A un secolo dalla nascita di Madre Teresa di Calcutta, Mondo e Missione propone, con il numero di ottobre, uno Speciale che esplora aspetti meno noti, ma decisivi, di questa grande figura e della sua preziosa eredità. In che senso possiamo considerare Madre Teresa un modello per la missione di oggi? Perché la sua figura è oggetto di devozione intensa anche presso indù e buddisti? Come mai Madre Teresa è riuscita a incarnare il messaggio cristiano in un contesto dove tanti altri tentativi di inculturazione sono andati falliti? Perché, a fronte del calo delle vocazioni, le suore di Madre Teresa vedono ancora entrare giovani nelle loro fila? Queste e altre domande sono al centro dello Speciale di 36 pagine in uscita su Mondo e Missione di ottobre, che contiene riflessioni, interviste, testimonianze e reportage da varie parti del mondo (India, Bangladesh, Hong Kong e Portogallo) con il contributo di missionari del PIME e di firme importanti, tra cui il vescovo indiano Thomas Menamparampil, autore dei testi della Via Crucis al Colosseo del 2009.
“Parlare di un attacco finale vuol dire illudersi. La situazione in Somalia è tale che i due schieramenti potrebbero continuare a fronteggiarsi così per anni, con tutto quello che comporterebbe sul piano umanitario e in termini di perdite umane”: non nasconde il suo scetticismo, monsignor Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e amministratore apostolico della diocesi di Mogadiscio, intervistato dalla MISNA alla luce degli attacchi e della pesante offensiva dei ribelli ‘Shebab’ (I giovani) in corso contro la capitale somala.
Come ogni anno rilanciamo a tutti l’invito, in particolare ai giovani e agli adulti che, nelle nostre parrocchie o fuori di esse, vogliono approfondire i temi missionari e portano con sé il desiderio di impiegare meglio e diversamente il loro tempo. Ci rivolgiamo a coloro che amano la vita e anelano coglierne tutte le opportunità; a coloro che pensano in grande e coltivano sogni; a coloro che credono nella novità del Vangelo. A tutti loro noi diciamo che c’è posto per loro in questo nostro mondo che cambia, ma che necessità di donne e uomini audaci e generosi. A loro proponiamo cammini formativi missionari diversificati e aperti a nuove scelte per il futuro. Le iscrizioni sono aperte e chi fosse interessato può rivolgersi direttamente a noi presso il nostro Centro Missionario Diocesano.
Aveva 32 anni, era arrivato in Brasile da appena un anno. Padre Ezechiele Ramin, missionario comboniano padovano fu ucciso il 24 luglio 1985, nella regione di Rondonia. La febbre della colonizzazione della terra era altissima: fazendeiros violenti e molta gente povera in cerca di futuro. Un’immensa frontiera di “progresso”, dove si lottava per conquistare terra palmo a palmo. Padre Lele scelse la parte dei poveri – gli indios e i lavoratori della terra – e con loro rimase fino al sangue. A venticinque anni di distanza, i suoi confratelli comboniani in Brasile gli scrivono una lettera.

Sono 834 i missionari padovani impegnati nel mondo (dati aggiornati a gennaio 2010). Nella mappa sottostante puoi visualizzare il numero di missionari per singolo paese.

Se desideri avere maggiori informazioni sui progetti attivi, se vuoi contribuire per sostenerli, visita la pagina dei progetti.

Mappa che mostra la distribuzione dei missionari padovani nel mondo.
Per visualizzare questo contenuto è necessario un browser con supporto Javascript e Adobe Flash