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L'invito ad avere fiducia e a pregare
Il vescovo Antonio: sorpresa, dispiacere e ammirazione 
Sull'annuncio di papa Benedetto XVI di non proseguire nel suo ministero
 Il vescovo Antonio ad Aquileia in occasione della visita di papa Benedetto XVI il 7 maggio 2011
L'ANNUNCIO DI PAPA BENEDETTO XVI Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.
«L’annuncio dato dal Papa Benedetto XVI che, a fine febbraio, lascerà l’esercizio del ministero petrino ci ha colti di sorpresa. Da un lato proviamo sentimenti di rammarico e di dispiacere, dall’altro non possiamo non ammirare il senso di responsabilità e di coraggio che l’ha guidato a prendere la grave decisione. Avvertiamo, in questa circostanza, tutta l’importanza e la grandezza del ministero del Papa per la Chiesa cattolica ma, anche, per il mondo intero, in virtù della autorità morale e dei valori che incarna. Il Papa Benedetto XVI ha guidato la barca di Pietro in questo nostro tempo complesso e, per certi aspetti carico di incognite, con grandissimo senso di fede, come custode e promotore illuminato della fede cristiana, col suo magistero attento a coniugare fede e cultura, con la sua mite fortezza, con la cura per la santità dei membri della Chiesa. Siamo grati perciò al Signore per averci dato questo Papa e siamo riconoscenti a Benedetto XVI per il suo sapiente, generoso e instancabile servizio. Viviamo questo momento con fede e fiducia. Siamo certi che il Signore, che ha fondato la Chiesa sulla salda roccia di Pietro e sui successori di Pietro, continua a guidarla come Supremo Pastore nel corso della storia. Invito le comunità cristiane a pregare per il Papa Benedetto XVI celebrando, nei giorni consentiti dalle norme liturgiche, la santa Messa “per il Papa” come si trova nel Messale, e, a partire dal 1° marzo, la santa Messa “per l’elezione del Papa”. Si inserisca, inoltre, nella “preghiera dei fedeli” una particolare intenzione per il Papa». + Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova
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