Visita pastorale del vescovo Claudio in Ecuador

Voci e volti a cura del direttore del Centro missionario diocesano di Padova

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Visita pastorale in Ecuador

Calorosa accoglienza degli amici missionari, come la folata equatoriale che ci ha investito all’apertura delle porte: 37 gradi percepiti con alta umidità.

Apriamo la giornata con le lodi e tutta la fraternità dei fidei donum con don Saverio, don Mauro, don Giampaolo, don Daniele, Silvia e Massimo con i figli Giulio e Samuele.

Colazione che padre Saverio ci prepara con un buon pane fresco e si passa in panaderia! Odore di pane e di un sorriso bellissimo del panadero.

La Parola che apre il primo giorno equatoriano è il mandato di Gesù ai suoi discepoli: il Signore chiama per stare e per mandare. chiama fin dalle nostre radici dalla famiglia dagli amici dalle parrocchie di provenienza e servizio.
E’ un tessuto di relazioni che portiamo dentro di noi e si intreccia con questa storia.
Padre Giampaolo ci presenta simbolicamente questa ricca e colorata stoffa intessuta e intrecciata.
“Anche tu, vescovo Claudio – sottolinea padre Giampaolo – hai iniziato a intrecciarti con questa storia con le nostre chiamate buon inizio di questa esperienza tra noi”.

don Gaetano

Si apre la nostra giornata, che sarà intensa e ci accompagna nella preghiera Sant’Ilario di Poitiers che nasce nei primi secoli cercatore della verità, fino ad incontrare il vangelo e iniziare una nuova vita.

Il segno che ci accompagna è una conchiglia preziosa chiamata SPONDYLUS la sua conoscenza risale alla cultura precolombiana ed è diventata simbolo dello scambio e l’interculturalità dato che gli Incas la utilizzavano come moneta di scambio.

Padre Daniel ci offre questa lettura simbolica: siamo provenienti differenti culture. Noi ci immettiamo dentro da stranieri qui ma in ascolto del bene e dell’amore che qui vediamo e ne siamo testimoni come s paolo ci ricorda nella lettera ai Romani “Gareggiate nello stimarvi a vicenda” allora la nostra ricchezza è stimare e metterci in ascolto nello stile della gaudium et spes “le gioie e i dolori, le speranze e le sofferenze del mondo sino anche della chiesa…” togliendoci i sandali, come dice papa Francesco, per raccogliere ricchezze nascoste e bellissime.

Buon inizio di giornata –

don Gaetano

Passiamo la mattinata visitando la diocesi di san Jacinto con il vescovo Annibal.
Ci siamo portati al santuario del Divino Ninõ, poi una fermata al seminario propedeutico presso la parrocchia di San Antonio de Padua e abbiamo concluso questo primo momento di conoscenza del territorio soffermandoci presso il bellissimo santuario della Madonna del Carmine presso la città di Milagro.
Rientrando abbiamo condiviso fraternamente
il pranzo.

Ci troviamo verso sera presso i recintos, zona rurale lontana una decina di km da Duran per lo più palafitte tra risaie fango. una liturgia della Parola con il racconto dei magi e della nascita di Gesù: una stella guida i cuori verso Betlem. A frotte i bimbi e i ragazzi hanno raggiunto questa semplice capanna fatta di assi di legno con soffitto il cielo e quattro tavole per pavimento… ma il semplice piatto di pesce consumato assieme alla fine di questo momento ci emoziona e ci dona un sorriso che ci fa essere come in una cattedrale! O forse di più!

Riprendiamo la strada e ci fermiamo presso altri recintos… qui celebriamo l’eucarestia ascoltando il miracolo del paralatico di Cafarnao! Quanti miracoli…
Gesù guarisce
Gesù perdona
Gesù raduna tanta gente
Gesù riunisce la comunità

Anche nella messa lo diciamo: dacci unità e pace! È il miracolo più bello dove Gesù dona totalmente la sua vita!
Gesù nell’Eucarestia dona lo spirito che cambia il pane e il vino e dona lo spirito alla comunità per cambiare e migliorare convertire il proprio cuore.

Ecco siamo qui con padre Giampaolo lui che è vostro padre e con lui camminate! Ringraziamo il Signore.

Una foto ferma questo momento e dona a tutti la gioia di quel paralitico… tutti si alzano e ritornano alle proprie case-palafitte camminando per km ma lodando Dio per le meraviglie condivise.

C’è il tempo di fermarci al recinto Calentura per la benedizione di una cappellina costruita per la prima comunione ora sommersa dalle ultime piogge. Una preghiera con i ragazzi, la benedizione del vescovo Claudio con l’augurio di costruire ogni giorno la nostra comunità!

Giorno di pioggia; cade copiosa per le risaie. Il ritrovo è all’Arbolito e ci guida la pagina degli Atti degli Apostoli che racconta la Pentecoste: la parola accolta da ogni cuore una parola capibile.
Oggi il segno è il cacao. Padre Mauro ce lo presenta. prima e dopo la tostatura! Il chicco tostato ha profumo un aroma, prima è amarissimo.
Così il prima e dopo la Pentecoste. lo spirito tosta!
Così la missione ti tosta ti rimodella.
L’andar fuori ti rinnova ti smuove: Pietro da pauroso cambia atteggiamento. Ecco una nuova giornata per scoprire insieme strade e nuovi cammini in ascolto dello Spirito.

Giornata di ritiro per tutto il gruppo dei fidei donum e delle Elisabettine!

Eucarestia con la comunità dell’Arbolito nell’occasione della messa di prima comunione di giovani dai 16 ai 18 anni.

Un bel momento comunitario animato, cantato profondamente celebrato: Ecco l’agnello! Ci annuncia la Parola di questa domenica e in modo particolare si realizza in questa sera ricolma di grazia in questo anfiteatro dove la parrocchia si ritrova nel giorno del Signore
tra gli spalti ragazzi e giovani pieni di entusiasmo e vita!

Buona domenica amici della missione!
Dopo il buon caffè delle ore 6.00 inizia la domenica di padre Saverio e si parte! Da soli due mesi parroco a san francisco en Duran ma da 5 anni qui in Ecuador.
Ci spostiamo dal polo pastorale John Druri dove i missionari condividono la fraternità e già
la città si sta animando.
La panaderia ci regala l’odore del buon pane
e il padrecito apre le porte della chiesa matrice. Alle 7.00 con un po’ di fresco si celebra la prima messa della comunità.

Inizia nel piccolo sagrato della chiesa dedicata a san francesco l’Eucarestia di questa domenica.
Un saluto un abbraccio un benvenido de corazon che padre Saverio regala simpaticamente a ciascuno con allegria e affabilità.
La Parola vola dentro a questa chiesa francescana, i ventilatori soffiano e la rendono leggera una Parola che solleva! che consola!
Padre Saverio si immerge nel vangelo e richiama i passi significativi legati allimmagine che la pagina sacra: l’agnello… el cordero de Dios! fino a richiamare quella sera tra i suoi discepoli, tutti attorno a lui, a spezzare quel pane e la sua vita!
La scelta di Dio: non un leone ma un agnello! dove posso trovare e sperimentare il Dio semplice agnello buono amabile? se non tra le cose di ogni giorno, nel lavoro negli incontri!
Forza allora accorgiamoci di questo umile Dio, facciamo esperienza di Lui!

Arriva il vescovo claudio per salutare la comunità già incontrata venerdì. Una rappresentante porge un benvenuto e un dono di frutti di questa terra

Ore 8.30 la comunità del Guayco si ritrova uscendo dai barrios limitrofi.
Una piccola chiesa immersa tra case e nuclei abitativi precari
ma oggi domenica la gente parte con più meraviglia e accoglie p Daniel che ha un regalo speciale per questa piccola comunità: il vescovo Claudio.
La lode al Signore si sprigiona gioiosa rumorosa come una cascata ricca di acqua!
Padre Daniel apre il cuore della sua comunità all’accoglienza di mons Claudio e la chiesa è rivestita a festa, allora si inizia ballando al ritmo dello Spirito con mani alzate al ritmo di chitarre e tamburi e i cuori sopra tutto gridano gridano: alleluja!

Mons. Claudio si rifà alla seconda lettura portando un bell’annuncio: voi siete la Chiesa di Dio! voi siete chiamati ad essere santi, chiamati ad accogliere la grazia per vivere in mezzo ai drammi. E veniamo qui alla chiesa per essere sostenuti ogni domenica, dobbiamo restare uniti e aiutarci proprio per poter vivere la nostra missione.

Il Signore ci rinnova ogni domenica!
Sono il vescovo di padre Daniel e ho dato l’incarico di costruire questa comunità è un compito difficile affidatogli non per aggiustare la chiesa ma i cuori!
Anch’io sono nato in una piccola comunità in un garage e la vicinanza di quella gente mi ha dato la forza di diventare prete. Anche i miracoli possono succedere e una comunitá non è bella perchè è grande ma perchè ci si vuol bene.

Ogni domenica raccontiamoci quanto Dio ci vuol bene!
Padre Daniel ha un difficile lavoro il creare comunione allora animo y fortaleza por toda vida.

Esplode la gioia nello scambio del dono della pace una preghiera si alza da questa terra da questa gente da questi bimbi che attorniano mons Claudio al termine di questa festa!
Scambio semplice dellesperienza di Chiesa di alcuni laici y animatores.

Si riparte e raggiungiamo p Juanpablo per celebrare nella parrocchia del perpetuo soccorso.
Ci immergiamo in una grande festa animata anche dalla comunità afro presente in parrocchia: una fusione etnica e una comunione che fa di ogni confine un luogo di incontro e di rispetto.

L’invito che mons Claudio fa a padre Giampaolo “Riunisci e tieni unita la tua famiglia! L’Eucarestia arricchisca la nostra comunione
e buona domenica”

Viaggiamo su Quito oggi, raggiungiamo i 2700 ma tocchiamo con gli occhi il Cimorazo a 6310 e il Cotopaxi 5897.
Siamo accolti dalle suore elisabettine a Carapungo.
Oggi con il vescovo Claudio visitiamo Quito e le parrocchie dove hanno operato per 30 anni i fidei donum di Padova!

Le donne PACHAMAMA lavorano in collaborazione con le suore, padre Giorgio Dorin di Este e padre Ottorino di Rubano dei comboniani che operano a Quito e a San Lorenzo.

Incontriamo il fondatore del Fep Giuseppe Tonello, fondo equatoriamo popolorum progressio a 50 dalla promulgazione dell’enciclica sociale con questo nome.
Ci emoziona la sua parola su Paolo VI e su mons Rades ascoltiamo con mucho gusto la storia e il racconto di questo miracolo di volontariato e poi di riscatto popolare per la dignità di ogni persona: è l’inizio delle cooperative, è l inizio di un riscatto.
Partendo dall esperienza di Salinas, e come sono stati creati posti di lavoro e le intuizioni buone per un futuro per tutti:

“Abbiamo creato il credito per i poveri – continua Giuseppe – credito vuol dire credere nei poveri anche se non ti danno garanzia”.,

“I soldi non bastano per fare sviluppo anzi! insieme con la gente con le loro qualità e con la nostra stima. Investiamo soprattutto in umanità! Ce lo ha insegnato Paolo VI: in Ecclesiam suam lo ha sottolineato “La Chiesa è esperta in umanità”. Ecco il nucleo principale del nostro operare!”.

“Nelle cooperative vediamo come è importante la figura della donna! Più capaci, più attente
La cooperazione internazionale purtroppo è diminuita, ci sono momenti difficili, ho imparato: che chi parla di più dà anche meno!
Quanta generositá vedo in tante famiglie semplici!
Il Fep tuttora opea con 1200 comunità e 140.000 famiglie. Stiamo lavorando con questa gente e con questi numeri.
La soglia dellindigenza è meno di un dollaro, la soglia della povertà è meno di due dollari. Qui in Ecuador è così”

Salutiamo Giuseppe Tonello del fondo equatoriamo Popolorum Progressio: ci ha raccontato anche la bellezza del dialogo e del lavoro insieme con i missionari padovani.
Che bell’esempio! la città avanzava e loro seguivano i passi della gente!

Ci inoltriamo verso Quito e passiamo per Carcelen per la parrocchia dove operarono negli anni 90 i nostri fidei donum.
Arriviamo in caritas nazionale, dove opera in questo ultimo anno padre Mauro da Rin Fioretto e incontriamo il segretario esecutivo Ramon Lopez.

Si sta chiudendo questo passaggio breve su Quito. È sera ormai, ma c’è il tempo di affacciarci nella bellissima iglesia della compagnia: un 1600 barocco bellissimo.
Poi uno sguardo alla Plaza grande ed è ora di rientrare. 45 minuti di aereo e saremo a Guayaquil

Mattinata di incontri e di saluti. Padre Saverio ci presenta il segno: un cesto di frutti!
“Gesù ci invita a portare frutto e avere la pazienza che tutto cresce.
Penso a mio padre contadino: i frutti della terra frutto anche del suo lavoro. Ho speranza che il frutto sta maturando è un lavoro paziente di gruppo per far crescere il dono che è in noi e ció che noi riceviamo qui”.

Il vescovo durante l’Eucarestia riprende dalla lettera agli Ebrei e ci parla dello zelo non tanto sulle opere ma nella spiritualità e su come tenere vivo questo spirito:
“Come ha detto padre Saverio… nella speranza che maturi! Ecco Dio si è preso questo impegno, Dio è fedele nell’aiutarci a rinnovare la nostra fede! E’ lui l’ancora. è lui il protagonista della nostra vita”.

Un saluto affettuoso a tutto il gruppo Ecuador nella foto finale e si parte per Rio in visita ai missionari fidei donum del Brasile.

Abbiamo lasciato Guayaquil, con il suo tramonto sul fiume Babahoyo.
In volo portiamo gli incontri e le storie conosciute in questi giorni.
Abbiamo percorso strade e sentieri tra i barrios. e i recintos tra i volti e le persone con cui i nostri missionari camminano e cercano segni concreti di vangelo e Regno di Dio.
Abbiamo condiviso con loro momenti di fraternità e con le comunità abbiamo condiviso vita e fede!
Ci avviciniamo durante la notte a Rio de Janeiro
con un breve passaggio su Lima. Un’immensa cittá che sembra non finire…