Ordo Virginum: il vescovo Claudio consacra Maria Filomena e Renata

Domenica 7 ottobre, ore 18, basilica di Santa Giustina - Padova

A un anno di avvio dell’Ordo Virginum (Ordine delle Vergini) in Diocesi di Padova (era il settembre 2017) si amplia il numero delle consacrate. Domenica 7 ottobre, alle ore 18, infatti, nella basilica e nella festa di Santa Giustina, il vescovo Claudio Cipolla consacrerà Maria Filomena Caramel e Renata Fabian.

Con Maria Filomena (54 anni, della parrocchia di Cristo Re in Padova, nella vita architetto) e Renata (58 anni, della parrocchia di Caselle di Selvazzano, nella vita coordinatrice e insegnante di religione), sale a quattro il numero delle consacrate all’Ordo Virginum in Diocesi di Padova; altre otto donne sono nel cammino di formazione.

«La consacrazione all’Ordo Virginum – spiega don Fabio Fioraso, loro delegato diocesano – permette alla donna una profonda libertà di vivere lo specifico della consacrazione nella comunità parrocchiale, nel proprio ambito professionale, facendosi testimone di una scelta consapevole. Non c’è un carisma da seguire come per gli ordini religiosi».

L’Ordo Virginum (Ordine delle Vergini), è una speciale forma di consacrazione prevista anche dal Codice di Diritto Canonico al n. 604: «A queste forme di vita consacrata (il riferimento è ai canoni precedenti in cui si illustrano le norme relative agli istituti di vita consacrata, ndr) è assimilato l’ordine delle vergini, le quali, emettendo il santo proposito di seguire Cristo più da vicino, dal vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il rito liturgico approvato e, unite in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio, si dedicano al servizio della Chiesa».

Le consacrate all’Ordo Virginum esprimono nelle mani del vescovo la scelta di vivere per tutta la vita la verginità «per il regno dei cieli» in un contesto quotidiano di vita. Una vocazione alla verginità, perché l’unico sposo, con cui si realizza un legame indissolubile, è Cristo Gesù.

Le appartenenti all’Ordo Virginum non hanno segni distintivi e non rispondono a un ordine religioso, non hanno un superiore, non sono tenute alla vita comunitaria o a seguire particolari regole di vita. Una vita normale in cui ci si mantiene con il proprio lavoro, ma che testimonia una vocazione individuale a un legame profondo, intimo, esclusivo con Gesù. L’unica figura di riferimento è il vescovo diocesano, con cui ciascuna vergine consacrata discerne il proprio cammino; il vescovo poi può scegliere di nominare un sacerdote ad accompagnare più da vicino il cammino delle singole persone.

fonte: Ufficio Stampa diocesano

La loro intervista su La difesa del popolo di domenica 7 ottobre 2018.