{"id":1491,"date":"2010-09-07T19:23:00","date_gmt":"2010-09-07T17:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/2010\/09\/07\/ravvivare-il-dono-del-sacerdozio\/"},"modified":"2010-09-07T19:23:00","modified_gmt":"2010-09-07T17:23:00","slug":"ravvivare-il-dono-del-sacerdozio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesipadova.it\/newwebsite\/ravvivare-il-dono-del-sacerdozio\/","title":{"rendered":"Ravvivare il dono del Sacerdozio"},"content":{"rendered":"<div>Carissimi presbiteri e fedeli,<\/div>\n<div>l&#8217;11 giugno u.s. si \u00e8 concluso l&#8217;Anno sacerdotale.<\/div>\n<div>L&#8217;abbiamo considerato una grazia del Signore e abbiamo cercato di viverlo con intensit\u00e0, meditando sulla figura esemplare di San Giovanni Maria Vianney. Un buon numero di confratelli si \u00e8 pure recato in pellegrinaggio ad Ars.<\/div>\n<div>\u00c8 auspicabile che la grazia dell&#8217;Anno sacerdotale continui ad illuminare e rafforzare il nostro presbiterio nell&#8217;esercizio del suo ministero. A questo scopo, nella riunione del Consiglio presbiterale, tenuta il 13 maggio, \u00e8 stata accolta la proposta di prendere, come presbiteri, alcuni impegni comuni che coinvolgono anche le comunit\u00e0.<\/div>\n<div>Occorre considerare, infatti, che il presbitero non \u00e8 una figura a s\u00e9 stante, ma \u00e8 inserito vitalmente nel tessuto della comunit\u00e0 ecclesiale, in relazione particolare con il vescovo, di cui \u00e8 insostituibile collaboratore, e in contatto quotidiano con i membri della comunit\u00e0, di cui \u00e8 pastore e guida.<\/div>\n<div>Da parte mia, come vescovo, rinnovo l&#8217;impegno di recitare quotidianamente il santo rosario per i presbiteri, principalmente per quelli che sono in particolare necessit\u00e0, e di rendermi disponibile ad ascoltarli, orientarli e sostenerli nelle loro fatiche con lo spirito di Ges\u00f9.<\/div>\n<div>Chiedo a voi fedeli di considerare i sacerdoti con spirito di fede, di pregare per loro, di offrire loro la vostra collaborazione, di essere comprensivi dei loro limiti, rispettando la dignit\u00e0 derivante dalla loro consacrazione sacerdotale. Voi potete fare molto per aiutare i sacerdoti ad essere fedeli alla loro dignit\u00e0 e al loro ministero. Dato il ridursi del numero e l&#8217;aumentato carico di impegni, sar\u00e0 necessario anche limitare le attese che in passato si avevano nei riguardi del prete, come, ad es., il numero delle celebrazioni eucaristiche.<\/div>\n<div>L&#8217;Anno sacerdotale ha richiamato l&#8217;esigenza di ravvivare, sia nei preti, ma anche nei fedeli, il senso della necessit\u00e0 e della dignit\u00e0 del sacerdozio ministeriale, istituito da Ges\u00f9 Cristo. Esso \u00ab\u00e8 l&#8217;amore del cuore di Ges\u00f9\u00bb (Curato d&#8217;Ars, <i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, n. 1551). Ricordiamo che in virt\u00f9 della sacra Ordinazione, il sacerdote presiede <i>\u00abin persona Christi<\/i><i>\u00bb<\/i> la celebrazione di due sacramenti basilari per la vita cristiana: l&#8217;Eucaristia, che rende corporalmente presente il Signore \u00abfonte e culmine della vita della Chiesa\u00bb, e la Penitenza per la remissione dei peccati. Senza questi due sacramenti, collegati intimamente con l&#8217;Ordine, non c&#8217;\u00e8 vera comunit\u00e0 ecclesiale e la vita cristiana \u00e8 priva dei beni pi\u00f9 necessari e preziosi.<\/div>\n<div>Il sacerdote, conformato a Ges\u00f9 Cristo, sull&#8217;esempio di Ges\u00f9, \u00e8 chiamato a testimoniare Ges\u00f9 e il suo Vangelo con una vita esemplare, tendendo alla santit\u00e0 nell&#8217;esercizio della carit\u00e0 pastorale.<\/div>\n<div>Questa testimonianza \u00e8 di un valore immenso per tutti, anche per la societ\u00e0.<\/div>\n<div>Sembra paradossale che, proprio nell&#8217;Anno sacerdotale, siano, invece, venuti alla luce comportamenti degradanti di alcuni membri del clero, che ci hanno turbato, addolorato e umiliato. Anche la societ\u00e0, pur degradata e permissiva in tanti aspetti, in fondo si attende una testimonianza esemplare da parte dei membri della Chiesa. Ma non ci si deve fermare solo al riconoscimento del male, a volte sottolineato anche con finalit\u00e0 denigratorie e scandalistiche, o cedere allo scoraggiamento e alla sfiducia, che non sono atteggiamenti positivi e ispirati da Dio. Questa circostanza va invece interpretata alla luce della fede, non per minimizzarla, ma per cercare di cogliere l&#8217;intenzione profonda di Dio. L&#8217;intenzione di Dio, nel permettere il male, \u00e8 bene espressa dal profeta: Dio \u00ab<i>non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva<\/i>\u00bb (Ez 33,11).<\/div>\n<div>Dio \u00e8 come un Padre che educa a vincere il male con il bene. Se permette il peccato e lo fa venire alla luce \u00e8, anzitutto, per farci prendere coscienza della sua gravit\u00e0 anche per la sofferenza e tristezza che sempre il male produce. Ma, soprattutto, Dio ci dona la grazia della correzione e della guarigione da esso per intraprendere una vita esemplare e generosa.<\/div>\n<div>Con un retto discernimento prendiamo pi\u00f9 viva coscienza della fragilit\u00e0 della nostra natura umana, dell&#8217;esigenza di ascesi, di \u00ab<i>vigilare e pregare<\/i>\u00bb (Mt 26,41; Mc 14,38), di \u00ab<i>essere nel mondo, ma non del mondo<\/i>\u00bb (cf Gv 15,19), di appoggiarci non su noi stessi, ma sulla grazia del Signore, avendo l&#8217;umilt\u00e0 e il coraggio di ricorrere all&#8217;aiuto che sempre ci viene offerto.<\/div>\n<div>Accogliamo perci\u00f2 queste vicende dolorose come un appello per le persone e per la comunit\u00e0 cristiana alla conversione, alla purificazione, al rinnovamento, all&#8217;umilt\u00e0, alla vigilanza su noi stessi, all&#8217;aiuto reciproco.<\/div>\n<div>Viviamo questo momento con fiducia, fondata sulla convinzione di fede che la grazia di Cristo \u00e8 pi\u00f9 abbondante del peccato (cf. Rm 5,20).<\/div>\n<div>Vorrei anche assicurare che nei nostri Seminari si esercita una vigile attenzione pedagogica alle persone e si vive un ambiente sano e sereno, grazie ad educatori ben preparati.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>1.<\/b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questa ottica, il <b>primo impegno<\/b> che propongo \u00e8 di <b>coltivare una vita spirituale profonda e robusta<\/b>, dando la priorit\u00e0 alla ricerca di una vera intimit\u00e0 con il Signore nella preghiera, poich\u00e9 \u00ab<i>sar\u00e0 l&#8217;esperienza forte e intensa dell&#8217;amore del Signore che dovr\u00e0 portare sacerdoti e consacrati a corrispondere in un modo esclusivo e sponsale al Suo amore<\/i>\u00bb (Benedetto XVI, <i>Omelia, <\/i>12 maggio 2010 a Fatima). \u00c8 nella comunione intima con il Signore che ci ha scelti e sempre ci ama, che troviamo il senso pieno della nostra vita e del nostro ministero, e il nostro cuore trova stabilit\u00e0 e pace. Il lavoro pastorale, l&#8217;apostolato devono ricevere linfa dalla comunione con il Signore. \u00c8 necessario, dunque, dare la priorit\u00e0 alla preghiera personale, all&#8217;ascolto meditativo e orante della Parola di Dio, a momenti di adorazione. Richiamo la necessit\u00e0 e l&#8217;importanza della partecipazione ai ritiri ed esercizi spirituali, che purtroppo a volte sono disattesi.<\/div>\n<div>Ricordiamoci che la comunione di vita con il Signore, il &#8220;rimanere&#8221; in Lui, costituisce la condizione necessaria e la sorgente di un apostolato fecondo (cf. Gv 15,1-8).<\/div>\n<div>Permettetemi che richiami il grande valore della <b>Liturgia delle Ore<\/b>. La Chiesa ne fa un obbligo grave ai ministri ordinati per la ragione che la preghiera di intercessione forma parte integrante del ministero del sacerdote. Pregando il &#8220;Breviario&#8221; il sacerdote trova un alimento per la sua preghiera personale, prega in unione con tutti i fedeli, d\u00e0 voce anche a quelli che non pregano mai e intercede per loro e per le necessit\u00e0 del mondo. Il tempo dato alla Liturgia delle Ore, lungi dall&#8217;essere tempo sottratto alla pastorale, \u00e8 tempo autenticamente pastorale.<\/div>\n<div><a name=\"VER_2\">Ascoltiamo le parole che il Signore rivolge alla Chiesa di Efeso: \u00ab<\/a><i>Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho per\u00f2 da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, conv\u00e8rtiti e compi le opere di prima. Se invece non ti convertirai, verr\u00f2 da te e toglier\u00f2 il tuo candelabro dal suo posto\u00bb <\/i>(Ap 2, 2-6).<\/div>\n<div>Accogliamo queste parole. Sono parole di Cristo Sposo che ama la Chiesa sua Sposa e desidera ardentemente di essere ricambiato.<\/div>\n<div>Vorrei invitare le comunit\u00e0 monastiche, eremitiche e religiose di vita contemplativa e i fedeli che frequentano l&#8217;adorazione eucaristica a pregare pi\u00f9 intensamente il Signore per i presbiteri e per le vocazioni al ministero presbiterale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>2.<\/b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un secondo impegno particolare che vi propongo \u00e8 quello della <b>Confessione<\/b> <b>sacramentale<\/b>. L&#8217;esempio del santo Curato d&#8217;Ars e, a noi pi\u00f9 vicino, di padre Leopoldo, non sono da considerare superati. Sappiamo che la pratica di questo sacramento risente la crisi odierna del senso di Dio e quindi del peccato, che \u00e8 mutata l&#8217;autocoscienza e la sensibilit\u00e0 delle persone, e che non \u00e8 facilmente riconosciuta la mediazione sacramentale della Chiesa.<\/div>\n<div>Ma dobbiamo anche essere coscienti che questo sacramento non ha perso per nulla il suo valore e la sua necessit\u00e0. Vorrei, anzi, dire che oggi ce n&#8217;\u00e8 ancor pi\u00f9 bisogno. Tante persone si portano dentro ferite e piaghe profonde, dipendenze da cui non sanno liberarsi, sensi di colpa, angosce e depressioni, atrofia e paralisi spirituale. Le radici di questi mali sono ad un livello non semplicemente psichico, ma si nascondono nelle profondit\u00e0 dello spirito, spesso ignote alla stessa persona. Un buon confessore sa diagnosticare le cause profonde del male e come un vero medico dello spirito dona la grazia del Signore per la guarigione e la pace del cuore, il rinnovamento della volont\u00e0 per liberarsi dalle schiavit\u00f9 e vivere nella libert\u00e0 dei figli di Dio. Ritengo importante richiamare che Dio ha posto la <i>legge del bene<\/i> nella nostra coscienza e nelle relazioni umane. Il bene pu\u00f2 presentarsi come arduo, ma \u00e8 sempre appagante. La strada del male appare facile e allettante, ma finisce sempre nella frustrazione e nella tristezza. Solo il bene ci rende felici. Certo, \u00e8 necessario che i presbiteri coltivino la scienza teologica e antropologica per svolgere sempre meglio il delicato ministero della confessione sacramentale e della direzione spirituale, sapendo unire e non separare verit\u00e0 e misericordia.<\/div>\n<div>Vi invito e incoraggio: a) prima di tutto a praticare voi stessi, con buona frequenza, questo sacramento; b) a proporlo ai fedeli con le necessarie motivazioni; c) a mettervi a disposizione, per la celebrazione di questo sacramento, <b>determinando<\/b> <b>luoghi e tempo<\/b> in cui i fedeli sanno di trovarvi. Vorrei invitare voi fedeli a ricevere questo sacramento, preparandovi con la preghiera, con un sincero e sereno esame di coscienza davanti al Signore, fiduciosi nella sua misericordia che dona il perdono e la pace del cuore, infonde rinnovato vigore e un&#8217;esperienza rigenerante della maternit\u00e0 della Chiesa.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sviluppare la corresponsabilit\u00e0<\/b><\/div>\n<div>Uno degli impegni, che abbiamo preso nel Convegno presbiterale di Asiago (2007), \u00e8 stato quello di promuovere la corresponsabilit\u00e0 pastorale nel rapporto presbiteri-diaconi-laici, nella reciprocit\u00e0 dei rispettivi ruoli.<\/div>\n<div>Questa corresponsabilit\u00e0 diviene sempre pi\u00f9 necessaria data la diminuzione del numero dei preti e corrisponde all&#8217;orientamento di valorizzare tutti i ministeri della Chiesa.<\/div>\n<div>L&#8217;impegno per rilanciare il ruolo degli organismi di comunione dovrebbe continuare per dare consistenza alle corresponsabilit\u00e0 di tutti.<\/div>\n<div>Questo vale all&#8217;interno delle singole parrocchie e ancor pi\u00f9 nelle Unit\u00e0 pastorali che sono destinate a crescere, secondo gli orientamenti maturati nell&#8217;incontro congiunto del 31 gennaio 2010.<\/div>\n<div>Propongo un rinnovato impegno da parte di noi presbiteri a dare responsabilit\u00e0 ai laici nei loro propri ambiti, curando la loro formazione, senza tuttavia &#8220;clericalizzarli&#8221;, e sollecito voi diaconi e laici ad assumente generosamente il vostro ruolo, riservando, quindi, al prete il suo ruolo specifico e liberandolo da altre incombenze.<\/div>\n<div>Nei prossimi mesi (settembre-ottobre-novembre) i presbiteri parteciperanno alle settimane di sinodalit\u00e0 a Borca di Cadore, come gi\u00e0 abbiamo fatto nel 2001 e 2004 e non potranno quindi essere presenti in parrocchia. Non \u00e8 un&#8217;evasione ma un tempo dedicato ad una pi\u00f9 qualificata formazione in vista di compiere meglio la loro missione. In particolare rifletteremo su come attuare la nostra missione in &#8220;un mondo che cambia&#8221; alla luce della Parola: <i>\u00abAbita la terra e vivi con fede\u00bb<\/i> (Sal 37, 3). Li affido alla vostra preghiera.<\/div>\n<div>Chiedendo la materna intercessione di Maria, Madre della Chiesa, di San Pio X e dei nostri Santi protettori, vi benedico tutti con sincero affetto nel Signore.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0<\/div>\n<div align=\"right\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vescovo Antonio<\/p>\n<div align=\"right\">21 agosto 2010<\/div>\n<div align=\"right\">Festa di San Pio X<\/div>\n<div align=\"center\">\u00a0<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A conclusione dell&#39;Anno sacerdotale il vescovo Antonio scrive, ai presbiteri e alle comunit\u00e0 della Diocesi di Padova, un messaggio dal titolo &#8220;Ravvivare il dono del Sacerdozio&#8221;, che richiama in particolare a tre impegni: coltivare una vita spirituale profonda e robusta; confessione sacramentale e corresponsabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1491","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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