, come la persona nel suo sviluppo da bambino ad adulto, ma assume forme nuove. Nell&#8217;indire il Concilio Vaticano II, Papa Giovanni XXIII diceva che la sostanza della fede rimaneva intatta, ma la forma di presentarla doveva adattarsi alla mentalit\u00e0 e alla cultura dell&#8217;uomo contemporaneo per esser meglio espressa e meglio compresa. Ma anche la societ\u00e0, la cultura, la mentalit\u00e0, i modelli e stili di vita, i sistemi politici ed economici sono soggetti al cambiamento.<\/div>\n<div>Negli ultimi tempi, \u00e8 avvenuto progressivamente il passaggio da quella che \u00e8 stata definita la &#8216;cristianit\u00e0&#8217; ad una societ\u00e0 e cultura &#8216;secolarizzata&#8217; e pluralistica.<\/div>\n<div>La &#8216;cristianit\u00e0&#8217; era caratterizzata da una rilevanza sociale, pressoch\u00e9 monolitica, del cristianesimo, da una cultura e da leggi impregnate di valori cristiani &#8211; pensiamo, ad esempio, alla domenica e al matrimonio &#8211; da una pratica generalizzata dei sacramenti. La catechesi era impostata come scuola di dottrina cristiana.<\/div>\n<div>Esistevano associazioni cattoliche in quasi tutte le categorie professionali; persino banche cattoliche. I preti insegnavano la religione a scuola. La fede si trasmetteva per tradizione sociale.<\/div>\n<div>Non che tutti avessero una fede personale convinta e vivessero coerentemente i valori cristiani. Esistevano larghi strati di indifferenza e di cultura laicista \u00a0e, anche, di aperta opposizione alla visione cristiana. Il nostro Veneto era, palesemente, di &#8220;colore bianco&#8221;.<\/div>\n<div>Questo modello, &#8211; gi\u00e0 in crisi negli ultimi secoli &#8211; negli ultimi decenni, particolarmente a partire dagli anni &#8217;68-&#8217;70 del secolo scorso, \u00a0si \u00e8 venuto progressivamente e rapidamente esaurendo e sgretolando sotto l&#8217;influsso di fattori diversi culturali e sociali. Questo \u00e8 evidente, soprattutto, nelle nuove generazioni.<\/div>\n<div>I sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana continuano ad essere s\u00ec largamente richiesti, nonostante la fine della cristianit\u00e0, in ragione di un pi\u00f9 forte radicamento della fede negli anziani e adulti, e come riti di passaggio, ma ci\u00f2 avviene spesso con deboli motivazioni di fede. Va tenuto presente, al riguardo, che \u00e8 in crescita il numero di bambini che non vengono battezzati subito dopo la nascita, mentre il fenomeno dell&#8217;immigrazione ha immesso nella societ\u00e0 un numero rilevante di non cristiani.<\/div>\n<div>\u00c8 ben noto che, dopo la Cresima, la maggior parte dei cresimati lascia o diminuisce la partecipazione alla Messa domenicale. Sul piano etico si \u00e8 scavato un fossato tra le norme proposte dalla Chiesa e la cultura e la prassi corrente, particolarmente in tema di sessualit\u00e0 e matrimonio. La stessa fede in Ges\u00f9 Cristo, vero Dio e vero uomo, \u00e8 percorsa dal dubbio presso non pochi battezzati e cresimati.<\/div>\n<div>Si comprende, allora, come, di fronte alle profonde trasformazioni verificatesi negli ultimi tempi, sia stato lanciato l&#8217;appello ad una &#8220;<i>nuova evangelizzazione<\/i>&#8221;, soprattutto da Papa Giovanni Paolo II, e la conversione da una pastorale di conservazione ad una pastorale specificatamente missionaria.<\/div>\n<div>Ma gi\u00e0 il Concilio Vaticano II si collocava chiaramente nell&#8217;orizzonte del passaggio epocale dalla cristianit\u00e0 alla societ\u00e0 secolarizzata e globalizzata e proponeva delle linee di nuova evangelizzazione.<\/div>\n<div>\u00c8 significativo che il 1\u00b0 Convegno di Aquileia, nel 1990, aveva come programma centrale: &#8220;<i>Le Chiese delle Venezie per la nuova evangelizzazione<\/i>&#8221;.<\/div>\n<div>Il Papa Benedetto XVI non cessa di individuare nella crisi della fede il nodo centrale della situazione odierna e, quindi, della missione della Chiesa e della pastorale. In questa ottica ha eretto un nuovo Dicastero &#8211; il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (2010) &#8211; e proposto l&#8217; &#8220;<i>Anno della fede<\/i>&#8221;. Il prossimo Sinodo del Vescovi, convocato per l&#8217;ottobre di quest&#8217;anno, ha come tema &#8220;<i>La nuova evangelizzazione<\/i>&#8221;.<\/div>\n<div>\u00c8 in questo contesto storico, che esige una nuova evangelizzazione, che si comprende e si giustifica l&#8217;esigenza di una corrispondente rinnovata Iniziazione cristiana.<\/div>\n<div>L&#8217;evangelizzazione, infatti, ha come obiettivo fondamentale quello di annunciare Ges\u00f9 Cristo e di accompagnare all&#8217;adesione di fede in Lui, all&#8217;adozione di una vita nuova e all&#8217;incorporazione nella Comunit\u00e0 ecclesiale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>2. Orientamenti autorevoli convergenti<\/b><\/div>\n<div>A partire da questa consapevolezza, da alcuni decenni ormai, gli Orientamenti ecclesiali pi\u00f9 autorevoli vedono la necessit\u00e0 e propongono l&#8217;Iniziazione cristiana su basi rinnovate.<\/div>\n<div>Paolo VI, nell&#8217;Esortazione Apostolica <i>Evangelii Nuntiandi<\/i> (1975), pur non usando la formula di nuova evangelizzazione, metteva in luce la necessit\u00e0 del &#8220;<i>1\u00b0 annuncio<\/i>&#8221; (cfr. n. 51) motivandolo \u00ab<i>a causa di situazioni di scristianizzazione frequenti ai nostri giorni<\/i>\u00bb (n. 52).<\/div>\n<div>Il RICA &#8211; Rito dell&#8217;Iniziazione cristiana degli Adulti, pubblicato dalla CEI nel 1978 &#8211; assume, in questo contesto, un&#8217;importanza di notevole rilievo. Infatti esso, \u00ab<i>pi\u00f9 che un rito, contiene un complesso di riflessioni teologiche, di indicazioni pastorali e azioni liturgiche che vogliono sostenere e guidare l&#8217;itinerario di iniziazione alla vita cristiana di un adulto o di un gruppo di adulti<\/i>\u00bb (dalla Prefazione). Pur riferendosi, specificamente, agli adulti non battezzati, il Rica faceva emergere l&#8217;esigenza di un azione pastorale di tipo catecumenale per condurre alla riscoperta o alla consapevolezza progressiva e personale della propria fede.<\/div>\n<div>\u00c8 interessante che anche il nuovo Codice di Diritto Canonico, recependo la riflessione teologica sui sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana, li considera tra loro intimamente congiunti per realizzare l&#8217;Iniziazione cristiana: \u00ab<i>I sacramenti del Battesimo, della Confermazione e della santissima Eucaristia sono tra loro talmente congiunti da essere richiesti per la piena Iniziazione cristiana<\/i>\u00bb (can. 842 \u00a72).<\/div>\n<div>Il 1\u00b0 Convegno di Aquileia(1990) che aveva per programma &#8211; come si \u00e8 detto &#8211; una convergenza pastorale delle Diocesi per la nuova evangelizzazione, proponeva l&#8217;Iniziazione cristiana come una pista da imboccare a tale scopo. Questa proposta &#8211; dobbiamo riconoscerlo &#8211; non ha avuto quella pronta recezione che ci si sarebbe aspettati. \u00c8 nel 2002 che i Vescovi del Triveneto dedicheranno i consueti due giorni di studio annuale al tema della Iniziazione cristiana, avviando delle sperimentazioni debitamente guidate.<\/div>\n<div>Merita adeguata attenzione che il tema dell&#8217;Iniziazione cristiana \u00e8 stato oggetto di meditate riflessioni e proposte pastorali da parte della CEI, cio\u00e8 dei Vescovi che hanno il compito di Magistero e guida della Chiesa. Anzitutto, sono state pubblicate tre Note pastorali sull&#8217;Iniziazione cristiana<\/div>\n<div>1.<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><b>L&#8217;Iniziazione cristiana: 1. Orientamenti per il catecumenato degli adulti<\/b>. Nota pastorale. 30.03.1997<\/div>\n<div>2.<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><b>L&#8217;Iniziazione cristiana: 2. Orientamenti per l&#8217;iniziazione dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni<\/b>. Nota pastorale del Consiglio permanente. 23.05.1999. [<b>per non battezzati<\/b>]. \u00c8 interessante notare che il documento stabilisce <b>tempi<\/b> e <b>tappe <\/b>dell&#8217;Iniziazione cristiana nella forma del catecumenato adattato, evidentemente, ai ragazzi.<\/div>\n<div><b>tempi<\/b>: 1. l&#8217;evangelizzazione o pre-catecumenato<\/div>\n<div>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2. il catecumenato<\/div>\n<div>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3. la purificazione quaresimale<\/div>\n<div>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4. la mistagogia<\/div>\n<div><b>tappe<\/b> o passaggi: \u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; \u00a0\u00a0\u00a0ammissione al catecumenato<\/div>\n<div>&#8211;<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>l&#8217;elezione<\/div>\n<div>&#8211;<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>la celebrazione dei sacramenti<\/div>\n<div>Un&#8217;affermazione importante \u00e8 che:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00ab<i>In considerazione del legame con il mistero pasquale, i sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana si celebrano di norma nella veglia pasquale o in altra domenica durante il tempo pasquale<\/i>\u00bb (Rica, 343).<b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><\/div>\n<div>3.<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><b>L&#8217;Iniziazione cristiana: 3. Orientamenti per<\/b> <b>il risveglio della fede e il completamento dell&#8217;Iniziazione cristiana in et\u00e0 adulta.<\/b> Nota pastorale. 8.06.2003.<\/div>\n<div>In un passo si dice: \u00ab<i>In un contesto di &#8220;nuova evangelizzazione&#8221;, non si pu\u00f2 prescindere da una esperienza ecclesiale di accompagnamento e di tirocinio cristiano, analoga al catecumenato, per portare alla piena maturit\u00e0 cristiana chi ha aderito alla buona notizia<\/i>\u00bb (n.25)<\/div>\n<div>Gli Orientamenti pastorali dell&#8217;episcopato italiano per il primo decennio del 2000 &#8211;<b>&#8220;<i>Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia<\/i>&#8221; &#8211;<\/b>, proponevano chiaramente la scelta pastorale dell&#8217;Iniziazione cristiana e del catecumenato. Al n.59 si legge: \u00ab<i>La comunit\u00e0 cristiana dev&#8217;essere sempre pronta a offrire <b>itinerari di iniziazione e di catecumenato vero e proprio<\/b><\/i>&#8230;\u00bb. E dopo alcune precisazioni al riguardo, scrive in termini generali: \u00ab<i>Al centro di tale rinnovamento va collocata la scelta di configurare la pastorale secondo il <b>modello dell&#8217;Iniziazione cristiana<\/b><\/i>\u00bb<\/div>\n<div>Vi \u00e8 stata, poi, l&#8217;importante Nota pastorale &#8220;<b><i>Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia<\/i><\/b>&#8221;, del 2004. Questo documento dedica all&#8217;Iniziazione cristiana il n. 7 dal titolo significativo: \u00ab<i>La<\/i> <i>Chiesa madre genera i suoi figli nell&#8217;Iniziazione cristiana<\/i>\u00bb.<\/div>\n<div>Dopo avere evocato il mutato contesto di adesione e pratica della fede, la Nota scrive: \u00ab<i>Un ripensamento si impone, se si vuole che le nostre parrocchie mantengano la capacit\u00e0 di offrire a tutti la possibilit\u00e0 di accedere alla fede, di crescere in essa e di testimoniarla nelle normali condizioni di vita<\/i>\u00bb. Questo vuol dire che, senza un &#8216;ripensamento&#8217;, non \u00e8 pi\u00f9 possibile mantenere la capacit\u00e0 di accesso alla fede: affermazione molto grave.<\/div>\n<div>La Nota offre alcune importanti indicazioni:<\/div>\n<div>&#8211;<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>anzitutto, indica la <b>parrocchia quale &#8220;luogo originario&#8221;<\/b> in cui realizzare il cammino dell&#8217;Iniziazione cristiana. Essa, tuttavia, non deve pi\u00f9, oggi, limitarsi ad offrire accoglienza per chi chiede i sacramenti, come espressione di un &#8220;bisogno religioso&#8221;, ma ha pure il compito di educare la domanda religiosa aprendola alla fede cristiana e, inoltre, deve cercare di suscitare e risvegliare la domanda di fede, testimoniando la fede di fronte agli indifferenti. La comunit\u00e0 cristiana deve, quindi, tendere ad assumere i tratti della sollecitudine di Ges\u00f9 verso tutti, un volto e un&#8217;azione missionaria.<\/div>\n<div>&#8211;<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Un secondo elemento molto importante, \u00a0espresso dal documento, mette in risalto che, all&#8217;interno della comunit\u00e0 cristiana, l&#8217;Iniziazione cristiana dei fanciulli interpella la <b>responsabilit\u00e0 della famiglia<\/b> nella trasmissione della fede. Come conseguenza, per aiutare i genitori nel loro compito, si rende necessario proporre loro un appropriato cammino di formazione, parallelo a quello dei figli. Le parrocchie dovrebbero, quindi, assumere una cura pi\u00f9 diretta delle famiglie per sostenere la loro missione di educazione alla fede.<\/div>\n<div>&#8211;<span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Un terzo elemento importante della proposta di Iniziazione cristiana della Nota \u00e8 la <b>prospettiva catecumenale<\/b>, con un cammino scandito in tappe con percorsi differenziati. \u00c8 da notare che il modello catecumenale \u00e8 venuto assumendo sempre pi\u00f9 rilevanza nel formulare l&#8217;itinerario di Iniziazione cristiana. A questo riguardo, \u00e8 da osservare che il &#8220;Progetto catechistico italiano&#8221;, nel proporsi un rinnovamento della catechesi, orientava gi\u00e0 verso il modello dell&#8217;Iniziazione cristiana di tipo catecumenale. Nel &#8220;Direttorio generale per la catechesi&#8221; (1997) si definisce la catechesi dell&#8217;Iniziazione cristiana come esperienza globale in cui coinvolgere ragazzi e famiglie (nn. 60-68); e si dichiara poi, apertamente, che il modello a cui riferirsi \u00e8 il &#8220;<i>catecumenato battesimale<\/i>&#8221; (nn. 88-91).<\/div>\n<div>A questo riguardo penso che si \u00e8 progressivamente preso coscienza di un fatto: non basta proclamare e proporre le verit\u00e0 di fede; occorre <b>mettere in atto una pedagogia<\/b> di &#8220;introduzione&#8221;, di accesso alla comprensione e assimilazione della verit\u00e0 di fede, perch\u00e9 essa non \u00e8 pi\u00f9 un dato scontato nella cultura odierna. Questa pedagogia richiede di essere attuata su due piani complementari: quello della &#8220;intelligenza&#8221; delle verit\u00e0 e quello della &#8220;forma di vita&#8221; cristiana, cio\u00e8 di accompagnamento a vivere l&#8217;originalit\u00e0 e la &#8220;differenza&#8221; cristiana in una societ\u00e0 e cultura secolarizzata e pluralista.<\/div>\n<div>Il modello catecumenale risponde a questa esigenza.<\/div>\n<div>Del resto, Ges\u00f9 stesso, a ben considerare, ha adottato questa pedagogia.<\/div>\n<div>La CEI \u00e8 ritornata sul tema dell&#8217;Iniziazione cristiana &#8211; cos\u00ec che esso appare ormai come centrale e programmatico &#8211; negli <i>Orientamenti pastorali<\/i> per il decennio 2010-2020, proponendo l&#8217;Iniziazione cristiana come primo degli obiettivi e scelta prioritaria nel campo del&#8217;educazione alla vita buona del Vangelo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>3. L&#8217;opzione della nostra Diocesi<\/b><\/div>\n<div>Una scelta che indica la consapevolezza della novit\u00e0 della situazione socio-religiosa attuale e la risposta della nostra Chiesa \u00e8 stata l&#8217;istituzione del <b>Servizio del catecumenato<\/b> nel 2005, con un apposito Direttorio.<\/div>\n<div>Qui sperimentiamo un fatto molto importante e che non manca di sorprenderci: uomini, donne, giovani non italiani ma, anche, italiani, chiedono di diventare cristiani e di entrare a far parte della Chiesa. Questo ci fa comprendere che il Signore continua a chiamare alla fede e lo fa attraverso la testimonianza semplice e convinta dei cristiani. La testimonianza di vita e, poi, la qualit\u00e0 dell&#8217;accoglienza personale e della Comunit\u00e0 cristiana svolgono un ruolo prioritario nel condurre le persone toccate dalla grazia dello Spirito Santo alla fede.<\/div>\n<div>Il Servizio del catecumenato appare ben impostato e ben guidato, con validi e generosi collaboratori. Se c&#8217;\u00e8 un rammarico, \u00e8 che molte Comunit\u00e0 cristiane e gruppi, mi sembrano tiepidi nella testimonianza e nell&#8217;accoglienza, ripiegati su se stessi invece che aperti e propositivi.<\/div>\n<div>Mentre il Servizio del catecumenato svolgeva il suo compito, prendevano <b>avvio alcune esperienze di<\/b> <b>Iniziazione cristiana dei ragazzi<\/b>, a seguito della Nota della CET del 2002 e sulla base della Nota pastorale della CEI del 1999. Esperienze fatte, in particolare, da una parrocchia (Polverara) e da un Vicariato (Bassanello). Queste esperienze sono state seguite e monitorate dall&#8217;Ufficio catechistico e da quello per la Liturgia. Esse sono preziose perch\u00e9 hanno permesso di mostrare come attuare gli Orientamenti scritti e quale impatto il nuovo itinerario di Iniziazione cristiana ha sui ragazzi e sulle famiglie. I risultati appaiono confortanti e inducono alla fiducia.<\/div>\n<div>Sgombriamo, tuttavia, l&#8217;animo da un&#8217;aspettativa che sarebbe ingenua: non \u00e8 da pensare che, con il nuovo impianto, tutti accederanno ad una fede matura e costante e che vedremo tutti i ragazzi alla Santa Messa. Questo dipende da altri fattori sia attinenti alla vita delle famiglie e della parrocchia, sia di ordine personale, attinente alla libert\u00e0, sia di ordine socio-culturale.<\/div>\n<div>\u00c8 permesso, tuttavia, ragionevolmente pensare e sperare che il rinnovamento dell&#8217;Iniziazione cristiana, se attuato con saggezza e coraggio, porti buoni frutti, tra i quali una spinta di rinnovamento delle nostre Comunit\u00e0, dei presbiteri e di tutti gli operatori pastorali.<\/div>\n<div>Dopo aver considerato l&#8217;esigenza di una nuova evangelizzazione e gli Orientamenti autorevoli che propongono, a tale fine, un ripensamento dell&#8217;itinerario di Iniziazione cristiana, volgiamo lo sguardo al cammino pastorale diocesano e alle sue scelte programmatiche.<\/div>\n<div>Con gli Orientamenti pastorali 2010-2011: &#8220;<i>La comunit\u00e0 grembo che genera alla fede<\/i>&#8221;, si \u00e8 aperto, nella nostra Diocesi, il cammino di riscoperta e di avvio di un nuovo impianto di Iniziazione cristiana. \u00c8 necessario che sia ben assodato e non perdiamo di vista un dato fondamentale: \u00e8 la Comunit\u00e0 cristiana che inizia alla fede e al discepolato di Cristo. Questo significa essenzialmente due cose:<\/div>\n<div>1. la comunit\u00e0 cristiana deve tendere, in tutti i suoi membri, a crescere in qualit\u00e0 di fede, di testimonianza di vita, di accoglienza;<\/div>\n<div>2. i vari &#8216;iniziatori&#8217; &#8211; presbiteri, catechisti, operatori pastorali della Caritas, etc, &#8211; devono essere consapevoli che agiscono non a titolo &#8216;privato&#8217; ma a nome e per mandato della Comunit\u00e0. In questo senso occorre, dunque, che l&#8217;Iniziazione cristiana non sia vista come il &#8216;pallino&#8217; di qualcuno o di una \u00e9lite, ma come scelta della Diocesi e della parrocchia. Ricordiamo che gi\u00e0 il Concilio Vaticano II, nella <i>Ad Gentes<\/i>, affermava che \u00ab<i>l&#8217;Iniziazione cristiana \u00e8 compito di tutta la comunit\u00e0 cristiana<\/i>\u00bb (nn. 13-14).<\/div>\n<div>Con gli Orientamenti pastorali di quest&#8217;anno 2011-2012: <i>\u00abAffezionati a voi avremmo voluto trasmettervi non solo il Vangelo di Dio ma la nostra stessa vita<\/i>\u00bb, siamo invitati a comprendere e assimilare gli elementi portanti dell&#8217;Iniziazione cristiana e a scegliere insieme come attuarla nella nostra Diocesi, cominciando dai ragazzi.<\/div>\n<div>Siamo consapevoli che ci troviamo di fronte ad un compito di straordinaria importanza che rappresenta non una rottura con la tradizione millenaria, ma una innovazione a partire da una meditata riflessione teologica e da una scelta pastorale necessaria per attuare la missione della Chiesa nel nostro tempo.<\/div>\n<div>Abbiamo rilevato come l&#8217;impostazione attuale si riveli carente nell&#8217;attuale contesto socio-culturale e la riflessione della Chiesa italiana, ma anche universale, si orienti verso una rivisitazione del suo impianto. Sul piano della riflessione teologica emergono alcune linee importanti:<\/div>\n<div>l&#8217;Iniziazione cristiana \u00e8 bene che si realizzi non tanto conducendo ai sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana, ma &#8220;<b>attraverso i sacramenti dell&#8217;Iniziazione cristiana<\/b>&#8221; e, recuperando l&#8217;unitariet\u00e0 dei tre sacramenti (Battesimo, Cresima, Eucaristia) che sgorgano dal mistero pasquale di Cristo, ponendo l&#8217;Eucaristia al vertice del cammino di Iniziazione cristiana.<\/div>\n<div>Questa opzione intende superare l&#8217;impostazione illuministica-razionale incentrata prevalentemente sullo sviluppo nozionale e volontaristico del soggetto, dando, invece, il <b>primato alla grazia<\/b> e al dono dell&#8217;<b>amore di Dio <\/b>e alla <b>relazione comunitaria<\/b>, senza escludere l&#8217;impegno umano e attuando, quindi, una pi\u00f9 adeguata sinergia di incontro tra grazia e persona in tutte le sue dimensioni, in particolare quella della relazione familiare e comunitaria. In questa ottica, occorre annettere grande importanza alla mistagogia, vale a dire allo sviluppo della vita nuova in Cristo, con i tratti fondamentali della figura del discepolo di Cristo, educando alla testimonianza e all&#8217;impegno negli ambiti della vita ecclesiale e sociale.<\/div>\n<div>Dopo mature riflessioni, \u00e8 stata elaborata una proposta programmatica di itinerari di Iniziazione cristiana che viene sottoposta, oggi, al vostro discernimento. La proposta si ispira agli orientamenti delle Note pastorali della CEI, in particolare di quella sull&#8217;Iniziazione cristiana dei ragazzi. \u00c8 da tenere presente un dato sociologico rilevante: sono in numero crescente i bambini non battezzati, e le richieste di battesimo per ragazzi tra i 7 e i 14 anni. Per questi si richiede precisamente un itinerario catecumenale.<\/div>\n<div>La proposta, inoltre, tiene conto di scelte programmatiche gi\u00e0 fatte da un certo numero di Diocesi importanti, quali: Milano, Torino, Brescia, Cremona, Venezia, Verona, Vicenza, Trento.<\/div>\n<div>A ben considerare &#8211; come ho rilevato -, siamo di fronte ad un cambiamento che non sarebbe esagerato qualificare di epocale. Per questo occorre affrontarlo con una comprensione chiara e profonda della sua impostazione e con motivazioni convinte. \u00c8 bene, quindi, che ci sia una riflessione personale e comunitaria seria e ponderata, che faccia emergere anche obiezioni e difficolt\u00e0; ma, soprattutto, proposte e suggerimenti positivi.<\/div>\n<div>Sono convinto che questo programma di Iniziazione cristiana, per ben riuscire, deve suscitare una &#8216;<i>mobilitazione<\/i>&#8217; di tutta la Diocesi nelle sue varie componenti. E sono, altrettanto, convinto che una tale mobilitazione, animata e sostenuta dalla grazia e dal fervore dello Spirito Santo, potr\u00e0 produrre frutti abbondanti.<\/div>\n<div>In questa prospettiva, \u00e8 mia intenzione attivare le risorse e gli strumenti necessari e adeguati per sostenere il proposto impianto di Iniziazione cristiana.<\/div>\n<div>Ne indico due:<\/div>\n<div>1. l&#8217;istituzione di un <i>Comitato diocesano<\/i> promotore dell&#8217;Iniziazione cristiana, con il compito di gestire, accompagnare e nutrire i percorsi, composto da<\/div>\n<div>&#8211; Ufficio Catechistico<\/div>\n<div>&#8211; Ufficio per la Liturgia<\/div>\n<div>&#8211; Pastorale familiare<\/div>\n<div>&#8211; Caritas<\/div>\n<div>&#8211; Azione Cattolica<\/div>\n<div>&#8211; Un pedagogista.<\/div>\n<div>Ai presbiteri spetta un compito di regia nell&#8217;ambito del Vicariato. I consigli pastorali sono chiamati ad assumere con senso di responsabilit\u00e0 questo cammino.<\/div>\n<div>\u00c8 importante che i catechisti non operino individualisticamente, ma coordinandosi tra loro e a livello vicariale.<\/div>\n<div>Entrando in questa fase, dovranno cessare le sperimentazioni, le dispersioni e le scelte autonome.<\/div>\n<div>2. Al fine di sostenere in loco la formazione dei catechisti e degli altri operatori dell&#8217;Iniziazione cristiana, vedo opportuno l&#8217;avvio di <i>Centri di formazione<\/i> a livello zonale con questo specifico obiettivo. Sar\u00e0 opportuno, quindi, pensare bene il profilo, i contenuti formativi e gli obiettivi di questi Centri di formazione.<\/div>\n<p>\u00a0<\/p><\/div>\n<div><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/ftp1.diocesipadova.it\/sanavio\/op2011\/camminopastorale.zip\"><span style=\"font-size: medium\">Clicca qui\u00a0per scaricare il video (impiegher\u00e0 alcuni minuti con adsl)\u00a0>><\/span><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: center\"><iframe loading=\"lazy\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/4or5CgoOBec?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"640\" allowfullscreen=\"\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 4 febbraio all&#39;Oic della Mandria (auditorium Civitas Vitae) si sono ritrovati con il vescovo Antonio Mattiazzo i membri del Consiglio pastorale diocesano, del Consiglio presbiterale, i Vicari foranei, la presidenza delle Aggregazioni laicali e l&#39;Ufficio di coordinamento per l&#39;Incontro congiunto degli organismi di comunione. 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