{"id":16391,"date":"2023-10-17T19:47:20","date_gmt":"2023-10-17T17:47:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2023\/10\/17\/don-francesco-longhin-riposa-tra-le-braccia-del-padre\/"},"modified":"2023-10-17T19:47:20","modified_gmt":"2023-10-17T17:47:20","slug":"don-francesco-longhin-riposa-tra-le-braccia-del-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2023\/10\/17\/don-francesco-longhin-riposa-tra-le-braccia-del-padre\/","title":{"rendered":"Don Francesco Longhin riposa tra le braccia del Padre"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Don Francesco Longhin \u2013 Candiana (Pd) 12.11.1939 \u2013 Sarmeola di Rubano (Pd) 17-10-2023<\/strong><\/em><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Francesco Longhin era nato a Candiana (PD) il 12 novembre 1939 da Silvio e Giuseppina Lina Crivellaro Dante.<br \/>\nOrdinato presbitero il 7 luglio 1963, fu inviato come cooperatore a Cittadella, poi come collaboratore festivo a Camin (1964-1965) e Pontevigodarzere (1965-1966), mentre frequentava a Padova la Facolt\u00e0 di Lettere e risiedeva in Casa del clero. Divenuto insegnante nel Seminario minore per le scuole medie, poi educatore del Liceo (nelle sedi di Thiene e Tencarola), pot\u00e9 esercitare il ministero festivo a Fellette. Dal 1975 fu rettore di San Vincenzo in Thiene fino alla nascita della parrocchia, della quale divenne il primo parroco quattro anni dopo. Di l\u00ec a poco fu anche vicario foraneo (vicariato di Thiene, 1980-1989), membro del Consiglio diocesano per la Gestione economica (1983-1988) e membro eletto dai vicari foranei per il Consiglio presbiterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019aprile 1987 fu inviato come parroco a Tencarola e divenne nuovamente vicario foraneo (vicariato di Selvazzano, 1993-2002). Nel 2010 fu nominato parroco di Salcedo, dove si \u00e8 trattenuto fino all\u2019estate 2023, quando, a seguito di una veloce e grave leucemia, dovette concludere il suo servizio di parroco e fu trasferito all\u2019Opera della Provvidenza, dove la morte lo ha colto nel pomeriggio di marted\u00ec 17 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esequie saranno celebrate nel duomo di Candiana dal Vescovo Claudio, sabato 21 ottobre 2023, alle ore 10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il profilo che\u00a0segue \u00e8 ripreso da un testo personale che don Francesco aveva steso il 30 luglio 2014.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><em>\u00abLa gioia di ricordare! Ne ho voglia. Ne provo un gran bel desiderio. (\u2026) Sar\u00e0 per un bisogno sempre pi\u00f9 vivo di ricordare, per capire meglio, godere per tutto il bene ricevuto, per avere nuove spinte a procedere. Sar\u00e0 per questo che provo un forte interesse a ritessere la mia storia personale, familiare, comunitaria, ecclesiale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nato a <strong>Candiana<\/strong>, ricca di storia e di arte, in particolare con il suo \u201cDuomo di campagna\u201d! Grande Candiana! Per la gente buona e intelligente, laboriosa e portatrice di tutti i valori che danno senso e sicurezza alla vita, personale, familiare e comunitaria.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nato da Silvio e Giuseppina. Una vita intera non mi \u00e8 stata sufficiente per capire quanto mi hanno voluto bene, quanto bene mi hanno continuamente donato, quanto grandi, unici, meravigliosi sono stati! Il dono pi\u00f9 grande di Dio, messomi a disposizione per tanti e tanti anni. Dono d\u2019amore che ancora continua pi\u00f9 abbondante e importante che mai! (\u2026)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Terminate le scuole elementari, eccomi in Seminario, al Barcon di Thiene, luned\u00ec, 16 Ottobre 1950. Dal giorno della Prima Comunione, infatti, lo ricordo bene, ripetevo con fiducia infantile, ma consapevole e fiduciosa, la preghiera: \u201cSignore, se vuoi, fa\u2019 che io diventi prete!\u201d. In seminario al Barcon di Thiene: indimenticabile quel primo giorno dell\u2019ingresso, 16 Ottobre 1950, quando fui accompagnato dalla mamma, dal nonno Emilio e dall\u2019allora cappellano don Francesco Bertoncello. Emozioni, trepidazioni, qualche singhiozzo soffocato \u2026 ma con l\u2019aiuto del Signore sempre avanti. Quanta protezione, quale sostegno, che fiducia da parte del Signore! Solo con il passare degli anni, ripensando a quel momento di crescita, quali grazie e meraviglie! Davvero il Signore \u201cmi ha sollevato su ali d\u2019aquila\u201d e mi ha portato alla meta! La scuola: certamente un dovere esigente, ma non un peso insopportabile, un\u2019occasione per conoscere, crescere, maturare. Sia pur lentamente, faticosamente \u2026 ma i risultati non sono mai mancati. Anzi si \u00e8 acceso l\u2019amore, l\u2019interesse, il piacere per qualche conoscenza particolare, fra tutte la musica, ma anche la matematica, la letteratura \u2026 La vita di comunit\u00e0, piuttosto limitata pi\u00f9 che educata e sviluppata. (\u2026) La formazione spirituale senz\u2019altro valida, incoraggiante, rasserenante, illuminante, soprattutto con i bravi padri spirituali: don Aldo Pesavento e don Giovanni Foffani.\u00a0 Indimenticabile quell\u2019immagine della Madonna in cappella al Barcon, punto di riferimento per tanti sguardi d\u2019amore, tanti desideri fiduciosi, tante invocazioni filiali \u2026 ritrovata poi in Seminario minore di Rubano, sotto il cui sguardo e protezione per tanti e tanti anni ho potuto svolgere il servizio di confessore dei seminaristi. (\u2026)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Cittadella<\/em><\/strong><strong><em>,<\/em><\/strong><em> la prima, indimenticabile esperienza da prete! Quanta trepidazione, ma anche quale impegno ed entusiasmo. Accanto all\u2019arciprete mons. Aldo Pesavento, che era stato mio padre spirituale in Seminario minore a Thiene. Paterno e di una sensibilit\u00e0 unica e finissima. Mi incuteva se non timore, certamente una notevole apprensione, soprattutto alla Messa vespertina della domenica sera, vederlo seduto l\u00ec in presbiterio con il tricorno con il fiocco rosso, ad ascoltare la mia omelia. Ricordo le prime confessioni, la visita ai malati, i funerali. \u00c8 allora che ho incominciato a sentirmi veramente \u201cvoce del Signore\u201d, \u201cpescatore di uomini\u201d come avevo sempre desiderato di essere. Particolare impegno per l\u2019insegnamento alla Scuola Media Pierobon di Cittadella e per il piccolo coro dei ragazzi che preparavo come voce bianca per la Corale parrocchiale e le Messe del Perosi e anche per il canto solenne dei Vesperi. \u00a0Ma dur\u00f2 cos\u00ec poco! <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Casa del clero e gli studi <\/em><\/strong><em>(1964-66). Come raccontarlo questo periodo, se \u00e8 incominciato senza che mi fosse chiesto alcun parere e se si \u00e8 concluso tanto miseramente, perch\u00e9 l\u2019Universit\u00e0 l\u2019ho s\u00ec frequentata, ma senza mai raggiungere la laurea? Un fallimento? No, perch\u00e9 \u00e8 stata scuola di vita anche questa esperienza! Il Signore mi ha protetto, sopportato, confortato, illuminato, guidato &#8230; come mai prima! Anche i Superiori sono stati comprensivi e benigni: lo riconosco con verit\u00e0 e per questo li ringrazio. Lo studio mi piaceva anche, ma non mi entusiasmava di certo, non m\u2019innamorava. Era la vita pastorale che mi attraeva. Ed infatti, sia pur da cappellano festivo, mai ho interrotto il servizio pastorale, qualche predicazione particolare &#8230; che mi hanno sempre attratto e fatto sentire prete. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Seminario: a Thiene <\/em><\/strong><em>(1966-70) <strong>e a<\/strong> <strong>Tencarola <\/strong><\/em><em>(1970-75) E per nove anni sono stato in Seminario. Dapprima come insegnante e poi come assistente dei Liceali. E delle due esperienze certamente per me la pi\u00f9 gradita e proficua \u00e8 stata la seconda, come animatore e accompagnatore, educatore di questi allora promettenti giovanotti, ora in gran numero preti. Con il rettore mons. Anselmo Bernardi era facile, piacevole, sempre positivo collaborare: era comprensivo, saggio e paziente. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel frattempo ho vissuto la grande esperienza a<strong> Fellette<\/strong>, come cappellano festivo, per sette anni. (\u2026) Erano gli anni dell\u2019immediato dopo Concilio. E la liturgia, i giovani, il gruppo famiglia, ma anche il catechismo, l\u2019intera vita di comunit\u00e0 domandavano e offrivano allo stesso tempo tante nuove e stimolanti possibilit\u00e0. E sono stati quelli gli anni di entusiasmo, di un cammino insieme verso nuove forme di fede educata, condivisa e vissuta. Il canto e il teatro, ma anche la pubblicazione mensile di \u2018Voci nuove\u2019, il Carnevale dei Ragazzi, la Festa della mamma, le gite \u2026: quanto hanno impegnato, quanto tempo ed energie hanno richiesto! Ma sono stato veramente felice di averle donate! <strong>\u00c8 qui che ho imparato \u201ca fare il prete\u201d!<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>San Vincenzo in Thiene <\/em><\/strong><em>(1975-1987). Con grande comprensione e saggezza i miei Superiori hanno capito che era meglio lasciar perdere il progetto studio e insegnamento, per dedicarmi pienamente alla vita pastorale. E cos\u00ec dal 5 Ottobre 1975 sono passato a Thiene, nominato rettore della comunit\u00e0 di san Vincenzo. E da allora, esattamente dal 18 ottobre 1975, con me, donandomi tutto, anche i miei genitori che tanto l\u2019avevano desiderato. Una comunit\u00e0 piccolina, che si stava allora configurando e organizzando, distaccandosi dalla grande parrocchia del Duomo di Thiene. La costruzione della scuola Materna fu il primo, grande, oneroso impegno in quanto comunit\u00e0 indipendente. (\u2026) Ma \u00e8 allora che si \u00e8 rivelata la presenza di tanti fedeli laici generosi, capaci, impegnati. E con loro, con tante iniziative pian piano tutto si risolse. C\u2019era allora l\u2019entusiasmo, la voglia e la gioia di realizzarci come una bella, vivace, veramente significativa comunit\u00e0 cristiana. Tanto pi\u00f9 che per volont\u00e0 del vescovo Girolamo Bortignon, il 1 Gennaio 1980, anche la comunit\u00e0 di san Vincenzo fu eretta a parrocchia. (\u2026) <strong>\u00c8 qui che ho imparato \u201ca fare il parroco\u201d!<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tencarola <\/em><\/strong><em>(1987-2010). La richiesta per Tencarola \u00e8 stata del vescovo Filippo Franceschi. La Comunit\u00e0 cristiana di Tencarola era gi\u00e0 ben oltre la fase iniziale del dopo Concilio. Aveva un laicato ben formato ed impegnato, anche per il carisma caratteristico del mio predecessore don Lino Boldrin, che ha saputo individuare, chiamare, valorizzare le \u2018persone giuste\u2019 per compiti particolari, per esperienze nuove. Ogni settore della vita pastorale era ben organizzato e nulla sembrava mancare alla pastorale parrocchiale. Il Cpp era gi\u00e0 il motore di tutta la pastorale parrocchiale, con fedeli laici ben formati e capaci. (\u2026) L\u2019importante fu capire tutto questo dinamismo, sostenerlo, animarlo e rinnovarlo con costanza e fiducia. \u00c8 allora che si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 evidente e necessario mettere Dio al primo posto, perch\u00e9 solo cos\u00ec si mette tutto a posto! Quanto bene mi hanno fatto <\/em><em>Il Crocifisso <\/em><em>dalle braccia spalancate, le Confessioni, come penitente per ricevere il perdono, il conforto, la sicurezza dell\u2019aiuto del Signore e come ministro suo, per esserne voce, prova d\u2019amore, consolazione e incoraggiamento; tante Messe nei giorni di festa e in quelli del dolore e l\u2019Adorazione voluta e proposta puntualmente. Davvero il Signore onorato, invocato, riconosciuto con amore e riconoscenza come il Dio in mezzo a noi, davvero mai si \u00e8 lasciato battere in generosit\u00e0! Quali frutti di bene ci ha donato il Signore! Anni di grande fervore, di richieste d\u2019ogni tipo, di situazioni anche nuove, per il mutare della societ\u00e0, per lo spostamento continuo di tanti parrocchiani, con l\u2019arrivo sempre pi\u00f9 numeroso di stranieri. Quello che potevo dare ho cercato di offrirlo sempre, con piena disponibilit\u00e0 e fiducia. Ma il Signore mi ha veramente sempre sostenuto, sopportato, accompagnato. Grazie, Signore! Anche perch\u00e9 <strong>\u00e8 qui che ho imparato \u201ca fare il cristiano\u201d!<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Salcedo <\/em><\/strong><em>(2010)<\/em><em>. L\u2019ho chiesto esplicitamente il cambio della parrocchia, dopo la visita pastorale, convinto che dopo 22 anni e mezzo a Tencarola fosse bene cambiare per me, prima del logorio completo, e per la Comunit\u00e0 di Tencarola che aveva il diritto di novit\u00e0 e di freschezza. Il vescovo Antonio Mattiazzo ha ben capito e subito ha proposto Salcedo, dulcedo!, come qualcuno subito mi sugger\u00ec. <strong>\u00c8 qui che ho imparato \u201ca essere figlio di Dio\u201d!<\/strong> Da lui sempre amato, perdonato, sopportato, consolato, illuminato, guidato \u2026 in ogni istante della vita. Qui, a Salcedo, in questa comunit\u00e0, piccola ma cos\u00ec ricca di vitalit\u00e0, ho trovato una nuova vitalit\u00e0, a ritmi pi\u00f9 lenti e tranquilli, in una comunit\u00e0 che ha \u201cmolto d\u2019antico\u201d, in radicamento sereno e convinto alla vita cristiana trasmessa, almeno finora, di generazione in generazione. Qui, dove ci sono almeno due manifestazioni molto evidenti e caratteristiche: la devozione a sant\u2019Anna e il volontariato che unisce e d\u00e0 vita alla comunit\u00e0. Giorni intensi, ma belli e appaganti, capaci di suscitare anche in me stimoli nuovi per la pastorale in particolare, aperture nuove della mente e dell\u2019anima, esperienze nuove di fede e vita partecipata con la comunit\u00e0, come finora non era ancora avvenuto. E tutto con facilit\u00e0, spontaneit\u00e0, quasi senza fatica o preoccupazioni soffocanti. Anche se, pure qui, a Salcedo, non mancano difficolt\u00e0 col passar del tempo sempre pi\u00f9 evidenti e preoccupanti. (\u2026)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>(Riprendendo le parole del santo Curato d\u2019Ars)<\/em><\/strong><em> Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio \u00e8 di amarti fino all\u2019ultimo respiro della mia vita. Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo soltanto per avere la felicit\u00e0 di amarti perfettamente. Mio Dio, se la mia lingua non pu\u00f2 dire ad ogni istante: ti amo,<\/em><em> voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro; \u201cOgni battito del mio cuore per Te, Signore\u201d. Mio Dio, fammi la grazia di (vivere e) morire amandoti e sapendo che ti amo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E sentendomi, ogni giorno, continuamente, da Te amato, perdonato, confortato, aiutato, illuminato, sopportato, mandato. Vieni, vieni, Signore Ges\u00f9: io mi fido, mi affido, confido in Te! \u00a0Maria, ti aspetto alla morte mia!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ultime volont\u00e0. Riposo finale a Candiana con tutti i miei cari, <\/em><em>vicini in terra, pi\u00f9 vicini ancora in cielo!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><em>\u00abDon Francesco Marcolin (parroco di Candiana fino al 1960), il Luned\u00ec di Pasqua, ci assicurava che alla risurrezione: \u201cLe anime dei giusti saranno agili e sottili, tutte bellezza e amore\u201d\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Francesco Longhin \u2013 Candiana (Pd) 12.11.1939 \u2013 Sarmeola di Rubano (Pd) 17-10-2023 Don Francesco Longhin era nato a Candiana (PD) il 12 novembre 1939 da Silvio e Giuseppina Lina Crivellaro Dante. 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