{"id":1979,"date":"2011-03-03T16:55:00","date_gmt":"2011-03-03T15:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2011\/03\/03\/risvegliamo-le-energie-spirituali-e-morali\/"},"modified":"2011-03-03T16:55:00","modified_gmt":"2011-03-03T15:55:00","slug":"risvegliamo-le-energie-spirituali-e-morali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/risvegliamo-le-energie-spirituali-e-morali\/","title":{"rendered":"Risvegliamo le energie spirituali e morali"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><span style=\"color: #800000\">\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><span style=\"color: #800000\">Risvegliamo le energie spirituali e morali<br \/><\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div>Il 9 marzo, mercoled\u00ec delle Ceneri, inizia il tempo della Quaresima, 40 giorni di preparazione alla Pasqua, festa centrale della fede cristiana. Che cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 grande, di pi\u00f9 decisivo della vittoria sulla morte con la risurrezione? Una vita senza Pasqua \u00e8 una vita mancata. Quello che Cristo ha compiuto dobbiamo accoglierlo per farlo nostro con la forza dello Spirito.<\/div>\n<div>Nel cammino verso la Pasqua, in questa Quaresima siamo chiamati, come comunit\u00e0 cristiana, a rinnovare l&#8217;impianto dell&#8217;&#8220;Iniziazione cristiana&#8221;, a rinnovare la stessa comunit\u00e0 nelle sue scelte fondamentali perch\u00e9 abbia ad essere realmente &#8220;grembo che genera alla fede&#8221;.<\/div>\n<div>All&#8217;inizio di questo tempo di grazia ci viene rivolto un accorato invito alla conversione, cio\u00e8 ad una inversione di rotta della nostra vita, ad una revisione della nostra mentalit\u00e0, dei nostri criteri di valutazione, dei nostri modelli e comportamenti di vita. L&#8217;invito \u00e8 di Dio stesso per bocca del profeta: <i>\u00abRitornate a me con tutto il cuore [&#8230;] ritornate al Signore, vostro Dio, perch\u00e9 egli \u00e8 misericordioso e pietoso\u00bb<\/i> (<i>Gl<\/i> 2,12-13). Nell&#8217;imporre le ceneri sul capo dei fedeli, il sacerdote rivolge le parole stesse di Ges\u00f9: <i>\u00abConvertitevi e credete nel Vangelo\u00bb<\/i> (<i>Mc<\/i> 1,15).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>1. <span>Discernere il nostro tempo per uscire dalla crisi<\/span><\/b><\/div>\n<div>Queste parole divine sono di viva attualit\u00e0; ci colgono, infatti, in una situazione di grave e preoccupante crisi, oltre che economica, morale e politica, pi\u00f9 precisamente governativa che provoca turbamento della coscienza morale, conflittualit\u00e0 tra le istituzioni, rafforza la disaffezione dalla politica nella sua capacit\u00e0 di regolare e promuovere il bene comune della societ\u00e0. I cittadini si attendono giustamente, da chi detiene responsabilit\u00e0 di governo, esemplarit\u00e0 di vita, sobriet\u00e0, specialmente in tempo di crisi economica, onest\u00e0, legalit\u00e0, rispetto delle istituzioni, ricerca e dedizione primaria per il bene comune.<\/div>\n<div>Senza riferirsi specificamente al caso italiano, una parola illuminante l&#8217;ha pronunciata di recente il Papa Benedetto XVI quando ha detto: \u00abLa societ\u00e0 e le istituzioni pubbliche ritrovino la loro &#8216;anima&#8217;, le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all&#8217;azione pratica\u00bb (<i>Discorso ai dirigenti e agenti della Questura di Roma<\/i>, 22 gennaio 2011).<\/div>\n<div>Alla crisi economica e politica si accompagna un preoccupante degrado dei costumi. Non siamo solo noi Vescovi o semplici cristiani a pensarlo. Il 44\u00b0 rapporto del Censis descriveva recentemente \u00abuna diffusa e inquietante sregolatezza delle pulsioni e dei comportamenti individuali\u00bb.<\/div>\n<div>V&#8217;\u00e8 da chiedersi se questo non sia la conseguenza della cultura egemone, di tipo secolaristico, edonistico-consumistico.<\/div>\n<div>Si \u00e8 assistito alla reazione di molte donne che hanno rivendicato la loro dignit\u00e0 offesa. Questo punto merita una profonda riflessione, che chiama in causa gli uomini e l&#8217;immagine della donna diffusa nei media e nella pubblicit\u00e0, e quindi la sessualit\u00e0. Qualcuno ha rilevato la contraddizione tra la rivendicazione della libert\u00e0 sessuale e la riprovazione di comportamenti &#8220;liberi&#8221;, o piuttosto libertini, venuti allo scoperto. Sarebbe da ricordare che, da una corrente di pensiero \u00e8 stato vagheggiato, e non solo vagheggiato, il superamento della visione cristiana della sessualit\u00e0 &#8211; che sarebbe inquinata dall&#8217;idea di peccato &#8211; con il ritorno alla naturalit\u00e0 pagana che sarebbe invece disinibita e innocente.<\/div>\n<div>La realt\u00e0 appare bene diversa. Tutti sanno che l&#8217;eros \u00e8 una forza possente, che precede la razionalit\u00e0 e la volont\u00e0, fondamentalmente ambigua, che pu\u00f2 essere orientata e integrata nell&#8217;amore autentico, ma pu\u00f2 anche condurre a delitti atroci e infamanti: molestie, abusi, dilagare della prostituzione e della pornografia, stupri, omicidi.<\/div>\n<div>La parola libert\u00e0, che viene rivendicata, indica un valore necessario e insopprimibile, al pari di quello di &#8220;dignit\u00e0&#8221;, ma non si realizza cos\u00ec facilmente. Non basta la libert\u00e0 da costrizione esterne; occorre tendere alla libert\u00e0 che \u00e8 auto-dominio della pulsioni interne; questa \u00e8 estremamente difficile e non viene proposta. Prevalgono la concezione e la prassi di un individualismo soggettivo, che \u00e8 irreale perch\u00e9 la persona \u00e8 fondamentalmente relazione e in primo luogo relazione con Dio. Rimane sempre insuperabile l&#8217;affermazione di Cristo: <i>\u00abLa verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\u00bb<\/i> (<i>Gv<\/i> 8,32).<\/div>\n<div>Sarebbe tempo che si rivedesse l&#8217;impostazione stessa del problema e che si avesse la lealt\u00e0 e il coraggio intellettuale di mettere da parte pregiudizi, di superare incomprensioni, aprendosi alla conoscenza vera della visione cristiana, alla profondit\u00e0 della antropologia biblico-cristiana, alla sua saggezza, al suo realismo e alla grandezza e bellezza di quello che propone. La dignit\u00e0 della donna, al pari di quella dell&#8217;uomo, risplende come &#8220;immagine e somiglianza di Dio&#8221;. Il corpo non \u00e8 una realt\u00e0 meccanica esteriore all&#8217;Io della persona, \u00e8 materia spiritualizzata, &#8220;tempio dello Spirito Santo&#8221;, destinato alla gloria dell&#8217;immortalit\u00e0. \u00c8 certo che il cristianesimo propone una perfezione. Ma sbaglia forse a farlo? Oppure dobbiamo rassegnarci \u00aba viver come bruti\u00bb? (Dante, <i>Inferno<\/i>, XXVI, 119).<\/div>\n<div>Non \u00e8 solo in campo sessuale che si manifesta tale &#8220;sregolatezza delle pulsioni&#8221;. C&#8217;\u00e8 anche la sregolatezza dell&#8217;aggressivit\u00e0. Impressionano i delitti provocati da rancori, odio, vendetta, violenze feroci, donne che scompaiono nel nulla o che vengono barbaramente eliminate.<\/div>\n<div>Non sono da trascurare, poi, specialmente in tempo di crisi e difficolt\u00e0 economica, le gravi sperequazioni tra cittadini, che possono essere anche legali, ma che appaiono francamente ingiuste e profondamente egoistiche. Mi pare di vedere, inoltre, un Paese ripiegato su se stesso, poco sensibile a livello governativo ai problemi della fame, del sottosviluppo, della cooperazione internazionale e di un nuovo ordine internazionale, dove invece sono attive delle \u00e9lites e forze di volontariato.<\/div>\n<div>Il 17 marzo si celebrer\u00e0 la festa dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. Penso che l&#8217;Italia abbia un particolare bisogno in questo momento, dell&#8217;aiuto di Dio. Nel 1994 Giovanni Paolo II indisse una grande preghiera del popolo italiano in vista del Giubileo del 2000, in una situazione &#8211; scriveva &#8211; in cui urgeva \u00abla mobilitazione delle forze spirituali e morali dell&#8217;intera societ\u00e0\u00bb. Penso che quell&#8217;appello del Papa, che sar\u00e0 proclamato Beato il prossimo I\u00b0 maggio, sia di viva attualit\u00e0. Invito, perci\u00f2, le comunit\u00e0 cristiane, a proporre, il 17 marzo, particolari preghiere per la nostra Patria, per chi ha responsabilit\u00e0 di guida, come pure per il popolo perch\u00e9 ritrovi le pi\u00f9 genuine sorgenti spirituali e morali, uscendo dalle acque stagnanti in cui versa.<\/div>\n<div>Guardando alle nuove generazioni, ragazzi e giovani, mi pongo tanti interrogativi, che mi angustiano. Che cosa vedono, che esempi mostriamo loro? L&#8217;innocenza del cuore \u00e8 uno dei doni pi\u00f9 belli della vita di un fanciullo. Ma che ne \u00e8 oggi? Chi parla agli adolescenti e ai giovani di purezza, quale genitore o educatore ha il coraggio di invitarli a consacrare la loro vita ai pi\u00f9 nobili ideali? Quali modelli, quali ideali proponiamo loro, in quale futuro possono sperare? La comunit\u00e0 ecclesiale \u00e8 impegnata in questo decennio (2010-2020) sul fronte dell&#8217;educazione proponendo \u00abla vita buona del Vangelo\u00bb. \u00c8 quanto mai necessario e urgente che ci dedichiamo con sapienza e passione a questo compito.<\/div>\n<div>A conclusione di questa riflessione riproponiamo la morale? La Sacra Scrittura, la teologia e la dottrina della Chiesa non partono dalla morale, ma dalla fede e dalla grazia di Dio, dalle sorgenti della vita spirituale per arrivare alla morale, alla rettitudine dei comportamenti. Non basta contrapporre alla &#8220;sregolatezza&#8221; delle &#8220;regole&#8221;; queste risultano solo delle &#8220;etichette&#8221; che si fa presto a cancellare, se non poggiano e sono motivate da valori iscritti nella coscienza, la quale a sua volta rimanda a Dio, come ben avevano compreso il pagano Socrate ed il filosofo illuminista Kant.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>2. <span>La conversione \u00e8 questione di fede e di accoglienza della grazia di Cristo<\/span><\/b><\/div>\n<div>La prima opera da compiere \u00e8 quella di credere in Ges\u00f9 Cristo (<i>Gv<\/i> 6,29), Via, Verit\u00e0, Vita (<i>Gv <\/i>14,6), Salvatore che libera dalle tenebre dell&#8217;intelletto e del cuore per donarci la vera vita.<\/div>\n<div>San Paolo, nella Lettera ai Romani, ha descritto in maniera molto realistica, sulla base della sua esperienza personale e quella dell&#8217;umanit\u00e0, la condizione dell&#8217;uomo senza la fede e la grazia di Ges\u00f9 Cristo. Egli pu\u00f2 fare del bene, perch\u00e9 la sua natura \u00e8 fondamentalmente buona, ma non riesce a evitare il male, anche grave. Il peccato fondamentale \u00e8 il non riconoscimento di Dio, il rifiuto di adorare Dio come Creatore e Padre, e quindi come Sorgente e Verit\u00e0 di tutto, in una relazione di fede, di obbedienza filiale, di amore. Il rifiuto di Dio corrompe la radice stessa dell&#8217;esistenza dell&#8217;uomo e del mondo; l&#8217;uomo non riesce pi\u00f9 a percepire la realt\u00e0 originaria della creazione e di se stesso nello splendore del Creatore. L&#8217;atteggiamento fondamentale che assume \u00e8 quello ego-centrico, orgoglioso. Ma poich\u00e9 \u00e8 creatura limitata e peccatore, egli \u00e8 incapace di dominare le passioni sregolate e finisce per soccombere al male. Fondandosi anche su descrizioni di autori del suo tempo, Paolo descrive a tinte fosche i vizi e la dissoluzione dei costumi caratteristiche della decadenza pagana. In fondo, la descrizione appare moderna; ci\u00f2 significa che, nella sostanza, il peccato \u00e8 vecchiume, anche se gli si mette un vestito nuovo. Il punto capitale svolto da S. Paolo \u00e8 che l&#8217;uomo, se non \u00e8 illuminato e sostenuto dalla grazia di Dio in Cristo, \u00e8 fatalmente succube del male. Il passaggio dal rifiuto del rapporto con Dio al deterioramento del retto rapporto con gli uomini, con la societ\u00e0, con il creato, \u00e8 inevitabile. Ma ecco il soccorso che ci viene dalla grazia offertaci da Ges\u00f9 Cristo. San Paolo con un senso profondo di liberazione afferma che non siamo pi\u00f9 condannati a compiere il male con una schiavit\u00f9 che ci incatena: \u00abPerch\u00e9 la legge dello Spirito, che d\u00e0 vita in Ges\u00f9 Cristo, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte\u00bb (<i>Rm <\/i>8,2).<\/div>\n<div>Un punto che merita di essere rilevato \u00e8 che il peccato \u00e8 castigo e punizione a se stesso: produce sempre, prima o poi, sofferenza in chi lo commette e disordine nei rapporti sociali. Dal peccato, che resta sempre una scelta libera personale, nascono le &#8220;strutture di peccato&#8221;, cio\u00e8 leggi, istituzioni pubbliche, organizzazioni che corrompono i valori fondamentali e assoggettano l&#8217;uomo a forze perverse. Il Libro della Sapienza dice: \u00ab<i>Con le cose con cui l&#8217;uomo pecca, con quelle viene punito<\/i>\u00bb (<i>Sap<\/i> 11,16). Nel fare il bene, invece, si trova la pace della coscienza e del cuore, la serenit\u00e0 della famiglia, lo sviluppo sociale, il rispetto del creato: \u00abE &#8217;n la sua volontade \u00e8 nostra pace\u00bb (Dante, <i>Paradiso<\/i>, III, 85).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>3. La comunit\u00e0 cristiana chiamata a conversione<\/b><\/div>\n<div>La conversione, oltre che personale di ciascuno di noi, dev&#8217;essere anche comunitaria, ecclesiale.<\/div>\n<div>La Chiesa, infatti, nel suo essere \u00e8 divino-umana; in virt\u00f9 della sua dimensione divina \u00e8 santa e santificatrice; ma nella sua dimensione umana &#8211; composta da uomini segnati dal peccato, da modelli di vita e scelte di azione difformi dal Vangelo &#8211; \u00e8 sempre bisognosa di purificazione, di rinnovamento. Dobbiamo, anzitutto, credere fermamente che, all&#8217;interno stesso, nell&#8217;&#8220;anima&#8221; della Chiesa c&#8217;\u00e8 la sorgente inesauribile della potenza di Cristo, del suo Spirito, potenza di rinnovamento continuo. \u00c8 necessario che ci educhiamo a questa visione &#8220;sacramentale&#8221; della Chiesa. Comprendiamo allora perch\u00e9 siamo chiamati alla santit\u00e0; lo siamo perch\u00e9 la Chiesa, nella sorgente profonda della sua vita, \u00e8 santa. Attingiamo, dunque, a questa sorgente di conversione e di rinnovamento. Mettendoci davanti al Signore, sappiamo vedere e riconoscere, nella sua luce, le nostre mancanze e le nostre inadempienze.<\/div>\n<div>Il libro dell&#8217;Apocalisse, nei capitoli 2-3, presenta un esame di coscienza che Cristo stesso fa alla sua Chiesa mettendo in rilievo luci e ombre, aspetti positivi e negativi. Loda la fede, l&#8217;impegno generoso, la fedelt\u00e0 e costanza nella prova, la carit\u00e0, la povert\u00e0. Ma rimprovera i compromessi di ordine dottrinale e morale, il cedimento a modelli pagani di vita, soprattutto il raffreddarsi dell&#8217;amore e la tiepidezza. Egli perci\u00f2 invita caldamente la Chiesa a convertirsi, a destarsi dal torpore, a vincere l&#8217;inerzia e la routine, a ritrovare le pure e fresche sorgenti della fede, a ravvivare il fervore dell&#8217;amore.<\/div>\n<div>Colui che parla alla sua Chiesa &#8211; e oggi siamo noi, le nostre comunit\u00e0 &#8211; \u00e8 lo Sposo che desidera vedere la sua Sposa dal volto puro e giovanile, il cuore pieno di amore, non un volto coperto di rughe e di macchie, e un cuore freddo e arido.<\/div>\n<div>Apriamo il nostro spirito per accogliere il desiderio intenso del Signore. Egli stesso ci dona la forza di ravvivare il fervore. Come Chiesa locale abbiamo intrapreso il grande impegno dell&#8217;Iniziazione cristiana con la consapevolezza che la cosa che pi\u00f9 importa \u00e8 fare delle nostre parrocchie un &#8220;grembo che genera alla fede&#8221;. Questo richiede, prioritariamente, di rinnovare il volto ed il cuore delle nostre comunit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00c8 solo una Chiesa cos\u00ec rinnovata e fervente che pu\u00f2 annunciare e attirare a Cristo.<\/div>\n<div>Ed ecco, allora, il programma che dovremmo accogliere. Lo indico in tre punti:<\/div>\n<div>A) Ritornare al &#8220;cuore&#8221; della vita ecclesiale, al suo centro vitale: Ges\u00f9 Cristo e il suo Vangelo, che \u00e8 <i>\u00abpotenza di Dio\u00bb<\/i> (<i>Rom<\/i> 1, 16). Questo vuol dire: primato di Dio nella pastorale, priorit\u00e0 dell&#8217;adorazione e della contemplazione; la parrocchia che sia casa e scuola di preghiera, accompagni all&#8217;incontro con il Signore.<\/div>\n<div>In questa ottica, vorrei incoraggiare i &#8220;Centri di ascolto della Parola di Dio&#8221;.<\/div>\n<div>B) In secondo luogo \u00e8 necessario la conversione dei modelli e stili di vita perch\u00e9 siano conformi alla concezione cristiana della vita, alternativi alla logica edonistica-consumistica-egoistica.<\/div>\n<div>Modelli di sobriet\u00e0 nei consumi, di purezza dei costumi e onest\u00e0 nell&#8217;agire, di esercizio delle opere di carit\u00e0. Questo esempio e questa testimonianza valgono pi\u00f9 di tutti i discorsi e i dibattiti, che rischiano solo di rimanere astratti e di chiedere solo agli altri di cambiare.<\/div>\n<div>C) In terzo luogo vorrei stimolare le nostre comunit\u00e0 a rinnovare lo spirito di missione; a non rinchiudersi in se stesse, ma aprirsi con umilt\u00e0 e fiducia per testimoniare e proporre il cammino della vita cristiana. Il tempo di oggi &#8211; pur con tutta la sua pesantezza &#8211; \u00e8 pur sempre il tempo di Dio, il tempo in cui Dio ci chiama a vivere e testimoniare la fede ed i valori del Vangelo. Siamo responsabili del nostro tempo davanti a Dio. Per questo abbiamo ricevuto lo Spirito Santo e la sua forza \u00e8 sempre con noi.<\/div>\n<div>Nella prospettiva della conversione comunitaria, vorrei proporre alle comunit\u00e0 cristiane una celebrazione comunitaria della penitenza, con i membri dei consigli pastorali, catechisti, animatori, come momento di esame di coscienza davanti al Signore sul vissuto di fede, di carit\u00e0, di testimonianza della propria comunit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>4. La Quaresima come palestra dello spirito<\/b><\/div>\n<div>Il tempo della Quaresima ci sollecita a ravvivare il dono del Battesimo, che \u00e8 la fonte della nostra stupenda dignit\u00e0 cristiana. Un buon numero di catecumeni sta preparandosi a ricevere questo sacramento insieme con la Cresima e l&#8217;Eucaristia, entrando quindi a far parte della Chiesa. Rappresentano, in un tempo di torpore spirituale e di disaffezione dalla Chiesa, un segno vivo della potenza dello Spirito. Costituiscono per noi un esempio e uno stimolo a impegnarci con maggiore convinzione e vigore nella vita cristiana.<\/div>\n<div>Il tempo di Quaresima ci sollecita a rafforzarci nella fede e nel combattimento spirituale per vincere le seduzioni del Maligno e vivere nella libert\u00e0 dei figli di Dio. La Quaresima \u00e8 come una palestra dello spirito per allenarlo e rafforzarlo. Siamo infatti deboli e vulnerabili, soggetti a tentazioni, immersi in un&#8217;atmosfera di permissivismo. In un tempo in cui si reclama tanto la libert\u00e0, sono aumentate le dipendenze, alle antiche (alcool, giochi di azzardo&#8230;) se ne sono aggiunte di nuove: droga, Tv, Internet. Sono aumentati anche i &#8220;disagi dell&#8217;anima&#8221;. Nella storia e dentro di noi si svolge la lotta pi\u00f9 drammatica: quella tra il bene ed il male. \u00abInserito in questa battaglia, l&#8217;uomo deve combattere senza soste per restare unito al bene, n\u00e9 pu\u00f2 conseguire la sua interiore unit\u00e0 se non a prezzo di grandi fatiche, con l&#8217;aiuto della grazia di Dio\u00bb (Concilio Vaticano II; <i>GS<\/i>, 37). Le proposte della Quaresima ci aiutano a recuperare la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 bella, a rinvigorirci interiormente, a ridare slancio al nostro spirito, a ravvivare la speranza.<\/div>\n<div>La spiritualit\u00e0 della Quaresima ci propone la pratica del digiuno e dell&#8217;astinenza.<\/div>\n<div>Pare di costatare la eliminazione <i>de facto<\/i> del digiuno dalla spiritualit\u00e0 e dalla prassi della vita cristiana, salvo a vederlo praticare per ragioni dietetiche o estetiche. Come causa ci pu\u00f2 essere l&#8217;idea di sostituirlo con altri &#8220;valori&#8221;, in una visione spiritualistica disincarnata; ma questo non sarebbe per nulla da approvare, perch\u00e9 ignorerebbe che la persona \u00e8 unit\u00e0 di spirito e corpo ed il corpo \u00e8 la manifestazione necessaria e vitale dell&#8217;Io della persona nel tempo-spazio. Non possiamo dimenticare, poi, che Ges\u00f9 stesso ha digiunato e all&#8217;inizio della Quaresima ci viene proposto precisamente l&#8217;esempio di Ges\u00f9 che digiuna nel deserto.<\/div>\n<div>Il digiuno \u00e8 relativo alla fame, al bisogno di cibo, che rappresenta un appetito vitale. Nel bisogno di cibo proiettiamo la tendenze profonde del nostro Io. Ne \u00e8 prova che vi sono patologie attinenti al cibo che non sono, tuttavia, patologie del corpo, ma dello spirito: anoressia, bulimia.<\/div>\n<div>Il digiuno quindi ha un significato-valore antropologico e spirituale. Sul piano della nostra costituzione umana spirituale-psichica-corporea \u00e8 ascesi del bisogno ed insieme educazione del desiderio. Bisogno e desiderio non coincidono.<\/div>\n<div>Il digiuno, nel suo significato pi\u00f9 profondo, \u00e8 risposta alla domanda fondamentale per un essere corporeo-spirituale limitato e mai autosufficiente, ma aperto sull&#8217;Infinito come siamo noi: &#8220;Di che cosa vivo?&#8221;, &#8220;Di che cosa mi nutro?&#8221;. Ed ecco l&#8217;affermazione biblica, che Ges\u00f9 ha ribattuto a Satana: <i>\u00abNon di solo pane vivr\u00e0 l&#8217;uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio\u00bb<\/i> (<i>Mt, <\/i>4,4;cf. <i>Dt <\/i>8,3).<\/div>\n<div>Il digiuno \u00e8 adorazione di Dio, il Bene Assoluto, Bene di ogni bene. \u00c8 orientare il desiderio pi\u00f9 profondo verso la comunione con Dio, l&#8217;Unico capace di saziare pienamente il desiderio che nessuna creatura, nessun possesso di questo mondo pu\u00f2 appagare. L&#8217;adorazione di Dio mi libera dall&#8217;asservimento agli idoli di questo mondo che promettono vita e felicit\u00e0, ma non le danno e rendono schiavi. L&#8217;adorazione e il senso profondo di Dio mi libera da tanti bisogni artificiali indotti dalla propaganda. L&#8217;adorazione e la comunione con Dio mi rende sensibile ai valori dell&#8217;amore, della giustizia, della fraternit\u00e0, superando la chiusura egoistica.<\/div>\n<div>Comprendiamo allora perch\u00e9 il digiuno \u00e8 proposto in modo particolare in questo tempo di Quaresima: \u00e8 dare tempo a nutrirci della parola di Dio in una relazione intima e filiale con il nostro Creatore e Padre. Il digiuno prima di partecipare all&#8217;Eucaristia ci educa al valore straordinario del nutrimento con il Pane vivo disceso dal cielo, il Pane della vita eterna (cf. <i>Gv<\/i> 6,51).<\/div>\n<div>Vi sono, inoltre, altri valori, inclusi nella prassi del digiuno. Il prefazio di Quaresima cos\u00ec li presenta: \u00abCon il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, infondi la forza e doni il premio\u00bb.<\/div>\n<div>Vorrei sottolineare un altro importate aspetto: in un tempo di consumismo, di spese per soddisfare il lusso e il &#8220;look&#8221;, di sprechi insensati e scandalosi, mentre nel mondo vi sono milioni di persone denutrite e malnutrite perch\u00e9 mancano del cibo necessario, possiamo sentirci con la coscienza a posto se non rinunciamo a qualcosa di superfluo ed anche di necessario per donarlo gratuitamente a chi \u00e8 nel bisogno?<\/div>\n<div>Esorto vivamente a riscoprire il grande valore del digiuno e praticarlo con coraggio. Ci far\u00e0 solo del bene.<\/div>\n<div>Insieme col digiuno ci viene proposta anche l&#8217;astinenza dalle carni, il che non significa che dobbiamo convertirci ad una regime vegetariano che, del resto, hanno praticato e praticano anche<\/div>\n<div>Comunit\u00e0 monastiche. Vorrei mettere in luce un particolare aspetto di ordine spirituale di questa pratica. L&#8217;astenersi dal mangiar carne di animali a sangue caldo ha, in questa ottica spirituale, il significato di interrompere il rapporto di violenza e di morte tra l&#8217;uomo e il mondo, il ritrovare la simpatia gratuita &#8211; San Francesco direbbe la fraternit\u00e0 con tutte le creature &#8211; realizzare la vocazione a vivificare la terra.<\/div>\n<div>Il digiuno e l&#8217;astinenza dovrebbero esprimersi non solo sul piano personale, ma anche su quello comunitario. Nella tradizione della Chiesa, il digiuno \u00e8 collegato alla carit\u00e0, alla giustizia, alla solidariet\u00e0, al sostegno dei poveri, di famiglie e di comunit\u00e0 sorelle. In questa ottica, vi invito a programmare il digiuno anche come comunit\u00e0. Per questo sono da valorizzare le indicazioni proposte alle parrocchie nel fascicolo &#8220;Cristiani si diventa&#8221; per la colletta domenicale e l&#8217;offertorio nella celebrazione eucaristica domenicale, che fanno riscoprire il senso ed il valore di questo gesto liturgico.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>5. Riscopriamo il sacramento del perdono e della pace <\/b><\/div>\n<div>All&#8217;inizio della Quaresima vorrei riproporre il ricorso al sacramento della riconciliazione.<\/div>\n<div>Si tratta, anzitutto, di ri-motivare il suo valore, oggi piuttosto oscurato e incompreso, con gravi danni.<\/div>\n<div>La cultura dominante, in effetti, in quanto prescinde dal Dio rivelato e incarnato, e dall&#8217;antropologia biblica e cristiana, si trova in grosse difficolt\u00e0 a interpretare il male nella sua essenza, nella sua radice profonda e quindi a prospettare la soluzione. Da un lato si cerca di rimuoverlo dalla coscienza; dall&#8217;altro si assiste alla sua sovraesposizione mediatica. In realt\u00e0, il peccato intacca e perverte le facolt\u00e0 dell&#8217;uomo: produce non-senso, tristezza profonda; altera i fini della vita, rovina le relazioni personali e l&#8217;ordine sociale.<\/div>\n<div>Ges\u00f9 Cristo ci dona la &#8220;remissione dei peccati&#8221;, il perdono di Dio, la riconciliazione della coscienza con Dio, con noi stessi e con il prossimo. \u00c8 una grazia che ci viene tramite la Chiesa, rappresentata da un ministro di Cristo.<\/div>\n<div>Sappiamo in teoria che siamo peccatori ma abbiamo davvero la sincerit\u00e0, l&#8217;umilt\u00e0 di confessarlo, di dire: \u00abIl mio peccato io lo riconosco\u00bb (cf. <i>Sal<\/i> 50,5)? Riconoscersi peccatori e ricevere il perdono \u00e8 di un valore immenso. Fa ritrovare il giusto orientamento della vita, dona la pace del cuore, \u00e8 guarigione dai &#8220;disagi dell&#8217;anima&#8221;, oggi ampiamente diffusi.<\/div>\n<div>Vorrei qui richiamare quanto ho scritto recentemente ai presbiteri riguardo ai benefici effetti di questo sacramento: \u00abTante persone si portano dentro ferite e piaghe profonde, dipendenze da cui non sanno liberarsi, sensi di colpa, angosce e depressioni, atrofia e paralisi spirituali. Le radici di questi mali solo ad un livello non semplicemente psichico, ma si nascondono nelle profondit\u00e0 dello spirito, spesso ignote alla stessa persona. Un buon confessore sa diagnosticare le cause profonde del male e come un vero medico dello spirito dona la grazia del Signore per la guarigione e la pace del cuore, il rinnovamento della volont\u00e0 dalla schiavit\u00f9 per vivere nella libert\u00e0 dei figli di Dio\u00bb (<i>Lettera ai Presbiteri<\/i>, 21 agosto 2010).<\/div>\n<div>Rinnovo l&#8217;invito ai presbiteri di ravvivare il valore di questo sacramento e a mettersi generosamente a disposizione dei fedeli, fissando i tempi in cui sono presenti.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Con fede e fiducia verso la Pasqua<\/b><\/div>\n<div>Intraprendiamo il cammino della Quaresima con l&#8217;animo pieno di fiducia in Dio che ci chiama a conversione ed \u00e8 capace di rinnovare la nostra vita personale e sociale.<\/div>\n<div>Non ci \u00e8 richiesto di fare cose straordinarie, ma anzitutto un cambiamento interiore, un cuore nuovo, uno spirito nuovo, per compiere quei gesti che la Quaresima ci suggerisce. \u00c8 attraverso queste scelte che attingeremo l&#8217;ispirazione e l&#8217;energia di un autentico rinnovamento.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">Antonio Mattiazzo<\/div>\n<div align=\"right\">Vescovo di Padova<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl 9 marzo, mercoled\u00ec delle Ceneri, inizia il tempo della Quaresima, 40 giorni di preparazione alla Pasqua, festa centrale della fede cristiana. 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