Don Luigi Contin è tornato al Padre

Il funerale giovedì 14 gennaio alle ore 9.30, nella chiesa di San Carlo Borromeo in Padova – Notizia in aggiornamento

Un altro lutto ha colpito il presbiterio padovano: oggi, lunedì 11 gennaio 2021, la morte ha colto improvvisamente don Luigi Contin nella casa dove risiedeva. Originario di Villatora di Saonara, dove era nato il 28 dicembre 1933, venne ordinato sacerdote il 14 luglio 1957.

Negli ultimi anni si era ritirato a vita privata è morto improvvisamente in casa, recentemente era risultato positivo al Covid 19.

Il funerale sarà celebrato dal vescovo Claudio giovedì 14 gennaio, alle ore 9.30, nella chiesa di San Carlo Borromeo in Padova.


DON LUIGI CONTIN (Villatora di Saonara, 28.12.1933 – Padova, 11.01.2021)

 

Don Luigi era nato a Villatora di Saonara il 28 dicembre 1933. Il papà Agostino era presidente dell’Azione cattolica, falegname e organista della chiesa di Villatora, totalmente dedito alla famiglia, caratterizzato da una fede profonda e forte. La condizione di povertà portò la famiglia a Ponte di Brenta, ma il padre si spense all’età di 51 anni: una prova durissima che avrebbe cambiato la vita di don Luigi. La madre, Maria, altro esempio di profonda e semplice vita cristiana, non si perse d’animo e decise di provvedere alla famiglia con le sue forze. Luigi fu accolto per due anni dalla nonna Carlotta con grande amore e generosità. Don Luigi ha sempre manifestato una grande riconoscenza alle persone che lo hanno accompagnato nell’infanzia e a i preti che hanno segnato la sua esperienza di ragazzo.

Entrato in Seminario, divenne presbitero il 14 luglio 1957 non senza difficoltà legate alla salute. Proprio a causa di questa, per la prima esperienza fu inviato a Valstagna e vi si trattenne soltanto un anno, per la frattura del ginocchio.

Successivamente fu nominato cooperatore ad Arzerello, dove ricevette dalla gente l’esempio di una fede semplice, sobria e forte. Un altro, unico, anno di ministero, prima di passare nel 1959 a Mejaniga, in un contesto sociale totalmente diverso. Furono anni intensi, carichi di relazioni e iniziative, con i primi esperimenti comunicativi e sportivi per incontrare i giovani, educandoli alla vita civile e alla fede.

Nell’ottobre 1966 ricevette il primo incarico come parroco a Carpanedo, dove si trattenne fino al gennaio 1971. Erano gli anni del post Concilio e don Luigi, convinto del fervore conciliare e delle sue acquisizioni, cominciò subito a mettere in atto quanto si andava decidendo, in un contesto parrocchiale tradizionale, ma unito, accogliente e con una forte esperienza di fede. Don Luigi ricordava già allora l’importanza e la bellezza di una Chiesa che vive la novità e i tempi moderni partendo dall’esperienza stessa di tutti i battezzati.

Nel gennaio 1971 fu mandato a Vigodarzere come parroco e vi restò fino all’agosto 1979. Anche a Vigodarzere, tra i rigurgiti della contestazione del ’68 e i primi effetti della riforma conciliare, lavorò per una comunità cristiana che fosse volto nuovo della Chiesa. Il coinvolgimento dei laici, la formazione, la catechesi, la liturgia e le famiglie furono i riferimenti costanti del suo agire: don Luigi viveva con entusiasmo l’aria nuova e fresca di una Chiesa aperta al futuro.

Nel settembre 1979 arrivò la nomina a parroco di San Carlo Borromeo e furono trent’anni di un’azione pastorale generosa, convinta e appassionata. Di nuovo vi fu la scelta delle famiglie e più tardi anche dei Centri di ascolto. Gli orientamenti pastorali diocesani furono il criterio continuo della vita parrocchiale. Metodi e impianto catechistico furono cambiati diverse volte con notevoli risultati nel coinvolgere le famiglie e la comunità intera. Don Luigi si convinse della necessità dei piccoli gruppi per favorire la formazione cristiana dei singoli e per dare impulso alla vita della più ampia comunità: i gruppi a servizio della parrocchia avrebbero dovuto essere luoghi di aggregazione, ma soprattutto di coinvolgimento e di dinamismo della vita cristiana. E, in effetti, furono moltissimi i gruppi che tennero vivo il tessuto della comunità, pur nelle loro differenze, senza che mancasse l’attenzione alla carità e alla vicinanza solidale, alla liturgia e al respiro missionario. A San Carlo don Luigi mise in circolo contenuti, letture, ricerche pastorali e informazioni ecclesiali, avvalendosi anche del nuovo centro parrocchiale e delle abituali iniziative che avevano lo scopo di creare il disegno comunitario.

Nel 2010 don Luigi presentò la rinuncia alla parrocchia per motivi di età. Si ritirò in un appartamento del centro storico, appoggiandosi alla Casa del clero, senza venir meno a diverse occasioni di servizio liturgico o pastorale. Tra gli anni 1980 e 1993 era stato per tre mandati vicario foraneo dell’Arcella. Dal 2014, poi e fino al 2018, era anche stato nominato assistente spirituale dell’Associazione Familiari del clero. Complicazioni cardiache acuite dal Covid 19 hanno inaspettatamente portato alla morte il giorno 11 gennaio 2021.

Ha lasciato scritto don Luigi:

«Al termine della mia vita sento il dovere di ringraziare Dio per tutto quanto ho ricevuto. E di esprimere la mia riconoscenza verso le tantissime persone che hanno condiviso con me il cammino di fede di una vita, che mi hanno voluto bene e mi sono state vicine. Chiedo perdono a Dio di tutte le mie debolezze e povertà. Mi sono sforzato di amare tutti indistintamente. Dalla vita ho ricevuto tantissimo. Ho pregato con la mia gente, mi sono sforzato di crescere nella fede e nell’amore a Dio e al prossimo insieme con loro, ho cercato di condividere i loro problemi in tutto. Ho conosciuto tanti parrocchiani, testimoni di una fede profondamente vissuta in tutti gli ambiti della vita. Una santità feriale, nascosta, ma forte e convinta. Li ringrazio per l’esempio ricevuto; un’autentica santità in atto nell’umiltà e nel silenzio, fatta di sacrificio, rinuncia, amore, a volte fino all’eroismo.Prego il Signore perché aiuti tutti a perseverare nella fede, a sentire l’urgenza di trasmettere quanto Dio ha donato, consapevoli di essere un popolo in cammino verso la casa del Padre, dove tutti ci ritroveremo».

Dopo le esequie, celebrate giovedì 14 gennaio dal vescovo Claudio, alle ore 9.30, nella chiesa di San Carlo Borromeo in Padova, la salma sarà tumulata nel cimitero di Villatora.

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