{"id":1542,"date":"2010-04-27T13:36:00","date_gmt":"2010-04-27T11:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2010\/04\/27\/un-rinnovato-impegno-comune-per-il-lavoro-e-la-qualita-delle-relazioni-sociali\/"},"modified":"2010-04-27T13:36:00","modified_gmt":"2010-04-27T11:36:00","slug":"un-rinnovato-impegno-comune-per-il-lavoro-e-la-qualita-delle-relazioni-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/un-rinnovato-impegno-comune-per-il-lavoro-e-la-qualita-delle-relazioni-sociali\/","title":{"rendered":"Un rinnovato impegno comune per il lavoro e la qualit\u00e0 delle relazioni sociali"},"content":{"rendered":"<div><i><\/p>\n<div align=\"center\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-size: medium\"><b><i>Un rinnovato impegno comune <\/i><\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-size: medium\"><b><i>per il lavoro<\/i><\/b><\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"center\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-size: medium\"><b><i><br \/>e la qualit\u00e0 delle relazioni sociali<\/i><\/b><\/span><\/span><\/div>\n<p>\u00ab<\/i><i>Con il suo lavoro e la sua laboriosit\u00e0, l&#8217;uomo, partecipe dell&#8217;arte e della saggezza divina, rende pi\u00f9 bello il creato, il cosmo gi\u00e0 ordinato dal Padre<\/i><i>; <span>suscita quelle energie sociali e comunitarie che alimentano il bene comune, a vantaggio soprattutto dei pi\u00f9 bisognosi<\/span><\/i><i>\u00bb<\/i> (<i>Compendio della dottrina sociale della Chiesa<\/i>, 266).<\/div>\n<div>Nel nostro Paese e nel nostro territorio stanno continuando le difficolt\u00e0 legate alla crisi economica che ha investito l&#8217;intero pianeta. L&#8217;anno scorso abbiamo offerto su questo particolare momento una serie di considerazioni che rimangono attuali (cfr. <i>Cristiani e crisi economica, <\/i>22 marzo 2009). Come Chiesa di Padova, desideriamo ritornare sull&#8217;argomento per offrire una lettura sapienziale ed etica, che sia occasione di riflessione per coloro che sono impegnati al servizio del bene comune e, in modo particolare, per i singoli cristiani e le comunit\u00e0.<\/div>\n<div>Alcuni macro-indicatori dicono che qualche segnale di ripresa economica c&#8217;\u00e8. Tuttavia, resta sempre aperta la domanda: la crisi ha portato qualche serio mutamento di paradigma nei processi economici e finanziari, nel modo di impostare le relazioni economiche e nella scala di valori perseguiti dai diversi soggetti? La recente enciclica <i>Caritas in veritate<\/i> di Benedetto XVI rappresenta da questo punto di vista una seria sfida culturale e morale, e per questo <b>suggeriamo a tutti gli operatori di conoscere questo testo, di studiarlo, di farlo oggetto di una seria ed approfondita riflessione e di raccogliere le sfide ivi contenute<\/b>: in particolare quella di pensare ad un&#8217;economia in cui non venga annullata ma valorizzata l&#8217;autentica relazione tra persone, comprendente i tratti della fraternit\u00e0 e della reciprocit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00ab<i>Il lavoro va onorato perch\u00e9 fonte di ricchezza o almeno di condizioni di vita decorose e, in genere, \u00e8 strumento efficace contro la povert\u00e0 (Cfr Proverbi 10,4<\/i>)<i>\u00bb<\/i>(<i>Compendio della dottrina sociale della Chiesa<\/i>, 257).<\/div>\n<div>Anche se gli indicatori macroeconomici danno qualche segnale positivo, c&#8217;\u00e8 un altro aspetto che deve preoccupare sia la societ\u00e0 sia la comunit\u00e0 cristiana: le conseguenze della crisi che si stanno abbattendo sulle persone che lavorano. \u00c8 il lavoro, oggi, il nodo problematico che abbiamo di fronte: la sua mancanza, la sua precariet\u00e0, la sua incerta prospettiva futura. La prossima festa del lavoro sia perci\u00f2 un&#8217;occasione preziosa per riflettere su questo particolare aspetto e creare ulteriori sinergie tra tutte le forze sociali, come gi\u00e0 si sta cercando di fare.<\/div>\n<div>La Chiesa di Padova, attraverso parrocchie e istituzioni, incontra ogni giorno moltissime persone toccate dalla crisi nel loro lavoro: <b>volti concreti di uomini e donne che soffrono<\/b>.<\/div>\n<div>In meno di un anno dall&#8217;istituzione del Fondo straordinario di solidariet\u00e0, agli undici centri di ascolto attivati da Caritas, con la collaborazione anche delle Acli, nel territorio della Diocesi, si sono rivolte circa mille persone &#8211; italiani e stranieri &#8211; per chiedere un aiuto economico in seguito a licenziamenti o a difficolt\u00e0 di altro genere. Grazie al Fondo straordinario di solidariet\u00e0, costituito con i contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Diocesi di Padova, della Provincia di Padova e della Fondazione Antonveneta sono state gi\u00e0 aiutate circa 600 persone. Molte altre sono state ascoltate nelle loro storie, nelle loro inquietudini, nelle loro sofferenze: segno che in questo momento di crisi emergono s\u00ec tanti bisogni materiali, ma che dietro a questi si nascondono molte altre necessit\u00e0 psicologiche, relazionali, spirituali.<\/div>\n<div>Come Chiesa di Padova vogliamo ribadire che siamo vicini, fattivamente e spiritualmente, a tutte queste persone. Vicini ai disoccupati e alle loro famiglie: in particolare alle fasce pi\u00f9 deboli, i giovani, le donne, gli immigrati (che vivono l&#8217;aggravante della perdita &#8211; con il lavoro &#8211; di altri diritti); non dimentichiamo che nel nostro territorio \u00e8 molto alto il numero di persone che sono state licenziate nel 2009, e anche nei primi mesi del 2010. Siamo vicini a tutti coloro che stanno usufruendo della cassa integrazione, che vedono rimpicciolirsi i loro redditi, e per molti dei quali si profila all&#8217;orizzonte l&#8217;incertezza e l&#8217;incubo del licenziamento. Siamo vicini alle aziende, ai loro titolari, spesso impegnati in generosi sforzi per mantenere l&#8217;occupazione o per limitare il pi\u00f9 possibile i danni.<\/div>\n<div>E in particolare siamo vicini alle famiglie di coloro, veramente molti &#8211; troppi &#8211; nel nostro territorio, per i quali il peso della crisi economica si \u00e8 aggiunto ad altri carichi esistenziali, inducendoli a togliersi la vita.<\/div>\n<div>Di fronte ai volti di queste persone ci sentiamo in dovere di richiamarci tutti, anche nel nostro territorio, ad un <b>rinnovato impegno in favore del lavoro<\/b>, ad una vera e propria \u00abcoalizione in favore del lavoro decente\u00bb, come afferma il Papa nella sua ultima enciclica (cfr. Benedetto XVI, <i>Caritas in veritate<\/i>,63), perch\u00e9 il lavoro &#8220;decente&#8221; \u00e8 una delle dimensioni fondamentali attraverso cui la persona pu\u00f2 sperare di raggiungere condizioni di vita dignitose per s\u00e9 e per i propri cari. In questo momento emerge come prioritario l&#8217;obiettivo dell&#8217;\u00abaccesso al lavoro\u00bb e del \u00absuo mantenimento per tutti\u00bb (<i>Caritas in veritate<\/i>, 32).<\/div>\n<div>A questo proposito guardiamo con interesse a tutti quegli sforzi che i vari soggetti del territorio stanno mettendo in atto, per soccorrere sia l&#8217;aspetto materiale, sia quello relazionale ed esistenziale delle persone in difficolt\u00e0. Le nostre istituzioni, la pastorale sociale, le associazioni tra cui l&#8217;UCID, le comunit\u00e0, sono disponibili ad una collaborazione fattiva. Riteniamo che l&#8217;alleanza tra istituzioni e soggetti della societ\u00e0 civile sia necessaria sempre, ma oggi in modo particolare.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00ab<i>L&#8217;esigenza della giustizia precede quella del guadagno: &#8220;Poco con il timore di Dio \u00e8 meglio di un gran tesoro con l&#8217;inquietudine&#8221; (<span>Proverbi 15,16); &#8220;Poco con onest\u00e0 \u00e8 meglio di molte rendite senza giustizia&#8221; (Proverbi 16,8<\/span><\/i>)<i>\u00bb<\/i>, (<i>Compendio della dottrina sociale della Chiesa, <\/i>257)<\/div>\n<div>In questo periodo di crisi in qualche momento pu\u00f2 nascere lo scoraggiamento di fronte a meccanismi totalmente al di fuori della portata dei singoli: cosa pu\u00f2 fare il singolo di fronte alle dinamiche dell&#8217;economia mondiale? Come cristiani non possiamo e non vogliamo arrenderci a questa sensazione di impotenza. Noi pensiamo che ci siano spazi di speranza e di azione, perch\u00e9 ogni meccanismo economico, ogni istituzione, ogni tecnica, <b>\u00e8 pur sempre frutto di scelte morali<\/b>, di obiettivi ben definiti che gli uomini, come singoli o come gruppi, si pongono (cfr. <i>Caritas in veritate, <\/i>68). E se le istituzioni o i meccanismi, o la tecnica producono ingiustizie, la responsabilit\u00e0 \u00e8 di chi pensa, crea, governa e alimenta quelle strutture. Se gli uomini hanno obiettivi di giustizia e di bene comune, e vi si dedicano con passione e rettitudine, i meccanismi, le istituzioni e le tecniche saranno giuste e al servizio delle persone. Pertanto anche la tutela delle persone che lavorano, cos\u00ec come lo sviluppo, \u00ab\u00e8 impossibile senza uomini retti, senza operatori e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l&#8217;appello del bene comune\u00bb (<i>Caritas in veritate, <\/i>71). Noi vogliamo, in questa occasione, richiamare a tale responsabilit\u00e0, evidenziando anche quattro aspetti che ci sembrano oggi particolarmente problematici e preoccupanti, e che per\u00f2 se affrontati, costituiscono i punti di un possibile sforzo comune in favore della giustizia.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Il primo \u00e8 la crescente <b>disuguaglianza<\/b> di ricchezza che si sta manifestando nella nostra societ\u00e0 e anche nel nostro territorio. A volte questa disparit\u00e0 assume aspetti visibili inquietanti. Ognuno ha il dovere di domandarsi in coscienza quale sia il limite all&#8217;accumulo di beni, soprattutto quando masse enormi mancano del necessario.<\/div>\n<div>L&#8217;avidit\u00e0 di beni materiali \u00e8 un vizio particolarmente insidioso, perch\u00e9 \u00e8 un impulso che pu\u00f2 essere senza limiti e diviene irragionevole e perverso se non \u00e8 &#8220;governato&#8221; dalla virt\u00f9 della giustizia e della carit\u00e0, in uno stile di vita sobrio. Va ricordato che ormai molti studi dimostrano come l&#8217;accumulo di ricchezza materiale non alimenti la qualit\u00e0 della vita delle persone, in termini di felicit\u00e0 e benessere interiore: questi piuttosto sono i frutti di altri tipi di beni, quelli relazionali. Al contrario, in una impostazione di vita materialistica ed edonistica aumenta l&#8217;uso di psicofarmaci, di droghe e il ricorso agli antidepressivi. La ragione sta nel fatto che uno dei fattori che rende felice l&#8217;uomo \u00e8 la possibilit\u00e0 di donare e ricevere gratuitamente, e ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 possibile quanto pi\u00f9 ricche e fraterne sono le relazioni umane. Tali studi confermano che \u00abl&#8217;essere umano \u00e8 fatto per il dono\u00bb, come ricorda Benedetto XVI nella sua enciclica (<i>Caritas in veritate, <\/i>34). Dunque la preoccupazione per i beni non pu\u00f2 occupare in modo indefinito tutto lo spazio della vita e della societ\u00e0 umana. \u00c8 da tener presente, inoltre, che l&#8217;accumulo di beni non di rado ha ricadute negative anche sull&#8217;ambiente, perch\u00e9 \u00e8 spesso associato allo spreco e all&#8217;utilizzo eccessivo di risorse naturali.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Il secondo aspetto, legato a questa avidit\u00e0 di beni, \u00e8 la voracit\u00e0 e la <b>velocit\u00e0<\/b> con le quali spesso si cercano i guadagni. Anche qui, crediamo che sia possibile mettere in atto scelte virtuose da parte di tanti soggetti (singoli, imprese, banche, ecc.), rompendo quegli schemi che vengono ritenuti e millantati come inevitabili, perch\u00e9 &#8220;tutti fanno cos\u00ec e se non fai cos\u00ec sei fuori&#8221;. Vogliamo fare appello alle energie migliori, a tutti i livelli, perch\u00e9 si inizi a invertire questa rotta, mostrando che \u00e8 possibile contaminarsi in positivo, \u00e8 possibile una \u00abibridazione\u00bb nel bene (cfr. <i>Caritas in veritate, <\/i>38). Padova, citt\u00e0 che si \u00e8 sempre caratterizzata per una grande tradizione di solidariet\u00e0 sociale, non sia reticente in questo.<\/div>\n<div>A proposito della velocit\u00e0 e della facilit\u00e0 dei guadagni immediati, domandiamoci ancora una volta se sia un bene, o non piuttosto un grave danno per le persone, le famiglie e per la societ\u00e0, il ricorso, promosso purtroppo anche dallo Stato, al gioco d&#8217;azzardo e alle lotterie che legano il guadagno di cifre sproporzionate alla cieca casualit\u00e0, sganciandolo dal lavoro.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Un terzo aspetto, di cui si parla poco, ma che agisce sottotraccia, \u00e8 il fenomeno aberrante dell&#8217;<b>usura<\/b>. La situazione di difficolt\u00e0 in cui versano tante persone, famiglie e imprese, pu\u00f2 divenire facile preda di individui senza scrupoli. Noi vogliamo ricordare che su questa pratica l&#8217;etica cristiana ha sempre pronunciato un giudizio molto severo. Su chi presta denaro ad usura incombe il giudizio di Dio: invitiamo con forza i responsabili a convertire le loro condotte. E auspichiamo che ogni persona che si trovi vittima di usura abbia la forza di presentarsi ai <b>soggetti<\/b> che possono fornire aiuto <b>in questo campo <\/b>e di denunciare i colpevoli alle autorit\u00e0 competenti.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Un ultimo cenno vorremmo farlo al tema delle <b>aperture domenicali<\/b> degli esercizi commerciali.<\/div>\n<div>Gi\u00e0 in passato ci eravamo espressi con chiarezza su questo tema e il dibattito attuale ci provoca a ritornare sull&#8217;argomento, perch\u00e9 vi sono implicati valori di grande importanza.<\/div>\n<div>Qual \u00e8 la logica o motivazione prevalente di tale scelta? Senza dubbio \u00e8 quella del sistema produttivo e dei consumi come prioritaria rispetto alle esigenze connesse con il senso ed il valore della Domenica.<\/div>\n<div>Siamo consapevoli che possono esserci dei motivi ritenuti &#8220;ragionevoli&#8221; per attuare certe scelte che vedono un trend indistinto in tutta la regione; ma, pur sapendo che non compete a noi prendere decisioni, ci sentiamo in dovere di porre una serie di domande di fondo e rilanciare una riflessione seria sul tempo dell&#8217;uomo: siamo proprio sicuri che questo trend sia un bene per la societ\u00e0, per la famiglia, per l&#8217;economia stessa? Siamo convinti di voler definitivamente arrenderci all&#8217;idea che per far socializzare le persone nel giorno festivo, sia necessario per forza proporre attivit\u00e0 di mercato? Non \u00e8 forse una societ\u00e0 triste, meno umana, quella in cui non esistono spazi liberi dallo scambio commerciale? Non stiamo cos\u00ec tradendo la grammatica umana fondamentale, suggeritaci dal cristianesimo, che vuole che l&#8217;uomo abbia il suo giorno di riposo, il giorno libero dagli affari e dal lavoro? Non riusciamo proprio a dedicare tempi comuni di sola gratuit\u00e0? Non ci stiamo arrendendo ad una visione pi\u00f9 materialistica della vita umana? Non abbiamo pi\u00f9 la forza (o la voglia) di invertire, ad ogni livello, questo meccanismo, in nome di una visione completa di persona umana e di relazione sociale?<\/div>\n<div>Fa impressione che nel dibattito non si faccia pi\u00f9 riferimento al comandamento di Dio e al senso cristiano della Domenica. Vorremmo richiamare l&#8217;attenzione sul fatto che il senso cristiano della Domenica \u00e8 di proporre dei valori fondamentali di una qualit\u00e0 di vita umana, personale e sociale, degna dell&#8217;altissima vocazione dell&#8217;uomo, fondamento quindi di una &#8220;vita buona&#8221;. Il riposo festivo \u00e8 un&#8217;esigenza profonda perch\u00e9 assicura la trascendenza e la libert\u00e0 dell&#8217;uomo rispetto alle cose terrene, il primato e la Signoria di Dio e non quella del profitto materiale, la cura della propria vita spirituale, il coltivare la vita e gli affetti familiari, la necessaria distensione del corpo e dello spirito, l&#8217;esercizio delle opere di carit\u00e0 verso il prossimo.<\/div>\n<div>Per questo il riposo festivo \u00e8 da considerare come un diritto. La logica del sistema produttivo e del consumismo, quando diventa prioritaria, conduce ad un degrado del senso autentico della vita e ad uno stravolgimento della gerarchia di valori personali e sociali: i mezzi si trasformano in fini, ci\u00f2 che \u00e8 relativo diventa assoluto (ecco l&#8217;idolatria), i beni materiali prevalgono su quelli spirituali.<\/div>\n<div>Vorremmo anche sottolineare il fatto che, nel caso delle aperture domenicali degli esercizi commerciali, \u00e8 avvantaggiata la grande distribuzione rispetto ai piccoli negozi. Ma questo \u00e8 giusto? Siamo al solito punto: si privilegiano i forti rispetto ai deboli.<\/div>\n<div>In definitiva, ci rendiamo conto che qui si tocca un aspetto cruciale della crisi della nostra societ\u00e0, che \u00e8, nel fondo, una crisi di civilt\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00ab<i>Il lavoro \u00e8 essenziale, ma \u00e8 Dio, non il lavoro, la fonte della vita e il fine dell&#39;uomo<\/i><i>\u00bb<\/i> (<i>Compendio della dottrina sociale della Chiesa<\/i>, 257)<\/div>\n<div>Tutto il pensiero cristiano sul lavoro ci porta ad evidenziare, in questa occasione, un altro punto, su cui come Chiesa di Padova vorremmo sempre pi\u00f9 insistere e spenderci: la grande domanda sul <b>senso e sul significato del lavoro umano<\/b>. Ci pare sempre pi\u00f9 evidente che, oltre ai problemi etici e sociali circa il lavoro, oggi si stia perdendo di vista anche la domanda del &#8220;perch\u00e9&#8221; lavorare. Non saper rispondere a questa domanda ci pare una delle cause di tanti malesseri della societ\u00e0, delle persone, delle famiglie, che va drammaticamente ad intrecciarsi con i momenti di difficolt\u00e0 legati alla precariet\u00e0, alla disoccupazione. Ci\u00f2 si manifesta ad esempio con un fenomeno singolare, anche dal punto di vista economico: alcuni lavori, come quelli legati alla cura delle persone, non vengono apprezzati, e spesso non si trovano giovani disposti a svolgerli. Sembra esserci una sorta di distorsione proprio rispetto al valore e al senso in se stesso del lavoro, per cui viene persa di vista la sua dimensione di servizio agli altri e alla comunit\u00e0, privilegiando invece dimensioni quali il prestigio e l&#8217;apparenza.<\/div>\n<div>L&#8217;offuscarsi della grammatica umana di matrice cristiana, sembra portare con s\u00e9 la fatica di trovare le motivazioni profonde, molto pi\u00f9 ampie di quelle meramente materiali, sul &#8220;perch\u00e9&#8221; del lavoro. Ci\u00f2 comporta anche il non saper armonizzare convenientemente lavoro e vita, lavoro e famiglia, lavoro e festa, lavoro e relazioni, lavoro e solidariet\u00e0, lavoro e carit\u00e0, lavoro e spiritualit\u00e0. \u00c8 vero che la mancanza di un senso spesso si lega all&#8217;insieme delle condizioni esterne che si creano attorno all&#8217;esperienza lavorativa, ma anche qui esiste un grande spazio per il recupero di un significato &#8220;umano&#8221; del lavoro, quasi di una <b>&#8220;spiritualit\u00e0&#8221;<\/b> del lavorare. Si tratta di sceglierla, di ricercarla, di coltivarla. Gli strumenti, offerti anche dalla Chiesa, ci sono, ed esortiamo ad avvalersene, non considerando questa dimensione spirituale un lusso per pochi: riteniamo infatti che possa essere una risorsa altrettanto importante, al pari di quelle materiali, per affrontare le fatiche e le difficolt\u00e0 della dimensione lavorativa.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Crediamo che tutto questo possa essere un contributo prezioso ad imboccare una via di speranza e di rinascita in ordine alla qualit\u00e0 del vivere sociale nel nostro territorio e ad uno stile di vita e di lavoro autenticamente umano. E anche a rintracciare dentro di noi risorse insperate per avviarci in modo non fatalistico su di una via di uscita dalla crisi che non sia effimera, ma che sgorghi da scelte responsabili di tutti e di ciascuno.<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">Antonio Mattiazzo<\/div>\n<div align=\"right\">Arcivescovo &#8211; Vescovo di Padova<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div>1 maggio 2010<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vescovo, mons. Antonio Mattiazzo, in occasione della Festa del lavoro del 1\u00b0 maggio 2010, offre un&#39;opportunit\u00e0 di riflessione con il messaggio &#8220;Un rinnovato impegno comune per il lavoro e la qualit\u00e0 delle relazioni sociali&#8221;. Il documento fa costante riferimento ai cardini della Dottrina sociale della Chiesa sul tema del lavoro, proposti nel Compendio e nell&#8217;ultima enciclica di papa Benedetto XVI, Caritas in veritate. Nel suo messaggio l&#8217;arcivescovo sollecita un nuovo impegno nei confronti di questo ambito di vita cos\u00ec fondamentale, fondante e significativo per il singolo, la famiglia e la societ\u00e0. Un ambito che oggi, pi\u00f9 che mai, chiede attenzione, viste le tragiche conseguenze della crisi economica globale. In particolare il vescovo Mattiazzo si sofferma su quattro punti: \u00abla crescente disuguaglianza di ricchezza che si sta manifestando nella nostra societ\u00e0 e anche nel nostro territorio\u00bb; la voracit\u00e0 e velocit\u00e0 con cui spesso si cercano guadagni; la piaga dell&#8217;usura che rischia di aumentare le difficolt\u00e0 delle persone; la questione delle aperture domenicali degli esercizi commerciali.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":225,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Un rinnovato impegno comune per il lavoro e la qualit\u00e0 delle relazioni sociali - Chiesa di Padova<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/un-rinnovato-impegno-comune-per-il-lavoro-e-la-qualita-delle-relazioni-sociali\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Un rinnovato impegno comune per il lavoro e la qualit\u00e0 delle relazioni sociali - Chiesa di Padova\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il vescovo, mons. 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